Autovelox bastardi
Da una vita il limite di velocità su viale Cesare Battisti a Monza (quello che finisce in capo a Villa Reale) è di 70 Km/h. Ieri sera stavamo riportando a casa i settenni che erano stati per il weekend dai nonni, e mi accorgo che dopo l’incrocio della chiesa sulla destra c’è un cartello messo un po’ di sbieco con un limite a 50 all’ora; subito dopo mi accorgo di due lucine lampeggianti e noto un autovelox.
Sicuramente ieri sera non ho superato il limite inopinatamente abbassato: ma leggo che quell’autovelox è stato piazzato a giugno, e non so quante volte io ci sia passato ai 70. Per la precisione, a giugno è stata piazzata la colonnina: se l’articolo del Cittadino di Monza è corretto, il laser c’è solo ogni tanto, e quando c’è ci dovrebbe essere una pattuglia dei vigili.
Il punto è che abbassare il limite in quel pezzo di strada non ha senso, e se proprio vuoi farlo lo fai dall’inizio del viale. Posso provare a immaginare il motivo di quel nuovo limite malsegnalato?

Questo vecchio libro di Raymond Smullyan, come dice il titolo (Raymond Smullyan, The Chess Mysteries of Sherlock Holmes, Random House 1979, pag. 171, ISBN 9780394737577), parla di problemi di scacchi. Ma questi problemi sono peculiari, perché le partite giocate sono tutto fuorché serie, pur rimanendo legali. I problemi sono infatti definiti di “analisi retrogada”: partendo dalla posizione mostrata occorre scoprire cosa è successo in passato, se per esempio si può fare un arrocco, oppure capire in quale di due caselle adiacenti bisogna posizionare un pedone, o così via. Essendo necessarie grandi doti di logica, è solo naturale che il protagonista sia Sherlock Holmes con il fidato dottor Watson. Secondo me dopo i primi esempi ci si stanca un po’, ma ci sono chicche tipo il matto che si può solo ottenere con la promozione di un pedone in un pezzo del colore opposto (fino a duecento anni fa non era vietato…) che vale la pena leggere.