corse esponenziali

«correre un chilometraggio giornaliero con incremento esponenziale»??Edoardo Leotta mi segnala questo articolo. (Io non l’avrei mai trovato, posso camminare abbastanza a lungo ma non corro per più di cinquanta metri di fila).

Come potete leggere nel catenaccio dell’articolo, l’esploratore gallese Sean Conway – immagino nessuna parentela con il defunto matematico John – ha deciso di fare una sfida a sé stesso. Cito dal sito:

Ecco perché Sean Conway ha deciso di aprire l’anno nuovo con una sfida che lo ha portato a correre un chilometraggio giornaliero con incremento esponenziale. Il primo giorno di gennaio 1 km, il secondo 2 km, il terzo 3 km e così via, fino ad arrivare a 31 km nell’ultimo giorno del mese.

(poi oltre a correre faceva tante altre cose, ma usciamo fuori dal seminato.) Come potete vedere, l’incremento è stato lineare, non esponenziale, nonostante tutti i grassetti inseriti. D’altra parte, pensavo che dopo un anno di pandemia fosse chiaro che la crescita esponenziale cresce tanto (stavolta il grassetto è mio). Per dire, anche aumentando ogni giorno solo del 20% la distanza percorsa e partendo da 1 km, alla fine del mese bisognerebbe correre per 237 km e rotti… Niente, non ce la fanno proprio.

Trappola Irpef o trappola per gonzi?


In un gruppo Whatsapp che frequento è stato condiviso questo articolo di cui in figura vedete titolo e catenaccio. Il testo è chiarissimo: Draghi è pronto a farci pagare 3000 euro con la ormai imminente riforma fiscale. Poi si va a leggere l’articolo, e in fondo si trova la spiegazione di tutto, che riporto comprensiva di refusi (ne fa più di me, è tutto detto…):

Nel caso in cui un contribuente dovesse avere un reddito annuo dichiarato pari a 40.000 euro, con l’attuale sistema delle detrazioni, delle deduzioni e dei vari bonus riesce a pagare 8.500 euro di Irped. Nel caso in cui enissero cancellati tutte le agevolazioni previste oggi come oggi, arriverebbe a pagare qualcosa come 3.000 euro in più.

Vi siete accorti dove sta il trucco? I 3000 euro in più da pagare ci sarebbero se venissero cancellate tutte le agevolazioni previste oggi come oggi e se le aliquote attuali non venissero modificate. Ora, io non ho nessuna idea di come potrà essere la riforma fiscale, e non ho nemmeno nessuna idea di come verranno modificate le aliquote. Ovviamente – anche a parità di gettito complessivo – una modulazione diversa può fare guadagnare o perdere soldi a fasce diverse di reddito, oltre naturalmente a dare risultati differenti anche a parità di reddito a seconda delle detrazioni che si hanno. Ma se ci si limita a togliere le detrazioni senza cambiare aliquote sicuramente non si può parlare di riforma fiscale, ma di eliminazione delle detrazioni.

Per la cronaca, io ho controllato il mio ultimo 730 e le detrazioni erano di poco più di 1000 euro. È vero che non ho mutui né assicurazioni, ma ho come il sospetto che i 3000 euro immaginati dall’articolista non siano poi così comuni. L’unica cosa che mi chiedo è se questi conti siano volutamente terroristici oppure indicano semplicemente una scarsa o nulla capacità di comprendere i numeri…

PS: Se dovessi scommettere oggi su come sarà la riforma fiscale, direi che i redditi medi saranno svantaggiati, chiunque sarà il presidente del Consiglio dei Ministri al momento. Ma questa è una cosa diversa dal cercare di dimostrarlo con conti farlocchi…

Scarsa memoria a breve termine

vaccini Quella a fianco è l’istantanea del report governativo sulle vaccinazioni, quello per cui c’è stato chi si è lamentato perché ci sono solo 25000 vaccinati. Eppure i conti sono facili: ci vogliono 21 giorni tra la prima e la seconda dose, e prima della seconda dose non si è ancora vaccinati. E la campagna vaccinale – a parte gli annunci mediatici – è ufficialmente partita il 31 dicembre, come indicato nella pagina. Anzi, addirittura c’è stato qualche richiamo anticipato, visto che al 31 dicembre le inoculazioni erano 15728.

D’accordo che i giornali hanno continuato a scrivere “vaccinazioni” anziché “inoculazioni” (“somministrazioni” è corretto ma molto burocratico), ma un po’ di conti possiamo farceli anche da soli, no?

I gradi sono tanti, milioni di milioni

Se leggete questo articolo della Stampa, non trovate nulla di particolare, a parte la chiosa “vuoi vedere che i Magi finirono attratti proprio da questa, e non dalla Cometa di Halley?” che non ha un grande senso (la cometa di Halley passò nel 12 a.C., quindi ben prima delle date possibili per la nascita di Cristo). Del resto, l’ipotesi di una congiunzione stellare e non di una cometa c’era già quando ero ragazzo io. Anche dire “Ma il fenomeno si potrà osservare con in mano il telescopio giusto” è un po’ fuorviante: qui a Milano secondo me non si vede nulla in ogni caso, ma in un posto con meno inquinamento luminoso basta l’occhio nudo per accorgersi dei due pianeti vicini.

