Quelli di lloogg hanno anche fatto un’altra applicazione sempre in stile web 2.0: OKNOtizie.
Questa applicazione, ospitata da Alice (che bello, per una volta posso fare una pubblicità sinergica…) vorrebbe diventare l’equivalente italiano di digg: un posto dove gli utenti iscritti possono segnalare le notizie web che ritengono interessanti, e tutti possono votare OK se la notizia è loro piaciuta, oppure NO se ritengono sia spam.
Come in tutti questi sistemi di editoria sociale, in un certo senso si perde il controllo completo del proprio post, visto che a partire dalla pagina vista sotto OKNOtizie si possono scrivere dei commenti (che possono essere anch’essi votati con lo stesso meccanismo): a ognuno la scelta di cosa fare, tenendo comunque conto che come scritto sopra chiunque può segnalare una notizia altrui.
Inutile dire che viene fornita una bookmarklet che permette con un semplice clic di segnalare una notizia; forse meno inutile fare presente che io non sia riuscito a trovare un sistema per avere automaticamente indicato sui miei post il numero di OK che hanno ricevuto. Per il momento sto cercando almeno di mettere su la possibilità di segnalarmi e votarmi, ma abbiate pietà di un povero matematico!
Rifatti la faccia!
Sono capitato in un sito della University of St. Andrews che permette di fare il morphing di una faccia: trasformarla cioè secondo una serie di specifiche predefinite. Dopo avere inviato la propria foto e indicato dove stanno occhi e bocca – si sa, il riconoscimento facciale non è ancora così avanzato… – parte un’applet java che vi dà varie possibilità, con risultati più o meno convincenti.
Quella che vedete (ci potete anche cliccare sopra, se non volete la versione francobollo…) è la mia versione “in stile Modigliani” che secondo me non è venuta affatto male, e quasi quasi utilizzerò come mio avatar. Ma credo che la versione Neanderthal sarà apprezzata da molti!
lloogg
Dopo >Luciano e Iaia ho provato anch’io a usare lloogg (che, anche se non sembra, è un servizio italianissimo). A parte tutta l’interfaccia web 2.0 che è tanto di moda, il punto fondamentale del sistema è che ti mostra in tempo reale gli ultimi accessi al sito: quello che uno unixaro fa con il comando tail -f. Non so se e quanto serve, anche perché avendolo solo provato con la home page del mio blog non è che i dati siano così variabili: però potrebbe essere interessante.
Il sistema non è libero ma funziona a inviti: se vi interessa, ne ho uno.
7^3*17*29*65921*769176593
Seguendo Massimo Morelli, anche io mi sono preso un numero tutto per me da Freedom to Tinker. È stato difficile, perché c’è molta ressa e continuava a darmi timeout, ma alla fine ce l’ho fatta. Già che c’ero, l’ho anche fattorizzato: devo dire che il fattore 7 al cubo gli dà un tocco di classe che manca al numero di Momo. Ora vi vieto di usarlo, se non dopo avermi pagato una royalty di un centesimo per ciascun suo uso.
Il tutto sembra assolutamente idiota, e probabilmente lo è. Peccato che sia quello che stanno facendo i produttori di HD-DVD, che cercano di “dimostrare” come il numero a 128 bit che crittografa il contenuto di svariati film sia protetto dal famigerato DMCA (Digital Millennium Copyright Act). Ma ci sono idiozie ancora peggiori: infatti non viene messo sotto copyright il numero – sarebbe difficile persino per gli americani – ma viene detto che è un “copyright circumvention device”, un dispositivo per fregare il copyright. Visto che una qualunque cosa che cerchi di fregare il copyright è illegale, ne deriva che ho il diritto di impedirvi di usare il numero stesso, la sua fattorizzazione come ho messo qua nel titolo di questa notiziola, ma anche il disegnino qua sopra! Vedi anche Good Math, Bad Math che spiega le cose dal punto di vista più matematico.
Contattatemi pure per chiedermi come mandarmi i soldi per l’uso del mio numero…
“alta probabilità di certezza”
Scopro via Mantellini questo articolo che cita la relazione della Commissione d’inchiesta sulle morti all’ospedale di Castellaneta. Nella relazione viene detto che per uno degli otto decessi avvenuti, il rapporto causale tra lo cambio dei tubi e la morte del paziente è incerto; in tre casi il rapporto causale è “altamente incerto”; e infine che per quattro casi le morti sono dovute “con alta probabilità di certezza” allo scambio di gas (neretto mio).
Ora, la frase “alta probabilità di certezza” è come minimo pleonastica: la probabilità è sempre definita rispetto alla totalità degli eventi, che per definizione è la certezza. Quindi sarebbe bastato dire “alta probabilità” o “quasi certezza”. Resta solo da capire se quelli della Commissione d’inchiesta hanno scritto così perché il barocchismo è sempre apprezzato nell’italica penisola, oppure non si sono resi conto del significato della frase. Io punto sulla seconda.
