Ho appena letto che a Padova il consiglio comunale ha approvato una mozione per riconoscere le coppie di fatto. Beh, “riconoscere” è una parola grossa: mi sa che l’attestazione di famiglia anagrafica basata su legami affettivi abbia più o meno lo stesso valore di un attestato di frequenza a un corso “introspezione e causalità”.
Ma quello che mi ha fatto specie è leggere che il tutto era secondo «una possibilità offerta dal regolamento attuativo (1989) della legge sull’anagrafe datata 1954». Trentacinque anni per un regolamento attuativo non sono male, vero?
(a dire il vero non è così: nel 1954 c’era un regolamento attuativo, e nel 1989 ne è stato fatto uno nuovo, che potete leggere ad esempio qua. L’articolo 4 è quello che interessa)
La conquista di Londra (libro)
Nella prefazione – scritta quarant’anni dopo… – di questo libro (P.G. Wodehouse, La conquista di Londra [Bill the Conqueror], Guanda – Narratori della Fenice 2006 [1924], pag. 309, € 16.50, ISBN 88-8246-471-7, trad. Luigi Brioschi) Wodehouse spiega come per scriverlo si sia limitato a riciclare una sua trama per una commedia teatrale inglese… aggiungendoci altre sedici sottotrame. Non mi sono messo a contarle tutte, ma posso assicurarvi che ce ne sono tante, molto più che in una sit-com tipica. Ma tutto il libro è un pirotecnico esempio di commedia degli equivoci, con una sceneggiatura che sembra pronta per un film americano di quelli che in genere riesco anche a vedere al cinema: il tutto naturalmente scritto con l’inimitabile stile ben noto a chi abbia letto le avventure di Jeeves e Psmith. Nessuno va a cercare profondità in P.G. Wodehouse: ci si vuole rilassare e divertire, e anche in questo caso il risultato è raggiunto, anche grazie alla traduzione attenta. Una nota di demerito invece va a Guanda: a parte il costo del libro, non penso sia onesto cambiare il titolo rispetto alla vecchia traduzione, e perdendo tra l’altro il giochetto dietro l’originale “Bill il conquistatore”. Sì, in inglese suonava anche meglio, ma ci saremmo comunque potuti accontentare!
Zupermen
Mario Scaramella afferma di avere in corpo una dose di plutonio cinque volte superiore a quella mortale, eppure non ha sintomi. Direi che siamo a un punto di svolta nella medicina nucleare: potremo finalmente tirare fuori dagli anticorpi di Scaramella una cura per guarire chi è stato esposto a radiazioni. Credo che Paolo Guzzanti stia già per brevettare qualcosa di simile, visto che ha detto che se il suo collaboratore passerà i prossimi tre mesi, avrà comunque bisogno del tipo di cure “necessarie a un malato di cancro che dovrà sottoporsi a chemioterapie per tutta la vita”. Qualche medico mi spiegherebbe la logica di tutto ciò? Ero convinto che il polonio avvelenasse le cellule, e non vedo l’utilità di una chemio dopo tutto quello che avrebbe già in corpo.
Maionese
Ricordate le polemiche quando Prodi disse che per lui l’Italia era un paese impazzito? I miei amici bolognesi mi hanno mandato quest’agenzia in cui il nostro attuale PresDelCons ci spiega che lui stava pensando… alla maionese, quando olio e uovo non stanno più insieme.
Ora, è ovvio che nessuno ci crede a questa scusa. Però scusate, ma quello del suo staff che gliel’ha tirata fuori è un genio :-)
ATENÇÃO com seu E-mail
Qualcuno mi deve spiegare perché qualcuno che invia una email da grupoarroba@email.com.br dovrebbe avvisare un utente gmail (io) che la sua casella di posta elettronica sta per scadere, e permettermi generosamente di farlo ripartire a un’URL che non c’entra un tubo (unicard.trap17.net/recadastramento.php). Il tutto in portoghese.
Non so, il tutto mi ricorda quasi i virus elboniani…
zanzare 2006
Ero convinto che con i primi freddi (si fa per dire) di inizio novembre potessi dare addio per qualche mese alle zanzare. E invece no. Tra mercoledì e ieri mi sono dovuto rimettere alla caccia, con i soliti deludenti risultati resi visibili dai bozzi sul braccio. Ma dove diavolo si erano nascoste nelle ultime settimane?
201.44 euro
Ricordate la giornata di sciopero che ho fatto lo scorso ottobre? Oggi mi è arrivata la busta paga, e alla voce “trattenute” c’è la cifra di cui sopra.
Considerazione uno: guadagno un sacco di soldi. (Per chi non sapesse come funzionano le cose, quello è più o meno il costo lordo di una giornata di lavoro, visto che mi trattengono anche i contributi).
Considerazione due: il mese passato c’era una manifestazione, quindi aveva senso uscire e fare casino. Ma in genere non sarebbe meglio presenziare (con la fascia nera stile sciopero giapponese, e magari facendo sciopero bianco) e dare in beneficenza quei soldi?
Il Codacons, una garanzia
Stamattina ho letto su Metro un articolo sull’ordinanza del tribunale di Roma che ha sentenziato il blocco dell’offerta “Vodafone casa numero fisso” (come del resto c’era da aspettarsi, vista la normativa attuale: è probabile che a questo punto le regole cambieranno, ma è chiaro che il giudice si pronuncia sulla situazione attuale). L’articolo terminava con la segnalazione che il Codacons invita chi aveva già aderito all’offerta a rivolgersi all’associazione, che intenterà una causa di risarcimento danni presso un giudice di pace, “che dovrà poi stabilire chi se ne dovrà fare carico, se Vodafone o Telecom”.
Non volevo credere ai miei occhi, così sono andato a verificare sul sito Codacons (se vedete parecchi diamanti neri con punto interrogativo, è perché non volete usare Internet Explorer con Microsoft Windows: colpa vostra, insomma). In effetti il testo è proprio quello: Metro ha semplicemente inserito il comunicato fornitogli dal Codacons. Quindi la logica di Codacons è chiara: se Vodafone ha fatto un servizio che un giudice ha definito non legale, chi deve pagare è Telecom, perché sono stati dei cattivoni che sono andati subito a fare la spia. Quando si dice pensiero a senso unico…