Ma come mi ha segnalato Fernando Fiorenzano, questa non era la versione iniziale dell’articolo, che potete trovare su Web Archive. Le differenze? Principalmente due. La prima è che non era indicato da nessuna parte che il post era una scopiazzatura, ehm, ripresa del lancio di agenzia AGI, che oggettivamente era fatta molto meglio; la seconda è che l’ignoto estensore, per mostrare che c’era anche farina del suo sacco, ha aggiunto la frase «inezia tra le migliaia di milioni di miliardi di trilioni di gradi per i quali spazia la nostra capacità di scrutare l’immensità». Forse sono un po’ tanti, non trovate? (E anche immaginando che l’ignoto estensore abbia fatto confusione con le distanze intergalattiche, forse bisognerebbe ricordargli che i pianeti si trovano tutt’al più a qualche miliardo di chilometri di distanza tra di loro…)

Ma a parte i pensieri piuttosto confusi, quello che trovo inqualificabile è che questi articoli vengano modificati silenziosamente, senza nemmeno una frasetta tipo “in una versione precedente dell’articolo era stata inserito un valore errato” che non dice nulla se non la correttezza degli editor. Chissa se tra migliaia di milioni di miliardi di trilioni di modifiche ce ne sarà mai qualcuna evidenziata…

allarme stagisti in redazione

Il mio vecchio amico Franco Ligabue segnala su Facebook questo post della Redazione Online del Corriere, apparso il giorno di Ferragosto.

Cominciamo con le buone notizie: l’articolo riprende quanto scritto sulla BBC e cita la fonte. Sono cose che fanno bene al cuore e ci permettono di sperare in un futuro migliore. Peccato che poi deragli quando cerca di sspiegare qual è la differenza tra una crescita lineare e una esponenziale. Nell’articolo si fanno infatti gli esempi di un albero che produce tre mele al giorno, e quindi ce ne darà “in totale zero il primo giorno, tre il secondo giorno, 6 dopo 72 ore, 9 dopo un altro giorno”, e un non meglio identificato oggetto (sempre lo stesso albero?) che avendo una crescita esponenziale ne darà “zero il primo giorno, 3 il secondo, 9 il terzo, 27 il quarto, etc”. Peccato che un esponenziale che parta da zero continuerà a rimanere a zero. Per vedere la cosa in un altro modo, nella crescita esponenziale il rapporto tra il valore di un giorno e quello del giorno precedente è costante. In effetti 27/9=3, 9/3=3, 3/0=… ehm…

Inutile rimarcare che quegli zero non ci sono nell’originale, dove tra l’altro l’autore David Robson fa un esempio più verosimile con un’alga (weed) in uno stagno: “just three [plants] on day two, and nine on day three”. Evidentemente lo stagista di turno ha pensato che avrebbe potuto migliorare l’esempio partendo da zero… senza avere alcuna idea di cosa stesse effettivamente facendo. Belle cose, vero?

Statistiche, medie (mobili) e mediane

Mi è capitato di vedere questo tweet di Udo Gümpel e di leggere un po’ del dialogo tra sordi nei commenti, comprese le solite schermaglie pseudopolitiche.

Dal mio punto di vista vedo due problemi. Il primo è che non mi è chiaro come sono calcolati questi valori, e temo che la media sia calcolata tra chi è in questo momento in pensione (spero solo tra le pensioni di anzianità e vecchiaia e non quelle di invalidità o sociali). Se è così, la media è trascinata verso il basso dalle pensioni di chi ha smesso di lavorare in passato, e non credo che i paesi frugali (che poi non sono davvero frugali) pensino onestamente che si possa far tornare a lavorare quelle persone. Il secondo è che non mi pare ci si renda conto che per andare in pensione con quota 100 occorrono comunque 38 anni di contributi: un po’ meno di quelli dei “frugali”, ma nemmeno troppo, e sicuramente più dei 31 anni e mezzo attuali.

Scusate se non mi infilo in quella discussione: la vita è troppo breve.

La fine del mondo dei Maya, revisited

Avete letto gli articoli sulla fine del mondo secondo il calendario Maya spostata dal 21 dicembre 2012 al 21 giugno 2020 secondo il non meglio identificato studioso Paolo Tagaloguin? Potete per esempio leggere qui. D’accprdo, se uno è un complottista può credere a questo e altro, e in fin dei conti questo 2020 è già partito abbastanza male per conto suo. Certo che se uno fa una ricerca usando “Paolo Tagaloguin Maya” come parole chiave (indipendenti dalla lingua) trova quasi solo risultati italiani, anche se il primo in ordine di tempo sembrerebbe essere quello di quel grande giornale di inchiesta che è il Sun indicato nella figura qui sopra… che però non è raggiungibile, perché modificato in https://www.thesun.co.uk/legal-removal/11847518/end-of-the-world-2020-conspiracy-theory-calendar/ (e quel “legal-removal” suona molto strano). Per la cronaca, il Sun ha un articolo emendato datato però ieri.

