Numeroni!

Su Repubblica di oggi Andrea Bonanni parla di come la crescita del Pil italiano superiore alle attese non basti, e fin qui anche noi possiamo essere d’accordo. Quello su cui io ho dei forti dubbi è uno dei punti del suo ragionamento, che riporto qui (grassetto mio):

Con grande intelligenza politica, il ministro Padoan ha già concordato a giugno con la Commissione uno “sconto” sulla prossima manovra, che la riduce dallo 0,6 allo 0,3 per cento del Pil. Questo accordo, verosimilmente, sarà mantenuto. Va da sé però che lo 0,3 per cento di un Pil aumentato rappresenta una cifra superiore a quella che era stata preventivata a giugno.

Mamma mia! Chissà quanti soldi in più dovranno essere recuperati! Proviamo a fare un conto spannometrico? Il Pil italiano è 2000 miliardi (un po’ meno, in realtà). Passare dall’1% all’1,5% di crescita del Pil significa avere 10 miliardi in più. Lo 0,3% di questi 10 miliardi sono 30 milioni. Questi sono i tanti soldi di cui Bonanni si preoccupa: una cifra che viene banalmente naecosta accrescendo appena il gettito previsto da qualche imposta.

Però volete mettere il pericolo percepito?

Le multe calano o crescono?

Marco Marcon mi segnala questo articolo della Stampa che dice di come le multe a Torino siano calate: 194.000 al 18 luglio, contro le 368.000 del 2016. Che c’è di strano, direte? Di strano c’è che il titolo originario del post era “Crescono le multe”, come si vede dall’URL. E 194.000 in 199 giorni sono meno di 368.000 in 366 giorni, è facile vederlo… anche se non subito 🙂

Ma c’è un altro punto che non torna. La differenza tra il numero di multe 2016 e prima parte del 2017 è intorno al 4%: un po’ poco per potere eliminare effetti stagionali. Diciamo che io non mi sarei azzardato a parlare di trend senza avere i dati al 18 luglio 2016…

Aritmetica lombarda

Nell’avvicinarsi del referendum sull’autonomia della Regione Lombardia (referendum utilissimo, naturalmente, ma questa è un’altra storia) il sito della regione ha messo su un contatore per mostrarci quanto le tasse lombarde finanziano il resto del Paese. Gianluigi Gamba mi ha spedito la schermata che vedete (cliccate sul link per vederlo tutto). Non mi è ben chiaro se hanno scritto “centinaia” anziche “unità” perché devono ingrandire ancora di più questi valori, o perché non vogliono associarsi a quello che un tempo era il quotidiano ufficiale comunista.

L’antiepidemia


Claudio Messora, aka Byoblu, ha scritto un articolo contro la legge sulla vaccinazione obbligatoria (qui la copia archiviata: qualcuno si era già preoccupato di farlo prima di me).
Non perdo nemmeno tempo a smontare l’articolo: uno che scrive una frase come quella che ho indicato qui in cima tanto non merita alcuna risposta, anche perché con ogni probabilità non sarebbe in grado di comprenderla.

Bartolomeo Pepe e le percentuali

Ieri notte il senatore Bartolomeo Pepe ha pubblicato su Facebook questo post (qui una copia, non si sa mai nella vita: a quanto pare già il post originale era diverso.) Nel post il senatore Pepe scrive

Quando si parla dell’effetto gregge al 95% di vaccinati
Significa vaccinare bambini a tre mesi ma anche i loro professori,le maestre, collaboratori scolastici, segretari, gli applicati di segreteria, gli addetti alla mensa e i genitori e chiunque metta piede una scuola … rifornitori di merendine e bibite compresi?? E degli autisti dei bus,dei macchinisti,dei fuochisti e di tutta la gente presente alle fermate degli autobus,delle stazioni.. delle metropolitane .. e dei pendolari ?
Ma siete sicuri?

Ora, non so quale sia il titolo di studio del senatore Pepe. Sono ragionevolmente certo che in passato le schede sui siti istituzionali riportassero tale informazione, ma non trovo nulla: né è dato sapere qualcosa dal suo sito personale perché http://www.bartolomeopepe.it/ punta a http://www.terra-libera.org/ che mi dice “This domain has expired. If you owned this domain, contact your domain registration service provider for further assistance. If you need help identifying your provider, visit http://tucowsdomain.com”. Non è un grande problema; al più il problema che vedo è che afferma di essere un “Consulente tecnico I.S.D.E. (medici per l’ambiente)”; ma anche qua Gigerenzer ci insegna che i medici (e a fortiori i consulenti tecnici) hanno dei problemi con i concetti matematici di probabilità e percentuali. Nell’improbabile ipotesi che il senatore Pepe legga queste mie notiziole, provo a spiegare qual è la fallacia nel suo ragionamento, sperando di non scrivere cose troppo complicate.

È vero che se vogliamo avere il 95% di vaccinati non basta vaccinare i bambini. Su questo siamo tutti d’accordo, e non capisco perché il senatore Pepe abbia tolto la frase sul fatto che i bambini e i ragazzi sono solo il 14% della popolazione. Potremmo obiettare che il traguardo è per il futuro e se non cominciamo subito non potremo mai arrivarci, ma il senatore Pepe è più o meno mio coetaneo e quindi magari non è interessato a cosa succederà tra 70 anni. Guardiamo ora al passato: è chiaro che molti dei vaccini che usiamo oggi sono relativamente recenti, e quindi non possiamo dire “siamo in una situazione di stato stazionario: la popolazione è già vaccinata al 95% e dobbiamo limitarci a continuare a mantenere questa percentuale con i nuovi nati”. Per esempio quando ero bambino io non esisteva un vaccino contro il morbillo, o se esisteva non veniva somministrato. Avete trovato la fallacia, ora? No?

