Gioco per il dì di festa: Happy Square Blocks

Il gioco lo trovate su Physics Games, e lo scopo dovrebbe essere quello di impilare in un certo qual modo i blocchi azzurri a disposizione per dare da mangiare ai blocchi gialli. Peccato che io non sia nemmeno riuscito a capire come risolvere il terzo livello! Occhei, non sono un amante di questi giochi, ma mi sarei aspettato qualcosa in più… Fate voi se volete.

concerti streaming

Come magari sapete, l’azienda dove lavoro, insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sponsorizza una serie di concerti di musica classica visibili in streaming su Internet. Stasera alle 20:30 Uto Ughi – nome ben noto sia ai melomani che agli appassionati di parole crociate – suonerà ben tre concerti per violino di Mozart: vedi pappanoinweb.telecomitalia.com per maggiori informazioni.
Se volete il mio parere, il concerto può anche essere ascoltato on demand per un mese: se non avete una connessione ottima forse è meglio evitare il bello del buffering in diretta.

flussi di voti

Ho fatto un po’ di conti sui voti (non sulle percentuali) ottenuti dai principali partiti nelle regionali friulane, confrontandoli con quelli alla Camera di due mesi fa. Per comodità ho aggiunto a PD e PDL i voti delle rispettive liste civiche del candidato sindaco, e per bontà mia ho considerato i voti al sindaco M5S invece che alla lista (che ne ha presi molti meno). Scusate l’ASCII art, ma sono di fretta.

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|     | regionali                  | polit.  |        |
+-----+----------------------------+---------+--------+
| PD  | 107.155 + 21.169 = 128.324 | 178.149 | -28,0% |
| PDL |  80.052 + 42.847 = 122.899 | 134.415 | - 8,6% |
| M5S | (54.952)           103.133 | 196.218 | -47,4% |
| LN  |                     33.050 |  48.461 | -31.8% |
+-----+----------------------------+---------+--------+

Che tutti i risultati siano in calo è naturale, visto che i votanti sono scesi di quasi il 20%.
Come potete vedere, l’effetto Quirinale si è fatto sentire sul PD, che ha perso molto più della media, che sul PDL: è però da capire quanti dei montiani – che a questo giro non c’erano – si siano direttamente riversati su Tondo. La vittoria di Serracchiani insomma deriva da un miglior risultato delle liste collegate rispetto a quanto è successo nel centrodestra, oltre che al fattore C della lista di disturbo “Un’altra regione”. Per la cronaca, le coalizioni di centrosinistra e centrodestra erano più o meno alla pari alle politiche, con la seconda in leggero vantaggio.
Ma il vero risultato è il quasi dimezzamento dei voti al M5S. Che poi il candidato sindaco abbia preso quasi il doppio di voti del suo partito mi fa pensare che i simpatizzanti pentastellati non abbiano ancora capito come funzionino le votazioni, e che gli attivisti pentastellati non abbiano ancora capito che è meglio differenziare i simboli della lista e del candidato sindaco: ma questo è un loro problema: come ho scritto, ho scelto apposta i loro dati meno peggiori.
Che può significare un simile crollo, nonostante beppegrillo(tm) si sia battuto palmo a palmo il FVG la scorsa settimana? Tante cose. Forse il voto M5S delle politiche è stato davvero di protesta, e nessuno pensava si sarebbe arrivati a quel risultato: colpa dei sondaggisti che sottostimavano più o meno scientemente. Forse l’ostentato purismo del MoVimento ha deluso quella che è la maggioranza dei loro votanti: non gli attivisti, quelli che fanno casino in rete e sono i più visibili, ma quelli che pensavano effettivamente di poter cambiare qualcosa votando Grillo e invece hanno scoperto che i loro voti sono messi in freezer… sicuramente per colpa dei cattivoni degli altri partiti che non hanno voluto votare il LORO presidente del Consiglio dei Ministri e il LORO presidente della Repubblica. Contenti LORO…

