Dopo il volume dedicato alla geometria classica, Odifreddi si dedica in questo libro (Piergiorgio Odifreddi, Una via di fuga – Il grande racconto della geometria moderna , Mondadori 2011, pag. 254, € 20, ISBN 9788804613688) a quella moderna, dal medioevo con la geometria proiettiva alla fine dell’Ottocento con le geometrie non euclidee. Il mio giudizio su questo secondo volume è ancora migliore di quello sul precedente: Odifreddi ha ridotto la quantità di battutine (oltre ai cattolici tra l’altro sono entrati in gioco anche i beoti dei filosofi kantiani, bisogna dire che ne ha per tutti) e soprattutto ha fatto la trattazione più completa che io abbia mai visto sulle geometrie non euclidee, mostrando per esempio la differenza tra la geometria assoluta (euclidea e iperbolica) e le due geometrie ellittiche essenzialmente differenti tra loro. Il libro è pertanto caldamente consigliato non solo agli appassionati di matematica, ma anche alle persone curiose che vogliono saperne di più.
Problema della domenica: Pulizie di primavera
Ho riordinato le cartelline coi documenti di ufficio, e mi sono accorto che se le sistemo in pile da dodici cartelline me ne avanzano cinque, mentre se le raggruppo in pile da nove me ne restano sette. Qual è il minimo numero di cartelline che ho?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p016.html; la risposta verrà postata lì mercoledì)
_Number-Crunching_ (libro)
I libri di Paul Nahin soffrono di un problema comune: lui pensa sempre di dover fare dei testi universitari, e così li riempie di paginate di formule che io salto a piè pari perché non ho voglia di rimettermi a fare un corso di elettrotecnica, che già non capivo trent’anni fa. È un peccato, perché lui scrive in maniera piacevole – il che è la ragione per cui mi sono comprato anche questo libro (Paul J. Nahin, Number-Crunching, Princeton University Press 2011, pag. 376, $29.95, ISBN 978-0-691-14425-2), il cui tema è come applicare i calcolatori per fare tanti conti. La scelta di usare Matlab per gli esempi è anch’essa subottimale, ma tanto uno si fida dei conti… Interessante, almeno per me, la parte relativa al problema dei tre corpi con le varie approssimazioni storici, e sicuramente piacevole il penultimo capitolo dedicato alla fantascienza (Nahin ha anche scritto racconti di sf…) In definitiva, lo consiglierei solo agli ingegneri e ai fisici che conoscono già i temi del libro e vogliono vederli trattati in maniera più interessante.
gadgettistica
Ieri al Lidl c’era in offerta un misuratore di tensione per le batterie. Una cosa assolutamente inutile (e comunque da qualche parte in casa ho un tester, se proprio volessi misurare la tensione). Ovviamente questo non mi ha impedito di passare ieri pomeriggio a comprarmelo, prima di tornare a casa.
Quello che mi ha impedito di comprarlo è stata l’assenza totale dei suddetti gadget: il contenitore dove sarebbero dovuti trovarsi era già sconsolatamente vuoto. La cosa strana è stata che in compenso il contenitore vicino era pieno di pile ricaricabili di tutti i tipi (pile che sono la ragione principale per avere un misuratore di tensione, tra l’altro). Mi sa che la compulsività dei milanesi in zona Maciachini è addirittura maggiore della mia.
Private Outlet
Leggo da Marco d’Itri che l’AGCM (il Garante per la Concorrenza) nel suo bollettino 8/2012 ha ordinato agli Internet Service Provider l’oscuramento del sito privateoutlet.com e siti collegati. Mentre sui siti di scommesse e simili non ho mai avuto molto da dire se non considerazioni generiche, questa volta ho un’esperienza (quasi) diretta.
Private Outlet è uno dei millanta siti di offerte scontatissime accessibili solo agli iscritti, e uno dei tanti che mia moglie ha usato. L’anno scorso Anna comprò un paio di scarpe (o di stivali, non ricordo): la carta di credito fu subito addebitata, ma la roba arrivò vari mesi e non so quanti solleciti. Anna voleva togliersi dalla loro mailing list: peccato che non ci fossero istruzioni a proposito. Scrisse loro chiedendo ai sensi della legge italiana sulla privacy di togliere il suo nome dalla lista: nessuna risposta (e mail di offerte che continuavano ad arrivare). Io purtroppo sono pigrerrimo, perché altrimenti (1) avrei cambiato il suo indirizzo email in anna@example.com e (2) avrei fatto una segnalazione al Garante. Fortunatamente l’hanno fatta in tanti altri, sono solo contento di questo blocco, che può essere facilmente eluso – basta cambiare risolutore DNS… – ma almeno è un primo passo.
