Mi sto rammollendo

Nel 2004 ho pedalato per soli 2158 km. È il mio record negativo dal 1996 (i conti li tengo dal ’95, per amor di precisione…) Sarà meglio che faccia dei buoni propositi per quest’anno.

Atti Giudiziari

Domenica sera abbiamo controllato la buca delle lettere. Ce ne dimentichiamo spesso, ma in fin dei conti eravamo arrivati sabato notte, e quindi non è che fosse successo chissà cosa ad aspettare un giorno. Tra i pacchi di pubblicità mi sono trovato una busta verdolina “Posteitaliane” con il mio indirizzo scritto a mano. Apro la busta e trovo un foglietto verdolino simile a quelli che mi imbucano sempre quando ricevo una raccomandata, e che era in effetti un avviso di raccomandata giacente: non però una raccomandata semplice, bensì degli Atti Giudiziari.
Devo dare atto alle Poste che stanno cercando di proteggere la privacy della gente, soprattutto nel caso in cui sia il portiere a ricevere la posta per il palazzo… almeno fino a che il portiere non riceverà lui stesso uno di questi avvisi e saprà così riconoscerlo al volo. Ad ogni modo la cosa più preoccupante era legata alla località di provenienza della raccomandata: Lamezia Terme. Non ci vuole poi molto a temere uno scambio di persona e ritrovarsi così in un’inchiesta anti ‘ndrangheta…
Ieri verso mezzogiorno, approfittando del fatto che ero in ferie, io e Anna siamo andati all’ufficio postale e abbiamo ritirato la simpatica busta, sempre dello stesso verdolino. La apro, e scopro che il catasto di Torino mi avvisa (automaticamente) che un certo immobile al mio vecchio indirizzo torinese è mio per un sesto, e che ho sessanta giorni di tempo per presentare ricorso. Non ci sono bollettini di pagamento allegati. Provo a sentire mia madre, che prima di Natale si era lamentata perché aveva ricevuto una botta di ICI arretrata da pagare per un’appartamentino che teniamo in affitto, e mi dice che ha ricevuto pure lei la lettera, ma non sa cosa sia.
Intanto, prendendo la posta mentre tornavamo a casa – ve l’ho detto che non guardiamo mai! – trovo un’altra busta verdolina più un avviso di raccomandata standard che arriva da Milano. Vabbè, mi dico, tanto il mio ufficio postale è aperto fino alle 19, nel pomeriggio tornerò a prendere anche questa roba. Scopro così che l’avviso normale era semplicemente un memento per l’altro (buono a sapersi, quindi butterò via il secondo che mi arriverà oggi o domani) e che il secondo Atto Giudiziario era quasi identico al primo, se non per il numero di catasto e la dimensione dell’immobile. Alla fine ho capito – spero – l’arcano. Possediamo due posti auto che erano stati male accatastati, tanto che noi abbiamo sempre pagato per un altro box; quest’autunno finalmente era stata fatta la correzione (e adesso dobbiamo ripagare il notaio per rifare l’atto…) e quindi lo Stato ci comunica la cosa. L’unico problema sarà ora capire cosa dobbiamo fare per spiegare che ci abbiamo comunque pagato le tasse sopra…

Problemi di personalità PC

Visto che il mio pc continua a bloccarsi, avevo pensato di provare ad aggiornargli i driver andando al sito Asus. Il guaio è che al primo tentativo di lancio del setup (lo ammetto, direttamente da WinZip) mi è andato addirittura in schermo blu; al secondo mi ha detto che non ho una motherboard Asus. Ciò non è bello.

a seguito di democratica votazione

Il nostro contratto di lavoro è scaduto a fine dicembre (o era fine ottobre? non ricordo esattamente). Nulla di così tragico, intendiamoci. Quello che mi preoccupa di più è il lessico usato dal rappresentante sindacale per dire che nell’assemblea che si è tenuta a Santa Palomba – noi siamo esclusi, qui nelle colonie penali rozzanesi – si è votato sulla bozza. Testo testuale:
I lavoratori a seguito di democratica votazione si sono espressi nel seguente modo :
(sì, lo so, lo spazio prima dei due punti lo si mette in francese ma non in italiano. Ma visto che il delegato RSU fa appunto Francese di cognome, quella gliela posso lasciare andare)
Quando leggo un testo del genere, la prima cosa che mi viene in mente è il Mondo Piccolo, con Peppone che quando deve preparare un discorso seppur minimo inizia con una serie di paroloni e frasi fatte affastellate alla bell’e meglio. Qui lo posso fare perché mi ci diverto e se non vi piace come scrivo basta che non mi leggiate, ma in un caso come quello che ci voleva a scrivere ad esempio “La bozza di piattaforma è stata messa ai voti, col seguente risultato:”? È ancora un testo bello formale, ma almeno non siamo “a seguito di democratica votazione”…

Che intelligenza hai?

