Repubblica Presidenziale
La storia è spesso ironica. Proprio ora che forse il declino di Silvio Berlusconi è davvero iniziato, l’Italia sta diventando quello che lui aveva sognato: una repubblica presidenziale. Purtroppo per lui il Presidente è ancora Giorgio Napolitano, però…
La mossa di nominare Mario Monti senatore a vita è stata chiarissima per tutti. La Costituzione non dice che il Presidente del Consiglio dei Ministri debba essere un parlamentare; di per sé non dice neppure che debba essere maggiorenne, anche se sarebbe buffo vedere gli atti controfirmati dall’esercitante la patria potestà. Parecchie persone si sono ricordate il precedente di Carlo Azeglio Ciampi, divenuto primo ministro senza sedere in Parlamento; però Ciampi era il governatore della Banca d’Italia, e quindi aveva comunque una sua investitura istituzionale, che al presidente della Bocconi e consulente per Goldman Sachs mancava. Il prossimo governo Monti sarà quindi guidato da un “politico” e scelto direttamente dal presidente della Repubblica, senza consultazoini che non siano altro che formali; il tutto dopo che martedì aveva scritto che Berlusconi si sarebbe dimesso, e mercoledì l’aveva ribadito dettando persino i tempi per l’approvazione della Legge di Stabilità. Roba da far impallidire i comunicati di questi mesi dei nostri vari ministri, che hanno l’unico vantaggio di essere più umoristici.
Intendiamoci: tutti i presidenti della Repubblica italiana, a partire da Einaudi, hanno sempre cercato di travalicare i limiti costituzionali, o se preferite di saggiare l’asticella (teoricamente infatti il presidente di poteri ne ha eccome, anche se in pratica sono sempre tarpati). Però credo che questo di Nappy sia il nuovo record assoluto, niente male per uno che ha iniziato il settennato sembrando assolutamente inane… nemmeno il buonanima di Cossiga è riuscito a fare un cambiamento simile. Che il tutto sia un bene o un male a lungo termine – nell’immediato mi sa che fosse l’unica mossa possibile – lo vedremo a tempo debito.
