Di caimani, oranghi e iene
Egregia redazione de “Il Giornale”, nel suo blog si domanda retoricamente perché «Dunque in Italia si può dire, e riderci sopra, che un politico è un caimano, una pitonessa, un piccione, non – come ha detto ieri Calderoli riferito al ministro Kyenge – un orango.» È molto improbabile che qualcuno dei lettori di quel blog legga anche queste miserrime mie notiziole, ma non si sa mai nella vita, quindi provo a spiegare loro la differenza, in maniera esemplificativa anche se purtroppo non esperenziale.
Se io scrivo “Alessandro Sallusti è una iena”, mi riferirei al suo stile di giornalista, che taluni potrebbero anche erroneamente definire “debole coi forti, forte coi deboli” ma in realtà è funzionale alla mission del quotidiano da lui diretto. Se io invece scrivessi “Quando vedo Alessandro Sallusti, mi viene in mente un porco” la mia similitudine sarebbe rivolta all’aspetto fisico. Ora, non so se qualcuno ride quando sente dire che un politico è un caimano o una pitonessa; però so chi ride quando dico che qualcuno assomiglia a un orango o a un porco: i miei gemelli che tra un mese compieranno quattro anni. Immagino che loro per un paio d’anni continueranno a ridere di queste cose, poi spero smetteranno: mica voglio che mi finiscano in camicia verde!
(p.s.: chi sarebbe il “politico piccione”?)

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