Perché limitarsi a fare phishing su un solo sistema? L’ultimo esempio che mi è arrivato ha lo slogan «Il più buon modo di comprare o vendere on-line su eBay sta usando PostePay», qualunque cosa ciò dovesse significare in italiano per gli amiconi che hanno scritto il messaggio. Altre chicche nel testo: «Ad attivo i servizi on-line e nuovi con eBay per favore completano il Suo Poste.it conto on-line» che è al di là della mia comprensione, e «L’Assistenza Clienti […] immediatamente vuole attivo i Suoi servizi nuovi con eBay», che almeno è più chiaro.
D’altra parte, il sito del phishing, 125.70.253.8, è situato a Pechino…
Nota a lato: gli indirizzi IP stanno davvero per finire, se la classe A 125.x.x.x è già stata assegnata. Dopo di quella c’è solo la 126.x.x.x… (sì, lo so che le classi A sono allocate per continente e magari gli asiatici sono più avanti nel loro uso, ma il concetto non cambia) Ricordo ancora quando in Cselt non eravamo connessi via Internet ma solo con Decnet, e usavamo indirizzi IP interni 125.x.x.x “perché tanto non davano fastidio in ogni caso”!
Di Pietro e Second Life
Ormai Antonio Di Pietro sembra essersi davvero lanciato su Second Life, come si può vedere dalla “conferenza stampa virtuale” tenuta ieri e che il Corsera ha preso in giro.
Second Life è una di quelle cose che non mi ha mai acchiappato, quindi non saprei nemmeno dire se la conferenza stampa è stata un successo oppure no. Stefano Epifani ha ragione: non solo tra i blog (che non ho letto), ma nemmeno l’articolo del Corsera racconta quali erano i temi trattati, ma si limita a considerazioni di colore e a parlare delle domande del pubblico.
Detto tutto questo, non me la sento comunque di andare contro Tonino. Innanzitutto lui (occhei, i suoi spin doctor) sono riusciti a prendersi il primo posto, con tutto il battage pubblicitario correlato; pubblicità sicuramente positiva rispetto a quella che ci si becca con le piazzate tra colleghi della maggioranza. Poi c’è un altro punto che mi sembra non essere stato considerato a sufficienza. Il politico è virtualmente visibile, ma non è affatto detto che le risposte le scriva lui, o perlomeno le scriva senza nessun controllo altrui. Questo aiuta molto chi è facile alle gaffe, e di per sé non è nemmeno una brutta cosa, perché paradossalmente è contro la spettacolarizzazione della politica. Sì, è buffo dirlo quando si sta parlando di Second Life. E allora?
Il vantaggio competitivo di Italia1
Prendo spunto da un post di PaulTheWineGuy per chiedere lumi al mio colto pubblico su un quesito che mi sta assillando da parecchio tempo.
No, la domanda non è “in quale squadra gioca il figlio di Ciccio Graziani”. Quello si fa in fretta a saperlo con una guglata. Il quesito è molto più serio: “Perché mai tutti i televisori nei bar sono accesi su Italia1?”
Potrei forse capire che lo faccia il bar in via Giacosa, anche se di gggggiovane non è che abbia molto. Potrei ancora accettare il bar di Monza (vicino al Parco) dove domenica pomeriggio ho preso un caffè. Ma il kebabbaro in via Padova, dove ti trovi anche i giornali che ricordano – in italiano – che l’Italia è d?r al-harb, perché ha la tv puntata su Italia1? Ci sono messaggi in codice per i bravi seguaci dell’Islam? E com’è che nell’area ristoro Avis di Largo Donatori di Sangue c’è una tv accesa su Italia1? Forse ci sono degli studi che hanno mostrato l’aumento improvviso di emoglobina in chi si trova a passare vicino alle immagini trasmesse? Quelli del Tour de France lo sanno? Non lasciatemi nell’ignoranza!
ps: Gabriele Graziani almeno nello scorso campionato giocava nel Mantova. Adesso potete dormire tranquilli.
Etnomatematica (libro)
(se vuoi una mia recensione più seria, va’ su Galileo!)
Per tutti noi la matematica è fondamentalmente una successione di teoremi e dimostrazioni. Magari le dimostrazioni non le capiamo, ma ci fidiamo. Questo però è il lascito del pensiero greco, e non è affatto detto che la stessa cosa capitasse con altri popoli. Ma effettivamente, come potrebbe la matematica essere diversa? In questo libro (Marcia Ascher, Etnomatematica [Mathematics Elsewhere], Bollati Boringhieri – Saggi Scienze 2007 [2002], pag. 235, € 28, ISBN 978-88-339-1767-2, trad. Paolo Pagli) l’autrice cerca di dare una risposta, proseguendo le ricerche etnologiche già portate avanti da lei in passato. Vengono cosi presentati vari concetti matematici in culture primitive, anche se non necessariamente: la sezione in cui viene spiegata la logica “prescrittiva” del calendario ebraico è assolutamente gustosa, cosi come la struttura ciclica che i baschi delle montagne usavano fino a pochi decenni orsono per ottenere equità ed evitare prevaricazioni. La matematica sottostante i vari procedimenti raccontati è svolta in maniera fin troppo completa, il che forse potrebbe nuocere a chi non è così abituato a masticarla; la traduzione è ottima – ma Paolo Pagli è docente universitario di matematica, quindi ce lo si può aspettare. Peccato per qualche svista sfuggita ai correttori di bozze.
meglio da morto che da vivo?
