Non è Francesca

Dopo mesi e mesi di messaggi da “Francesca” con titolo “RICHIESTA INFORMAZIONI” (non chiedetemi cosa c’è scritto dentro, io butto via direttamente) ora sembra che siamo passati a Silvia :-)

Sindacati e capponi

A fine 2016 Telecom Italia ha unilateralmente disdetto il contratto di secondo livello. Nessun sindacato ha accettato la disdetta (siamo anche senza contratto di primo livello), così l’azienda è andata avanti per conto suo e a inizio febbraio ha pubblicato un Regolamento che praticamente era la messa in pratica del contratto di primo livello (quello scaduto, sì). Dopo un paio di mesi ci sono stati incontri più o meno ufficiali con i sindacati della Triplice 2.0 (Cisl, Uil, Ugl) e il regolamento è stato emendato: sempre molto peggiorativo rispetto al vecchio secondo livello, ma un po’ meno peggio. Notate che la contrattazione di secondo livello non dovrebbe essere compito del sindacato ma delle RSU (i rappresentanti sindacali aziendali), che però non erano state convocate.

La Cgil (per la precisione SLC, ma vi risparmio tutte le sigle dei sindacati di categoria e lascio quelle delle confederazioni che sono più note) ha fatto ricorso contro il giudice del lavoro: ricorso a cui Telecom non si è presentata perché il cane gli ha mangiato il compito (pardon, perché il gestore della PEC Telecom non ha mandato la notifica…). Il giudice ha emesso un accogliemento parziale del ricorso, affermando che emendare il regolamento senza i rappresentanti RSU è comportamento antisindacale. Risultato: Cgil esulta dicendo che si torna al vecchio secondo livello e getta palta sulla Triplice 2.0, la Triplice 2.0 ribatte che il giudice ha cassato le migliorie al Regolamento e getta palta sulla Cgil, Telecom comunica che ha rimesso il regolamento di febbraio. (Gli autonomi gettano palta su tutti, ma non c’è nulla di veramente nuovo)

Siamo già messi male: serve proprio mettersi a litigare come i capponi portati all’Azzecagarbugli?

La mia libreria in Dewey

Un po’ come quelli che usano la cintura e le bretelle, io cerco di mantenere più o meno in sincronia tre mie librerie virtuali, su aNobii, Goodreads e LibraryThing. Quest’ultima ha aggiunto una nuova funzione: un istogramma dei libri che ho letto, secondo la classificazione Dewey (quella che trovate nelle biblioteche, per darvi un’idea). Potete vedere se ho ben capito le mie statistiche a https://www.librarything.com/profile/.mau./stats/ddc ; se avete un account su LibraryThing e vi siete loggati sul sito potete vedere le vostre statistiche a https://www.librarything.com/profile/MEMBERNAME/stats/ddc (e questo dal mio punto di vista è ancora più fantastico: una URL che va bene per tutti)

Chiaramente nel mio caso i libri di codice 5xx (e per la precisione 51x, “matematica”) sono preponderanti; quelli di codice 8xx (“letteratura”, la narrativa…) sono in percentuale la metà della media ma comunque molto più di quanto immaginassi. È ovvio che queste statistiche sono completamente inutili: ma volete metere quanto sono carine?

Statistiche del sito per luglio 2017

Mi aspettavo una debacle ancora maggiore a luglio rispetto a giugno, invece è andata male ma non malissimo. I visitatori unici sono ancora leggermente scesi a 20.227 con 38.961 visite (minimo storico), ma per esempio il numero di pagine è leggermente cresciuto a 79.011. Mi sa che sia passato un bot domenica 23.

I cinque post più visti sono stati

  1. Stupri di serie A e di serie B: 1112 visite
  2. La dura legge dei numeri: 669 visite
  3. Le multe calano o crescono?: 398 visite
  4. Paolo Villaggio: 384 visite
  5. Funerali e domenica: 362 visite
  6. Come potete notare, due vecchi post, il che significa che i lettori affezionati sono in ferie :-(

    Il file più scaricato, con 114 hit, è il numero 32 di Telematicus… chissà perché.

Vaccini obbligatori

Ieri è stata definitivamente approvata la legge sui vaccini obbligatori (e gratuiti); entra anche quello contro la varicella. Peccato che noi avessimo già vaccinato (a pagamento) i gemelli :-)

(in realtà avremmo comunque dovuto vaccinarli a pagamento, perché a quanto pare l’obbligo vale solo per i nati da quest’anno)

_I primi quattro secondi di Revolver_ (libro)

Questo monumentale saggio (Gianfranco Salvatore, I primi quattro secondi di Revolver, Edt 2016, pag.489, € 17.50, ISBN 9788859232674) ha come scopo principale quello di raccontare cosa è successo nella scena britannica tra il 1966 e 1967, partendo dall’album Revolver e per la precisione dal suo inizio, il finto conteggio che precede l’harrisoniana Taxman. Il testo è pieno di dati, anzi ce ne sono fin troppi: soprattutto verso il fondo, quando Salvatore parla degli influssi del blues americano e della musica indiana, il povero lettore viene inondato da nomi luoghi date. Il vero guaio del libro non è però questo, bensì la ridondanza in tutte le pagine. Leggendo mi sono trovato la stessa cosa scritta due o tre volte, quasi come se più di un saggio questo fosse la trascrizione di una serie di lezioni universitarie (Salvatore è un professore). In conclusione, il testo è utile come fonte, anche per tutte le note che contiene; come lettura però non lo consiglio.

Quizzino della domenica: Sempre in ritardo

Una strada corre parallela alla ferrovia per un tratto, poi fa una svolta per oltrepassarla al punto B, come in figura. Un uomo di solito pedala sulla strada alla velocità costante di 12 miglia l’ora, e mentre passa sul ponte viene superato da un treno che viaggia, anch’esso a velocità costante, nella sua stessa direzione. Un giorno l’uomo esce di casa 25 minuti dopo il solito, e nota che il treno lo supera nel punto A, a sei miglia prima del ponte. Qual è la velocità del treno?

percorso

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p262.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da P.M.H. Kendall e G.M. Thomas, Mathematical Puzzles for the Connoisseur; figura di Greg Ross, da Futility Closet))

_Giocare con le parole_ (libro)

Simone Fornara e Francesco Giudici sono due insegnanti elementari ticinesi. Sì, per un italiano la parlata ticinese è quella immortalata da Aldo, Giovanni e Giacomo (“Potevo rimanere offeso!”), È anche vero che la lingua parlata in Ticino presenta molti germanismi. Ma all’atto pratico l’educazione linguistica scolastica è la stessa degli italiani, e quindi è improbabile che chi legga questo agile libretto (Simone Fornara e Francesco Giudici, Giocare con le parole, Carocci 2015, pag. 110, € 12, ISBN 978-88-410-7661-1) si accorga della nazionalità degli autori. Il capitolo introduttivo di Fornara non dà molti spunti, anche perché cerca di teorizzare un’attività eminentemente pratica; si può insomma passare direttamente a quelli successivi, dove la ludolinguistica è messa all’opera con svariate attività per bambini di età variabili dall’inizio della primaria alle superiori. Per ogni esercizio viene indicata l’età più adatta, quindi non ci si può sbagliare. La risorsa è preziosissima per gli insegnanti, ma utile anche per chi ha voglia di giocare con le parole, appunto.