Il punto è che l’immunità di gregge non richiede il 95% di vaccinati ma il 95% di immunizzati. Il vaccino è un modo per immunizzarsi (di solito: tralasciamo per semplicità i casi in cui non fa nessun effetto, che però sono molto pochi) ma non è l’unico modo: ci si immunizza anche ammalandosi dalla malattia e guarendo (occhei, tecnicamente se uno muore non prende più la malattia, ma credo conveniate che non sono casi che ci interessano molto). Per fare un esempio personale, io ho contratto il morbillo a quasi sette anni, mentre ero in ospedale in una camera asettica perché mi ero preso una polineurite che ha rischiato di ammazzarmi e mi ha lasciato mezzo cecato. Nella camera vicino alla mia c’era un bambino immunodepresso con il morbillo: i camici che i parenti usavano per entrare erano promiscui e il risultato è stato questo. A parte i giudizi su come venivano gestite le Molinette nel 1970, il risultato è che io sono appunto immune dal morbillo, e come me tanti altri.

In pratica la fallacia del senatore Pepe sta nel modello errato che ha scelto: è possibile, forse probabile, che per arrivare oggi al 95% di immuni occorrerebbe vaccinare anche degli adulti, ma né io né credo il senatore abbiamo dati precisi; inoltre i conti fatti con il primo punto toccato, cioè il tempo necessario per arrivare alla soglia dell’immunità di gregge, sono comunque da rifare. In definitiva, mai usare la matematica senza sapere che si sta facendo.

geolocalizzazione molto precisa

Da un po’ di tempo i distributori automatici del caffè e delle merendine nella sede del nostro ufficio hanno un adesivo con un QR code e il logo dell’Agenzia delle entrate. Stamattina ho provato a scansionare il codice e mi è apparso un link a ivaservizi.agenziaentrate.gov.it. Fin qua nulla di male. Quello che è un po’ più interessante è che nel link, “Dettaglio Stato Fiscalizzazione Dispositivo”, sono anche indicate le coordinate di geolocalizzazione:

Latitudine: 45.4777477
Longitudine: 9.1936843

(dove sia il mio ufficio non è un segreto, quindi posso lasciare i dati espliciti).
Facendo un po’ di conti spannometrici, un grado di latitudine corrisponde a circa 111 km. (Alla nostra latitudine, un grado di longitudine sono meno di 80 Km). Avere sette cifre decimali significa una precisione di circa un centimetro. Evidentemente vogliono controllare se qualcuno scuote il distributore che non ha fatto cascare le patatine. Peccato manchi la terza dimensione, per vedere se il pavimento ha ceduto e il distributore è finito al piano di sotto…

Scrivere dall’oltretomba

Grazie ai buoni uffici di MediaLibraryOnLine, sto leggendo Domare l’infinito di Ian Stewart. A un certo punto mi sono trovato questa frase:

In seguito, Fermat intraprese le sue ricerche; le mise per iscritto nel 1629 ma le pubblicò soltanto cinquant’anni dopo, con il titolo di Ad locos planos et solidos isagoge.

Tutto molto bello, se non fosse per il fatto che cinquant’anni dopo il 1629 siamo nel 1679 e Fermat morì nel 1665. Ora, al giorno d’oggi non è strano pubblicare da morti, e anche tornando indietro nel tempo non ricordo per quanti anni dopo la sua morte vennero pubblicati articoli di Eulero. Però spero che voi concordiate con me che un conto è avere pubblicata una propria opera, altra cosa è pubblicarla

Detto questo, mi affretto ad aggiungere che il testo originale recita

Having done this, Fermat embarked upon his own investigations, writing them up in 1629 but not publishing them until 50 years later, as Introduction to Plane and Solid Loci.

e quindi quello che ha scritto per primo la castroneria è stato Stewart. Ma è anche vero che io, nel caso avessi tradotto il libro, avrei silenziosamente corretto la frase in “furono pubblicate”. Un traduttore ha degli obblighi morali nei confronti dei suoi lettori. In fin dei conti il titolo del libro era già stato giustamente riportato alla lingua originale di pubblicazione…

Uni e trini

In questi giorni sta passando su Radio Popolare uno spot sui referendum contro i voucher e gli appalti. Lo spot comincia dicendo che “quattro milioni e mezzo di persone hanno firmato…”

Ora, io storcerei già il naso se dicessero “sono state raccolte quattro milioni e mezzo di firme” (i referendum proposti erano tre, e sono state presentate in Cassazione un milione e mezzo per ciascuno di essi; solo che il referendum sul ripristino e oltre dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è stato ammesso). La frase infatti sarebbe formalmente corretta ma fuorviante. Però se si parla di quattro milioni e mezzo di persone non ci sono dubbi: a meno che non si parli della Santissima Trinità le persone sono appunto un milione e mezzo.

L’unica cosa che mi chiedo è se chi ha proposto lo spot con quel testo sapeva quello che stava dicendo oppure no.