il primo vero sciopero dei benzinai
Se le cose non sono cambiate dopo che ho scritto questo post (schedulato per la mattina di mercoledì, ma scritto nel pomeriggio di martedì) quello di questi giorni potrebbe essere il primo vero sciopero dei benzinai. Infatti il fronte compatto si è spaccato: dopo l’ultimo incontro due sigle sindacali hanno mantenuto lo sciopero, mentre altre due l’hanno revocato. No, non mi sono bevuto il cervello, o almeno non me lo sono bevuto questa volta. Adesso mi spiego meglio :-)
Dal mio punto di vista molto utilitarista, lo sciopero è una specie di scommessa. Quando io sciopero, perdo dei soldi: però spero di riuscire a ottenere in futuro qualcosa, che può essere un aumento di stipendio col nuovo contratto, oppure la cacciata del governo, o qualcos’altro. Sì, ci sono i crumiri che nel primo caso prendono tutti gli eventuali vantaggi senza cacciare un euro, e a me piacerebbe tanto che almeno una volta l’una tantum prevista per i mesi di mancato rinnovo fossero dati solo a chi ha davvero lottato; ma so che la cosa è impossibile, e forse nemmeno giusta come ora spiegherò. Cosa succede quando c’è lo sciopero della benzina? che tutti corrono a fare il pieno prima della serrata, con il risultato che il consumo totale di benzina resta identico e quindi i gestori non ci perdono nulla, se non un po’ di fatica in più prima dello sciopero per chi non ha il self service. Insomma, lo sciopero ideale. (Cosa diversa dallo “sciopero più incisivo”, che era quello degli addetti ai caselli autostradali: se sono aperti, il mancato introito è del concessionario mentre la terza parte che tanto per cambiare è l’automobilista ci guadagna).
Ora, se alcuni benzinai scioperano e altri no questo significa che gli scioperanti perderanno degli incassi, e quindi stanno scioperando sul serio. Semplice, no? :-)