Repetita stufant

Ve l’avevo promesso :-)
No, non sono contento della rielezione di Napolitano. È un nascondere la polvere sotto il tappeto, e sperare che chissà quale miracolo faccia cambiare le cose da qui a un anno. L’unico miracolo che posso vedere è una non-implosione del M5S, soprattutto se gli toccherà governare da qualche parte (il Friuli forse, Roma chissà…). Il PD è morto e sepolto, e con gli occhi di oggi fa tristemente ridere ripensare a Bersani che un anno e mezzo fa disse che non volle andare al voto per non vincere su un paese in macerie (a parte il fatto che probabilmente il PdL si sarebbe miracolosamente compattato, in quel caso, e quindi non ci sarebbero state votazioni).
Non sono nemmeno contento del pensare i vertici del Pd andare a piangere da Re Giorgio e chiedergli di levare le castagne dal fuoco, come dei bimbetti. Anche se in effetti l’effetto è quello. Hai quasi la maggioranza assoluta e non riesci a metterti d’accordo su un nome? Lascia la palla agli altri, e stai un po’ a votare scheda bianca. Anche perché un bel governo pidipiùelle sarà ancora più divertente per perdere ancora voti: anzi, non mi stupirei se ci fosse già una scissione all’atto della fiducia al governo (anzi no, non ci sarà, conoscendoli)
Infine una noticina: sabato c’è stato un altro tassello verso il passaggio dalla repubblica parlamentare a quella presidenziale. Al Senato c’è già una maggioranza dei due terzi a favore: alla Camera non so, perché non so quanti siano i renziali. E vi ricordo che una riforma costituzionale con una maggioranza dei due terzi *non* può essere soggetta a referendum.

Quizzino della domenica: La traversata del deserto

Nove amici, ciascuno con la sua jeep, sono al margine est di un deserto. Vogliono avventurarsi al suo interno il più possibile: però le loro jeep hanno un’autonomia di soli sessanta chilometri, perché il serbatoio contiene solo dieci litri di benzina. Ogni jeep però ha anche nove taniche da dieci litri piene di benzina; gli unici problemi sono che non si può usare una tanica solo in parte, ma bisogna versarla tutta in un unico serbatoio, e che non è possibile creare dei depositi di benzina all’interno del deserto. Qual è la distanza massima che può essere esplorata almeno da uno degli amici, tenendo conto che tutti vogliono ritornare alla base?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p093.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.

Grandi Elettori, piccole persone

Del probabile Napolitano bis ne parlo un’altra volta, va bene?
Per il momento ritorno alla quarta (e quinta, in un certo senso) votazione per il Presidente della Repubblica. Io non ce l’ho di per sé con i franchi tiratori: se il voto è segreto, una ragione magari c’è. Io ce l’ho con chi prima fa la standing ovation e poi va a impallinare: e non ditemi che lo si fa per paura, perché con Marini il dissenso c’era eccome. Io ce l’ho con chi fa mettere i nomi leggermente diversi, in modo da permettere di contarsi: di nuovo, se il voto è segreto una ragione c’è.
Ma soprattutto ce l’ho con chi costringe i suoi a non votare: il modo migliore per contarsi, visto che la segretezza del (non) voto va a farsi benedire. In quasi settant’anni non era mai capitato nulla del genere. È proprio vero: si può sempre scendere più in basso.

_40 Paradoxes in Logic, Probability, and Game Theory_ (ebook)

[copertina]Presh Talwalkar ci ha proprio preso gusto. Sono passati tre mesi dal suo ultimo ebook, e ne ha già sfornato un altro! (Presh Talwalkar, 40 Paradoxes in Logic, Probability, and Game Theory, Kindle 2013, € 2,68). Come è sua abitudine, una delle cose più piacevoli dei libri di Presh è che quando scrive fa sempre esempi terra-terra; in questo caso permette al lettore di vedere che i vari paradossi non hanno nulla di astratto, ma corrispondono a cose che potrebbero capitarci davvero… o quasi, visto che in effetti il Paradosso della Domanda prevede l’esistenza di un angelo :-) Soprattutto poi il lettore riesce a capire che alcuni paradossi non sono affatto tali, ma nascono semplicemente da un modo errato di vedere le cose, o dal fare delle affermazioni logicamente impossibili. Restano però parecchi casi in cui il paradosso si direbbe assolutamente inestricabile: se ci pensate, è strano che la nostra mente riesca a trovare delle affermazioni che poi non è possibile decodificare.
Altri due punti a favore del libro sono la scelta dei paradossi, che comprende sia alcuni vecchi classici che alcuni classici “moderni”, dal barbiere di Russell al paradosso di Simpson a quello di san Pietroburgo, ma anche esempi di nemmeno vent’anni fa: i logici si divertono ancora oggi a inventare nuovi modi per stupirci. Inoltre il materiale sui paradossi della teoria dei giochi proviene, anche se riadattato, dal blog di Presh, ma tutto il resto – i paradossi logici e quelli probabilistici, che compongono la maggior parte del testo – sono materiale mai pubblicato.
In definitiva un ottimo testo per avvicinarsi in maniera scientifica ai paradossi e scoprire la loro intrinseca bellezza… anche se a volte ci fanno sbattere la testa contro un muro!