il Muro d’Israele

Io non ho nulla in principio contro l’idea di fare un muro alto alto fino al soffitto che separi Israele dalla Palestina. Trovo la cosa triste, ma a volte si ha da fare. L’unico piccolo problema è che questo muro dovrebbe essere fatto sul confine, non incunearsi in territorio palestinese. Pensate se gli svizzeri decidessero di fare un muro per evitare l’ingresso degli italiani, e questo muro andasse a incunearsi fino a prendere chessò Monza come enclave!
Le colonie ebraiche all’interno della Palestina? semplice, si smantellano. Oppure, se proprio a Israele piace fare i muri, glielo si fa tutt’intorno. Esatto, come in un assedio. Nessuno aveva loro detto di andare là, giusto?
ps: prima della guerra dei Sei Giorni, Gaza era parte dell’Egitto, e la Cisgiordania della Giordania.
pps: a differenza di quanto scrive Debenedetti sulla Stampa di oggi (niente link, perché tanto non è statico), sono felice che la scorsa settimana tutti e venticinque le nazioni UE abbiano votato allo stesso modo sulla mozione ONU.

C’è modo e modo di vincere

Oggi è finito il Tour de France, con il sesto successo consecutivo di Lance Armstrong e il terzo posto di Ivan Basso (ah, la persona cui devo una birra perché avevo previsto che non sarebbe entrato nei primi dieci può contattarmi…)
Questa sarebbe stata una notizia bellissima da commentare, se non fosse per un particolare. Anche oggi, come già venerdì, Sua Maestà ha fatto di tutto per impedire che Filippo Simeoni potesse tentare di entrare in una fuga e cercare degli scampoli di gloria. Chi mastica solo un po’ di ciclismo potrebbe dire “Simeoni? quello che ha vinto un paio di Giri d’Italia?” No, quello è Simoni, Gilberto, e non c’entra nulla. Filippo è un gregario come tanti: eppure quando venerdì era andato a raggiungere i sei battistrada di una fuga, Armstrong gli si è messo direttamente a ruota, senza nemmeno delegare un suo gregario. Raggiunti i fuggitivi, li si è visti parlottare un po’, fino a che Simeoni si è alzato sui pedali, seguito immediatamente da Armstrong, che aveva detto agli altri “mi fermo solo se si ferma lui”. Chiaramente il resto del gruppo non avrebbe mai lasciato correre una fuga con all’interno la maglia gialla, quindi l’epilogo è stato questo.
Leggendo i giornali si scopre che Simeoni si è autodenunciato un paio di anni fa per doping – e per questo ha scontato la giusta condanna. Le varie fonti poi non concordano: c’è chi dice che ha anche fatto il nome di Armstrong che l’avrebbe a sua volta querelato, chi dice che ha semplicemente citato il dottor Ferrari che notoriamente è il preparatore atletico dell’americano e suo confidente.
I maligni affermano che Armstrong – che ha avuto una decina d’anni fa un cancro ai testicoli dal quale è guarito – sfrutta il fatto di dovere usare delle medicine per evitare un nuovo insorgere del cancro per assumere sostanze vietate agli altri ciclisti. Non entro nel merito, e ritengo sacrosanto che se Armstrong si è sentito ingiuriato dalla frase detta da Simeoni (in un processo, ricordo) lo quereli e cerchi giustizia. Ma questa mi sembra davvero una ripicca da bambini.

ormai si percepisce

Non bastava l’inflazione percepita: ora ci si mette anche la temperatura.
Viviamo proprio nell’era dell’apparire.

la canzone dello spam

Manca il video, purtroppo, ma potete ascoltare a partire da qua la famosa “Spam Song” dei Monty Python, quella che è stata probabilmente la sorgente dell’uso attuale del termine. Purtroppo è in formato .au, e quindi non garantisco che tutti i programmi multimediali la riconoscono.

Assemblea condominiale ok

Ieri sera la maggioranza c’era, per fortuna. Siamo stati deliziati da una lettera dell’avvocato della nostra cara proprietaria della villetta a proposito del famoso abuso edilizio (la bacheca). A questo punto abbiamo messo nero su bianco le modifiche che lei ha fatto alla facciata senza chiedere nulla a nessuno.
Il nostro amministratore non era molto convinto di vedermi fare ancora una volta da segretario (“qualcuno potrebbe chiedere l’invalidazione dell’assemblea perché non è un condomino”), ma visto che non c’era nessun altro disposto a farlo sono stato ancora prescelto per abbellire con la mia prosa gli aridi verbali, pur essendo un “mero esecutore materiale della volontà dei condomini”.
Vi farò sapere.

ricominciamo…

Poco più di un mese dopo che erano stati tolti gli ultimi rimasugli delle assemblee del gruppo Telecom di inizio maggio, oggi sono tornati gli operai a rimettere i pannelli in compensato dipinto di rosso. Potrebbero decidersi a lasciarli definitivi…

Parole?

Quando un amico perde improvvisamente entrambi i genitori in tre settimane, cosa dire?

TIM accultura i dipendenti

Mi è appena arrivata copia del giornale aziendale di TIM. C’è allegato Marcovaldo, versione Oscar Mondadori.
Devo dire che mi sembra un’idea simpatica, al posto di gadget che lasciano il tempo che trovano.