Io ho passato tutte le estati da bambino e ragazzo a Sacile, con giri in bicicletta che sconfinavano spesso nel trevisano; e ho continuato a passarci fino a pochi anni fa: insomma la pianura dell’alto Veneto mi è ben nota. Da questo punto di vista posso assicurarvi che non ho trovato nulla di strano nelle scene del film, che ho visto nella sala cinematografica dell’alta val Brembana mentre ero in vacanza. Le battute del conte, che rivolgendosi a Giulio dice con nemmeno troppo velato disprezzo “ma lui parla meridionale!”, oppure degli altri due protagonisti Doriano e Carlobianchi che alla domanda “E Rovigo?” rispondono “Rovigo non esiste!” mi paiono del tutto normali, così come le cadenze degli attori (Roberto Citran/cavalier Fadiga ha esattamente l’accento di mio zio). Però non sono davvero riuscito a capire il significato di un film come questo: probabilmente sono uno senza cuore. Ah: le “musiche originali di Krano” mi hanno dato l’effetto “mettiamo qualche accordo a caso per dire di essere innovativo”. Mi spiace, ma non fanno per me.
Ultimo aggiornamento: 2026-08-30 13:26
Ultimo aggiornamento:: 2026-08-30

Anche la locandina, con quella scritta “Le. città. di. pianura” disposte apparentemente a casaccio boh: città e pianura sono allineate a destra, ma Le e pianura non paiono allineate a sinistra.
Perchè credo tu ti sia perso la seconda metà degli anni ‘80, i ‘90 e poi lo stravolgimento e onomico e sociale del nuovo secolo
Fino al 2000 ci sono stato, ed era già cambiato del tutto rispetto agli anni ’70…