Capisco. È agosto, e bisogna riempire in qualche modo i quotidiani. Il mostro di Loch Ness è fuori moda da una vita, e occorre qualcosa di nuovo. Ma piazzare in prima pagina dell’edizione domenicale di Repubblica un articolo su un “matematico libanese” che avrebbe dimostrato il quinto postulato di Euclide mi pare davvero troppo. Gabriele Romagnoli dovrebbe tornare ai suoi temi fondamentali, e non dedicare poi un’intera pagina alla filosofia di questo tipo che ritiene una macchia indelebile la sola esistenza delle geometrie non euclidee e spiega che persino al gesuita Saccheri è mancata la guida dello Spirito Santo, per quello che non è riuscito a risolvere nulla. Non parliamo poi dei postulati che sono diventati delle “verità valide solamente in geometria” – si direbbe che qualcuno ha spiegato al giornalista che “assioma” è un termine generico, mentre “postulato” si usa solo in geometria, e il telefono senza fili ha partorito questo risultato.
Per chi giustamente non fosse addentro alla questione, il quinto postulato di Euclide afferma in soldoni che due rette parallele non si incontrano né da un lato né dall’altro; equivalentemente, che la somma degli angoli di un triangolo è 180°. Nella prima metà dell’800 alcuni matematici (Gauss, Lobacewski, Riemann, Bolyai…) cominciarono a pensare che forse si poteva anche usare un postulato diverso (due rette parallele si incontrano sempre, oppure ci siano rette non parallele che non si incontrano) e la geometria non crollava. In effetti, si sono costruiti dei modelli di queste geometrie nella nostra geometria euclidea: quindi se crolla una, crollano tutte.
Né è poi così naturale che la somma degli angoli di un triangolo debba necessariamente essere 180 gradi: se uno misurasse il triangolo Torino-Praga-Lione scoprirebbe che la somma degli angoli è maggiore!
Non lasciatevi suggestionare, insomma.
Aggiornamento: Oltre al calcolo dei numero di quaderni utilizzati, come ha fatto notare Larsen nei commenti, vale la pena di ricordare come hanno riportato la sua affermazione: “il solo metodo di vincita sicura richiede di puntare con quarantadue schede”. Dal contesto – e da quanto afferma costerebbe il metodo – è chiaro che la versione originale era “richiede di puntare su tutti e quarantadue i numeri estraibili”. Sigh. Innumeracy über alles.
Mi crolla un altro mito
Più dominii per tutti
Da lunedì scorso è possibile anche per un privato cittadino registrare più di un dominio .it. Ho scritto un po’ di pettegolezzi al riguardo.
Estate email
biciclettare per Milano
Leggo sul Corsera che durante la Settimana Europea della Viabilità (16-22 settembre) ci sarà una serie di manifestazioni per la bicicletta, addirittura con la chiusura di corso Buenos Aires dalle 19 alle 24 di venerdì 17 – mi immagino le bestemmie che saliranno. La Ciclomangialonga nel lodigiano mi pare un’ottima idea, però.
Il guaio di base è che sono tutte cose belle, ma che non servono a molto. Io non sarei nemmeno a chiedere più piste ciclabili, come il portavoce del comitato pro-bici. Mi accontenterei di un po’ meno di pavè nei percorsi più o meno obbligati per andare da una parte all’altra della città….
Visione selettiva
Propagazione delle notizie
Stimolato da un intervento di Fabbrone, ho provato a cercare il sito della Mareblu. Non l’ho trovato nemmeno io: in compenso ho trovato una serie di pagine di boicottaggio di prodotti in cui figurava il tonno Mareblu (ah, tra i siti c’è anche quello del Fronte Nazionale… non ci sono più la destra e la sinistra di una volta!) e veniva indicato come prodotto dalla Heinz: sì, quella della Teresa moglie di JFKerry.
Per curiosità sono andato sul sito italiano della Heinz, dove ho solo trovato ketchup e simili. Sono poi andato al sito americano Heinz, e ho scoperto che ad esempio il marchio Plasmon è loro. Andando molto a fondo, sono arrivato al profile societario EMEA dove ho in effetti trovato il marchio Mareblu, oltre a quello Nipiol… e il Fattoria Scaldasole. Però ho verificato una confezione di Insalata di Tonno Messicana Mareblu, e non c’è affatto indicato Heinz: solo il marchio registrato, e la sede in Latina. Al limite nelle scatolette di tonno è indicata una casella postale nelle Seychelles, ed effettivamente scavando molto a fondo si nota come nel 1996 la Kraft abbia venduto alla Heinz il marchio Mareblu.
Mi rimane da capire come mai Heinz non voglia apparire come marchio, nonostante il tonno sia uno dei suoi core business. Ah, l’economia!
Traffico milanese agostano
Ci sono molte meno auto, questo è un fatto.
Si viaggia anche più velomente, pure questo è un fatto.
Però oggi ho avuto la chiara impressione che l’imbranataggine della gente fosse molto maggiore che durante l’anno.
Non è che ci fossero idioti che facevano lo slalom tra le varie auto, per guadagnare quel posto in più che cambia loro la vita, e neppure i cretini che ritengono che passare quando dall’altra parte ormai è verde da una vita erano più del solito. No, parlo proprio degli imbranati che si piazzano in modo da occupare almeno due corsie con la propria macchina, e fanno manovre all’ultimo istante quando avrebbero avuto tutto il tempo di prepararle. La teoria classica che spiega tale comportamento è quella nota come “guidatori della domenica”: però sto convincendomi che non è il caso, anche perché non si vede perché uno debba prendere l’auto alle otto del mattino se non per andare a lavorare.
Porto così all’attenzione dei miei ventitré lettori una nuova teoria: la turbolenza fluidificatoria. In pratica, se una strada è così trafficata da raggiungere praticamente la sua massima capienza – o superarla, come capita in genere a Milano – un autoveicolo è costretto a mantenere la propria posizione nel flusso, che si può considerare incomprimibile a meno di incidenti. Non appena la portata diminuisce, i maggiori gradi di libertà possibili non fanno aumentare la velocità lineare, ma creano delle turbolenze laterali che vengono appunto visualizzate in pratica dal comportamento erratico di queste auto.
Chissà, magari si scopre che è meglio avere le strade piene…