Se qualcuno pensasse di guadagnare qualcosa con me, posso comunicargli che si prenderebbe meno di tremila euro, secondo il quisss stupido della settimana che vedete qui sotto. Non so se in Europa i prezzi siano simili oppure no, però.
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(via DElyMyth, che essendo molto più giovane vale più di me…)
Lei sì che è fortunata…
Trafiletto sul Corsera. Incipit: “Brutta avventura per l’atalantino Riccardo Zampagna” (che poi sarebbe un calciatore… si imparano tante cose leggendo i giornali). Si legge che sulla sua Audi SUV – la quintessenza, insomma – ha tamponato una trentenne sul suo motorino: dopo avere scoperto che era ubriaco perso, gli è stata tolta la patente ed è stato denunciato a piede libero. Fin qua, purtroppo, nulla di strano. Ma la chiusa è fenomenale. «Meglio è andata alla donna»: in effetti, in fin dei conti ha solo avuto una prognosi di dieci giorni e poi per lei sarà tutto come prima (beh, forse il motorino no).
Stampatevi quell’articolo: se mai vi sentirete depressi, potrete capire quanto poco ci vuole per essere fortunati.
Guardiamo al futuro!
Inutile, il Parlamento italiano è ingolfato. Ci sono voluti tredici mesi perché la Giunta per le elezioni della Camera si accorgesse che quella «persona corretta, leale ed onesta» di Cesare Previti ha avuto una condanna definitiva che porta automaticamente all’interdizione dai pubblici uffici, e quindi non potrebbe fare il deputato. Ma per sicurezza si lascia che sia Montecitorio a decidere, in modo da far vedere che i nostri rappresentanti non sono lì per fare le belle figurine. Il tutto è sicuramente colpa dei Padri Costituenti: infatti l’avvocato afferma che «non esiste una norma che dica che la perdita della condizione di eleggibilità corrisponde a perdita dello status di parlamentare», secondo il noto “principio UHU” dell’impossibilità di separazione meccanica tra il posteriore di un politico e il suo cadreghino.
Ma il bello degli avvocati, come degli standard, è che ce ne sono tanti tra cui scegliere. E quindi come non passare a Gaetano Pecorella, che come il suo cognome fa presagire è un buonista assoluto che Lupo de’ Lupis gli fa un baffo? In pieno spirito cristiano, Pecorella spiega come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici non debba venire presa alla lettera, perché la povera Perpetua non ha fatto poi nulla di così perfido; che tra un annetto questo brutto sogno sarà tutto finito; e insomma non vogliamo mica «privare un parlamentare definitivamente della sua funzione quando l’interdizione è solo temporanea»?
Il concetto è molto interessante. In effetti anche i neonati dovrebbero potere votare, perché la minore età è solo temporanea: ma non credo che sia quello a cui Forza Italia sta puntando. Pensateci un po’ su: l’evasione fiscale non deve essere punita, perché un morto non ha certo doveri fiscali, e la condizione di vita di una persona è solo temporanea. Questo sì sarebbe un colpo da maestro! L’unico, minimo, particolare che ha finora impedito di esplicitare questa rivoluzione copernicana è un possibile conflitto di interessi. Da Arcore fanno sapere che non è affatto detto che per Silvio B. “la condizione di vita sia solo temporanea”.
Ma comprimere è intelligente?
Leggo da Slashdot di una gara, lo Hutter Prize for Compression of Human Knowledge, per comprimere quanto più possibile i primi 100 MB di Wikipedia. Non ho ben capito se quei 100 MB sono sempre gli stessi o vengano aggiornati non dico alla velocità dell’enciclopedia ma comunque con una certa quale frequenza, per evitare tecniche risolutive legate a uno specifico file: ad ogni modo, un fattore di compressione senza perdita di informazione superiore a 6 è sicuramente un ottimo risultato.
Dire però come fa slashdot che gli 1,319 bit per carattere, vicini al limite superiore della stima di Shannon per la capacità umana (0,6-1,3 bit per carattere) sia un segno che si stia arrivando all’intelligenza artificiale. Non tanto perché gli esseri umani codifichino le informazioni in maniera “lossy”, perdendo cioè informazione; se uno va a leggere come Shannon ha fatto la sua stima, mostrando un testo ad alcuni volontari e chiedendo “qual è la lettera successiva?”, capisce che non è quello il caso. Il vero punto è quello che si vede anche nei computer che giocano a scacchi: è (relativamente) facile riuscire a programmare un computer in un particolare campo e farlo diventare meglio di tutti gli uomini e le donne, ma per fargli passare il test di Turing occorre che raggiunga un livello anche solo “bassino” ma in generale. Noi si aspetta senza fretta.