Tra i tanti quizzini che si trovano in rete, direi che il più gettonato tra Natale e Capodanno è stato questo What kind of intelligence do you have?.
Purtroppo non so dirvi quali siano i risultati possibili, e nemmeno se esista il responso “mi dispiace, ma tu di intelligenza non ne hai”. Posso comunicare però che io non risulto avere un’intelligenza logico-matematica, né musicale, ma bensì linguistica. Potrebbe anche essere vero, fate voi. Però l’idea di poter fare l’avvocato o il politico mi preoccupa, e sullo “spiegarmi bene” avrei dei dubbi…

spinta evolutiva dei calzini

Anna ancora a suo tempo definì che io avrei dovuto indossare solamente calzini blu e lunghi. Esistono vincoli peggiori nella mia vita, quindi ho acconsentito… e poi qualche volta riesco a contrabbandare nero e antracite come colori validi.
A questo punto sta però sorgendo un problema. Non tutti i calzini sono uguali, anche se blu e lunghi: quindi devo stare attento quando li rimetto nell’armadio ad accoppiarli correttamente. Sono convintissimo di farlo: peccato che in questo momento, dopo l’ultima lavatrice, scopro di avere ben sei calzini spaiati. La spiegazione più immediata, che i dispersi siano rimasti nella cesta della biancheria, non è valida; le differenze tra i calzini sono poi piuttosto visibili, e quindi è anche improbabile che abbia messo assieme tutti quei calzini diversi. Insomma, abbiamo una prova empirica del darwinismo?

catene SMS

che palle. Una volta c’erano le catene di sant’antonio via email, e già la cosa mi rompeva – sono notoriamente un intollerante. Adesso sono arrivate quelle via sms.
D’accordo, il mio datore di lavoro è sicuramente felice di tutto questo traffico, e quindi lo sono anche io di risulta: però qualcuno mi deve spiegare se il pensiero di essersi comprati la Christmas Card o quel che l’è e quindi avere a disposizione una serie di SMS obnubila completamente la mente della gente.
Stasera mi è arrivato un messaggino che mi invita dopodomani ad accendere una candela per i morti del terremoto in Estremo Oriente. Ora, il problema non è che il terremoto sia stato là e non qua: la mia reazione sarebbe stata lo stesso per un terremoto a Usseglio.
Potrei capire l’accendere una candela per i condannati a morte, oppure inviare un euro per i superstiti. Non sarebbe nelle mie idee, ma riesco a riconoscere il senso della cosa. Ma qua? dobbiamo far vedere a Dio che siamo arrabbiati con lui perché ha voluto un maremoto? verrà fatto uno sconto ai peccati dei morti, e potranno arrivare alle settantadue vergini o venire reincarnati in una forma superiore a quella che avrebbero meritato? No, mi spiace, ma non vedo affatto il senso di tutto questo digitare e spedire.

_La matematica di Oz_ (libro)

L’idea non era male: un libro di problemi sotto forma di raccontini, anche se Frank Baum non è così noto in Italia. I problemi non sono poi tutti matematici in senso stretto; ce ne sono alcuni che richiedono un po’ di senso fisico per aggiungere qualche ipotesi verosimile; altri che non hanno una risposta canonica, e quindi sono spunto ideale per discussioni magari a scuola; altri ancora in stile Settimana Enigmistica.
Peccato. Il libro (Clifford A. Pickover, La matematica di Oz, Franco Muzzio Editore “Il piacere della scienza” 2004 [2002], p. 349, € 18, ISBN 88-7413-104-6, traduzione Emanuela Luisari) ha delle pecche gravissime. Non parlo della classificazione della difficoltà dei problemi che a me sembra definita a caso: quello è un guaio classico, ognuno ha il suo criterio di complessità. La prima credo che sia già presente in origine: nella sezione “Approfondimenti”, che contiene le risposte ai problemi, ci sono spesso dei nuovi problemi dei quali non si vede la soluzione da nessuna parte, il che è sicuramente frustrante. Ma tutto italiano è il problema con la traduzione: se la signora Luisari si sente in dovere di ringraziare per la consulenza sulle varie unità di misura angloamericane, c’è forse qualcosa che non va – e lo si vede quando ci sono problemi per cui si poteva tranquillamente trasformare miglia in chilometri. Man mano che si va avanti nel libro, anche il testo non matematico comincia a diventare meno leggibile, e mi è stato a volte necessaria la famigerata “doppia traduzione”, riportando la frase in inglese. È chiaro che non c’è nemmeno stata una vera correzione di bozze; se trovo scritto “le prime cento cifre di e” e mi trovo più di venti righe di cifre, non viene in mente che qualcosa non va? Insomma, se la divulgazione matematica in Italia è inesistente, è anche demerito di certe scelte editoriali.