Detto tutto questo, c’è una cosa che mi ha davvero lasciato stupito. Io posso capire il complottismo, e non mi sognerei mai di discutere su quelle ipotesi. Ma non riesco a tollerare la stupidità matematica. Cito dai presunti tweet ufficiali:

“The number of days lost in a year due to the shift into Gregorian Calendar is 11 days.
“For 268 years using the Gregorian Calendar (1752-2020) times 11 days = 2,948 days. 2,948 days / 365 days (per year) = 8 years”.

(Sì, lo so che l’avanzamento per il calendario gregoriano è stato di 10 giorni. Ma se guardate la data di inizio, è quella dei paesi di lingua anglicana, che hanno anche usato il 29 febbraio 1700). Non vi dico di mettervi a fare le divisioni e verificare che siano corrette (non lo sono; c’è qualcosa in più). Non vi dico nemmeno di considerare che sommare otto anni al 21 dicembre 2012 porterebbe al 21 dicembre 2020, non al 21 giugno. Ma è possibile che nessuno si sia accorto che lo spostamento si è avuto una sola volta, e non puoi continuare a togliere 11 giorni? Evidentemente per i veri complottisti tutto questo è irrilevante: non si può rovinare una bellissima teoria solo perché i numeri non sono d’accordo…

Ah: per la cronaca, ho scoperto che il Sun aveva copiato l’articolo (citandolo, però, quindi non c’è nulla da dire) dal Daily Mirror, che anch’esso ha “casualmente” cancellato il suo articolo: solo che i cattivoni dell’Internet Archive hanno salvato tutto…

Giornalisti che si inventano numeri

[0,01%] Venerdì scorso Giorgio Dendi ha postato su Facebook un ritaglio della Stampa, mostrato qui a fianco. Come leggete, da mille campioni di sangue si sarebbe scoperto che “solo lo 0,01% è deceduto per Covid”. Giorgio nota che 0,01% è l’equivalente di 1 su 10000, e quindi sarebbe morta un decimo di persona. Sabato mattina con Alberto Saracco e Pietro Di Martino discutevamo di ciò, ed eravamo d’accordo che il catenaccio era scritto da cane, e probabilmente voleva significare che in totale la mortalità della malattia, calcolata a partire del campione, è dello 0,01%. Però io sono wikipediano dentro, e così sono andato a cercare le fonti.

Una guglata con le parole «kobe city general hospital coronavirus» (che sono anche inglesi) mi ha riportato nei primi 25 risultati 23 articoli in italiano e due in inglese: uno di un giornale nipponico e il preprint dell’articolo, che ovviamente ho letto. Già questo, se ci pensate, è parecchio strano. Poi ho letto l’articolo: come immaginavo, dello 0,01% non c’è traccia. Quello che c’è scritto è che in quell’ospedale di Kobe sono stati effettuati 1000 test sierologici tra persone che erano arrivate lì per altre patologie, e hanno scoperto che il 3,3% era positivo al virus. Hanno estrapolato i dati, e ricavato che in tutta Kobe ci dovrebbero essere tra i 40000 e i 50000 infetti, a seconda se si fa un aggiustamento per coorti d’età e sesso oppure si considera il puro rapporto numerico. Punto.

Da dove arriva quella percentuale, allora? La mia ipotesi è semplice. Una qualche agenzia di notizie italiana ha preso la notizia, e ha deciso che poteva essere interessante ma non era abbastanza succosa. Così il giornalista si è messo a fare i conti. Spannometricamente, il Giappone ha 120 milioni di abitanti: il 3,3% di infetti fa quindi 4 milioni circa. I morti giapponesi a oggi sono circa 600; il raporto tra morti e infettati è circa dello 0,015% che possiamo approssimare con una sola cifra decimale a 0,01%. Visto che tutto torna? No, ovviamente non torna nulla. Il problema non è il conto spannometrico che va anche bene, quanto il fatto che non abbiamo nessuna garanzia che il numero di morti sia quello reale, come ben sappiamo anche in Italia. Pertanto tutti quei conti non servono assolutamente a nulla all’atto pratico. Per giunta, l’italica stampa – come capita fin troppo spesso – recupera i lanci d’agenzia senza nessun controllo e pubblica allegramente. Tanto chi volete che vada a controllare? E dire che non ci volevano molti neuroni per accorgercene. In Italia siamo 60 milioni: se per ipotesi avesso contratto tutti il CoViD-19, lo 0,01% di morti sarebbero 6000 persone. Le statistiche ufficiali parlano di 30000 morti…

P.S.: Per fare i controlli ci ho messo un quarto d’ora (mi è servito molto più tempo per scrivere il post). Non ci voleva poi molto, insomma. E allora perché non farlo a priori? Gli amici di cui ho fatto il nome sopra sono tutti matematici, due sono anche professori universitari, e quindi usmano che c’è qualcosa che non va anche senza controllare. Pensate però a tutti gli altri