Da qualche giorno vedo appelli contro la chiusura sul digitale terrestre del canale RaiScuola a partire dal primo ottobre prossimo. Io personalmente ho dei dubbi sull’utilità di un canale televisivo di questo tipo (che tanto da due anni trasmetteva solo repliche). Avrebbe molto più senso che le produzioni fossero disponibili on demand. Certo, ufficialmente Rai Cultura ha affermato che è nato il progetto “Rai Play Scuola e Learning”: peccato che leggendo nemmeno troppo tra le righe non si parla di nuove produzioni ma solo della disponibilità di quelle già esistenti. Per amor di carità taccio sul canale “Italiana” che prenderà il suo posto: evidentemente qualche dirigente doveva avere la sua bella poltroncina.
Quello che invece non ho visto sono i commenti su cosa sta succedendo a Rai Radio Classica, l’ex canale V della filodiffusione che diffonde musica classica a ciclo continuo. A fine 2021 improvvisamente la pagina del sito Rai con i palinsesti sparì: ne parlai sulle Notiziole qui e qui. Le proteste furono tali che venne approntato un servizio davvero on demand: ogni settimana io e non so quanti altri ricevevamo un messaggio da Maria Graziella Ceracchi, responsabile di RAI Radio3 Classica, con i palinsesti. Questo fino al cinque agosto scorso, quando con i palinsesti (eccezionalmente di due settimane anziché una) è arrivato questo messaggio:
Cari Ascoltatori,
fra pochi giorni andrò in Pensione.
No so quando i colleghi riprenderanno il servizio di invio dei Palinsesti dettagliati.
Il Canale proseguirà con alcune repliche fino al 7 novembre, poi – probabilmente cambierà la programmazione.
Grazie per aver ascoltato con interesse Rai Radio3 Classica; è stato più facile, per me, lavorare sapendo che all’ascolto c’erano persone appassionate di musica.
Un caro saluto e buon futuro
Gabriella
Ovviamente i palinsesti di questa settimana non sono arrivati, e non so se arriveranno mai; peggio ancora, temo molto quel “probabilmente cambierà la programmazione”. Chissà, avremo solo italica musica classica? Sì, ce ne sarebbe tanta a disposizione ma sarebbe comunque una perdita.
Quello che mi pare di avere capito è che in questi ultimi anni abbiamo potuto sapere cosa veniva programmato sul canale solo perché una persona si era volontariamente presa la briga di creare una mailing list, dando un significato pratico al termine “servizio pubblico”.
Ultimo aggiornamento: 2026-08-28 10:33

Incredibile! (MI chiedo il perché della scomparsa della pagina a suo tempo: cambio di architettura/ sicurezza, etc e costo di implementazione di modifiche considerato troppo alto? VIsto che il palinsesto esisteva e veniva inviato via mail – con il problema di mantenere la lista aggiornata – il tempo-uomo di pubblicarla ogni settimana era pressoché irrilevante.)
È il solito metodo: ogni volta togli qualcosina, peggiori o rendi più difficile la fruizione, la gente che utilizza il servizio è sempre meno, alla fine dimostri che non è sostenibile o non ha appeal e quindi lo elimini del tutto.
Perché ipotizzi solo musica classica italica? Sala la consideri di destra?
Che tristezza che i palinsesti fossero diffusi solo via mail e manco del canale stesso…
«in questi ultimi abbiamo» manca un «anni»
“musica classica italica” è una battuta sul canale televisivo che prenderà il posto di Rai Scuola e che sarà dedicato alle “eccellenze italiane” (e questa purtroppo non è una battuta).
Per i palinsesti: Radio3 Classica ovviamente non ha problemi di “essere sul pezzo”, e il materiale prodotto dalle orchestre Rai è enorme. Al limite la difficoltà è verificare le durate dei brani scegliendo quelli che stanno nel totale. Ovvio che pubblicare sul sito avrebbe avuto costo marginale virtualmente nullo.