P.S.: Quintarelli si chiede: «se e’ uno che truffa, non e’ meglio disporre agli intermediari di pagamento di NON processare i pagamenti ?». Indubbiamente. Ma l’AGCM può fare una cosa del genere? Secondo me no, tanto che nel provvedimento c’è scritto «c) ai sensi dellart. 27, comma 2, del Codice del Consumo e dellart. 3, comma 1, del DecretoLegislativo 19 marzo 2001, n. 68, che lAutorità per lidentificazione dei soggetti sopra individuati si potrà avvalere della collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, affinché provveda ad ogni attività a ciò necessaria». È vero che si parla di “identificazione”, ma è la base di partenza per una denuncia non “contro ignoti”, no?
l’ultimo miglio
I farmacisti non si toccano, le banche nemmeno, non parliamo dei tassisti: però c’è sempre Telecom. Nella conversione in legge del decreto semplificazioni si sta aggiungendo un comma – già passato alla Camera – per obbligare alla disaggregazione dei servizi di accesso alla rete di Telecom Italia. Detto così non si capisce nulla: provo a spiegarmi meglio. Adesso un utente telefonico può chiedere di non avere proprio per nulla Telecom come operatore telefonico: per esempio la mia linea ADSL di casa è portata da un internet provider che si appoggia su Tiscali. Tiscali paga però a Telecom 9 euro e rotti al mese di affitto e manutenzione linea, soldi che poi vengono ribaltati sul mio canone. Bene: l’emendamento dice più o meno “i nove euro sono sette di affitto e due di manutenzione: Telecom deve permettere agli altri operatori di farsi manutenzione per conto proprio”.
C’è voluto qualche giorno, ma se ne stanno accorgendo tutti, come potete leggere da questo articolo del Corriere delle Comunicazioni, o se preferite gli interventi di qualcuno storicamente contro Telecom questa e questa bloggata di Quintarelli. Sono buono e vi risparmio i comunicati sindacali tutti univocamente di segno opposto: io ho ricevuto quelli di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UGL(!), ma immagino che anche UIL ne abbia fatto uno, come vi risparmio il comunicato dell’associazione piccoli azionisti Telecom. Però vi cuccate la mia interpretazione.
Immagino che i conti di Quintarelli siano giusti e quindi si parli di ben pochi soldi : comunque già quando è partito il nostro contratto di solidarietà a guardare i numeri non ce n’era necessità. Non so se ci sarebbero davvero le migliaia di esuberi paventate dai sindacati; sicuramente i conti fatti da Quintarelli sono fallaci per l’ottima ragione che è vero che i margini annui di Telecom sulla parte affitto potrebbero essere dell’ordine di 10 milioni di euro l’anno, ma è anche vero che le persone che adesso si occupano di quelle operazioni rimarrebbero un peso morto per l’azienda. E non venitemi a dire “sì, ma gli operatori che si prenderebbero la manutenzione dei doppini se le assumerebbero loro”: siete davvero così ingenui?
Quello che io so è però che ho paura a pensare a N aziende diverse che lavorano sui doppini (che come penso immaginiate viaggiano tutti belli insieme per il 99% del percorso, e danno già una serie enorme di problemi con un unico gestore). Quando qualcuno parla di scorporo dell’ultimo miglio, insomma della divisione ope legis di Telecom conferendo a un’azienda separata la gestione dell’ultimo miglio, capisco perfettamente la cosa da un punto di vista non aziendalista: poi mi chiedo chi è che avrebbe le azioni di questa nuova azienda, ma questa è un’altra storia. Però la manutenzione multipla non riesco proprio a capirla.
Carnevale della Matematica #47: GOTO DropSea!
Oggi è il \pi day. Lo sapevate? Ne ha parlato persino l’ANSA, non mi è ben chiaro perché tra le notizie di fisica, ma non sottilizziamo. E l’ANSA ha anche detto che oggi DropSea ospita il Carnevale della Matematica! Un’edizione impossibilmente ampia, che vi lascio gustare con calma: segnalo solo il mio post su Voices, dedicato appunto al pi greco.
O tu che mi rubasti il contachilometri della bici
(bici che avevo legato a un palo su un fianco della Stazione Centrale)
Sappi che sei un imbecille, perché se non prendi anche tutto il resto di quel contachilometri non ti fai proprio nulla, non ha nemmeno la funzione cronometro.
Ma soprattutto sappi che io ieri mi ero comprato un nuovo contachilometri più spacchiuso, proprio perché anche con tutto il resto del contachilometri me ne facevo poco; non l’avevo già sostituito proprio perché sapevo di dover lasciare la bici in Centrale (e non mi ero portato via il contachilometri per la stessa ragione). A questo punto mi dispiace solo che tu non abbia tolto tutto il resto, mi avresti risparmiato un po’ di fatica.
Ti auguro una buona e lunga dissenteria.
p.s.: nota onorevole ai tassisti che hanno un parcheggio esattamente lì davanti (il palo era appunto una palina della fermata taxi)