Brava Esselunga
Due settimane fa avevo raccontato di come mi fossi giocato un buono sconto di dieci euro all’Esselunga perché avevo letto male la loro pubblicità “un punto = un centesimo”. Oltre alla notiziola, avevo anche scritto direttamente a loro, semplicemente per sfogarmi: anche sa la pubblicità non era chiarissima, il problema di non averla compresa chiaramente a una prima lettura era mio e non loro. Fatto questo, ho dimenticato il tutto, visto che avevo altre cose più importanti cui pensare.
Ieri mi è arrivata un’email che chiedeva di contattare il servizio clienti Esselunga, visto che non mi avevano trovato al telefono (hanno ancora il numero di Via Forze Armate…). Oggi ho chiamato, parlato e mi hanno eccezionalmente concesso un buono di 10 euro. La signora mi ha anche detto se già che c’ero volevo un regalo con gli altri 695 punti rimasti: ho gentilmente declinato l’invito :-)
Bisogna dire che l’assistenza clienti Esselunga continua ad essere ottima, come già avevo notato una volta in cui mi era capitata una confezione andata a male che è stata cambiata senza neanche una domanda. Caprotti tartassa i dipendenti (come del resto tutta la grande distribuzione), ma si vede che sa bene come conquistarsi i clienti!
Ivan Basso
È stata la notizia-bomba di ieri (tranne che su Radiopop, che è sempre refrattaria allo sport a meno che non ci sia qualche conduttore interista): Ivan Basso ha confessato il suo coinvolgimento nel doping, come sembrava trapelare dalla Operacion Puerto. Nella blogosfera abbiamo gli affranti ma fedeli perinde ac cadaver, e i “lo sapevamo”; generalmente la stampa segue un profilo relativamente amichevole (vedi Repubblica, La Stampa; controcorrente il Corsera).
Che ne penso io? Beh, innanzitutto riprendo quanto scrissi l’anno scorso, quando fu escluso a priori dal Tour de France, e ancora tre anni fa, alla notizia della morte di Pantani. Da un lato, sono certo che nel ciclismo tutti sono chi più chi meno dopati: una classica forse la si può fare, ma una corsa a tappe di tre settimane con giornate dove si fanno oltre 200 kilometri e altre in cui si va su e giù per le montagne non può essere fatta alle medie degli ultimi anni, né è credibile che Savoldelli – che vinse il giro d’Italia l’anno in cui Pantani fu fermato a Madonna di Campiglio – avesse “naturalmente” 49.9 di ematocrito dopo due settimane di corsa. Non parliamo di Gilberto Simoni, che trovato positivo per due volte alla cocaina spiegò che gli era stata fatta un’iniezione di novocaina dal dentista e poi… aveva bevuto un tè alla coca. E vogliamo ricordare come Coppi non aveva problemi, in tempi meno sofisticati di oggi, ad affermare che si prendeva “la bomba” (le anfetamine, unite a pacchi di anfetamine)?. D’altra parte, l’esplosione di Basso da buon ciclista a campione è casualmente avvenuta quando è finito nella squadra guidata da Rijs… il che per gli addetti ai lavori qualcosa significa.
Ma è anche vero che il ciclismo è forse lo sport più ipocrita che ci sia, visto che fa queste campagne moralizzatrici prima che ci sia non dico una condanna definitiva ma almeno un pronunciamento ufficiale anche se iniziale, e soprattutto le fa in maniera molto mirata: Lance Armstrong non è stato toccato se non dopo che si è ritirato dall’agonismo. A volte mi chiedo se non sarebbe meglio legalizzare un po’ di roba, e ottenere un compromesso decente.
Una battuta finale: quando ho visto il titolo di quest’Ansa (“Chiappucci: Basso mal consigliato”) devo dire che il mio primo pensiero è stato “Per il Diablo, Ivan non avrebbe dovuto confessare” :-) Ricordo che Chiappucci è stato il primo ciclista ad essere stato fermato per ematocrito troppo alto, non appena fu stabilita la norma…
Amarcord
Mi scrive Ugo, segnalandomi questo articolo di PI: “Riprendendo un concetto molto noto ai videogiocatori, i ricercatori indiani hanno sviluppato un software che divide lo schermo in due parti uguali per consentire a due persone di lavorare sullo stesso monitor”.
Il suo commento, dal titolo “Tu sei sempre AVANTI…”: «Mi ricordo quando ti ho conosciuto: nel tuo ufficio avevi due terminali a carattere uno sull’altro (e due tastiere…): lo spilt screen l’hai inventato tu!!!!!!!»
Purtroppo non credo ci siano documentazioni fotografiche dell’evento (parliamo di quasi vent’anni fa, e ai tempi non facevo fotografie perché non avevo voglia di farle stampare). Però è tutto vero. Avevo un vecchio monitor VT100 con su di esso un VT200 un po’ meno vecchio, e le due tastiere una davanti all’altra: in questo modo, mentre partiva una compilazione che poteva metterci anche qualche minuto, passavo all’altro video e facevo dell’altro. Quello che Ugo non si ricorda è che però a fianco dei monitor avevo anche uno switch meccanico, che mi permetteva di avere due monitor virtuali su uno degli schermi… e leggermi la posta elettronica nelle pause. Ah, i bei tempi che fûr!