Archivi categoria: pipponi

Ius ipocrisoli

Mi è abbastanza chiaro che la legge sullo ius soli – che poi uno ius soli vero e proprio non era, il che dal mio punto di vista era un ulteriore vantaggio – non era poi voluta da così tanta gente nel nostro parlamento, come si vede dal risultato dell’altro giorno. Poi magari è solo un caso che tutti e trentacinque i senatori M5S non fossero in aula: sono passati in fin dei conti solo cinque anni, e non era loro chiaro che avere approvato la legge di bilancio non significava che era ora di andare a casa.

Ma quando leggo le affermazioni di Stefano Esposito, che pure a giugno se l’era presa con i pentastellati che non volevano votare la legge, mi incazzo davvero. Ipse dixit: «Ho preferito tornare dai miei figli 5 ore prima visto che non serviva a nulla star lì a vedere festeggiare Calderoli». Ma siamo matti? Te ne vai via dal tuo posto di lavoro così, e ne sei persino fiero? Non continuo solo perché questo è un blog pubblico.

Ultimo aggiornamento: 2017-12-26 23:00

Sciaboletta e consorte

Non capisco. Abbiamo la tomba di Mussolini liberamente visitabile (e “profanabile“…) a Predappio. Qual è il problema di avere la tomba di Vittorio Emanuele III e della regina Elena a Vicoforte? Mi pare che di monarchici non ce ne siano poi così tanti.
Quello che non capisco è perché la salma sia stata riportata con un volo militare.

l’astuto Coyote

In questi giorni ho sentito spesso per radio la pubblicità di Coyote, un servizio (?) che ti avvisa degli autovelox mentre stai guidando. L’astuto coyote (lo sapevate, vero, che in Wile E. Coyote “wile” non significa “vile”?) ha messo nel cloud l’equivalente degli sfareggiamenti che si facevano decenni fa per indicare la presenza di una pattuglia della Stradale, e cita anche una lettera ufficiale in cui si afferma che il servizio non è illegale perché non può sapere se autovelox o tutor sono in funzione, ma indica semplicemente dove sono dislocati, o meglio dove sono stati segnalati. Sarà.
(Intanto ho scoperto che li fa la Magneti Marelli, non l’avrei mai creduto. Chissà perché non lo indicano così chiaramente)

Ultimo aggiornamento: 2017-12-13 14:10

Soluzione 12%

Sabato, mentre prendevo oziosamente un caffè all’Autogrill San Rocco sulla Torino-Milano, mi è caduto l’occhio su un cartello (fotocopiato) che diceva che dallo scorso primo ottobre il prelievo fiscale sulle vincite oltre i 500 euro dei gratta e vinci è passato dal 6% al 12%.

Da un punto di vista prettamente egoistico la cosa non potrebbe che farmi piacere: io non ne ho mai comprato nessuno, quindi i soldi che lo Stato si prende in quel modo sono soldi in meno di tasse che devo pagare io. Però ritengo la cosa del tutto ingiusta in linea di principio. Il prelievo fiscale c’è già alla fonte. Non basta? Aumentatelo lì. E non venitemi a dire che bisogna far capire che anche i soldi vinti alla lotteria sono da tassare, perché allora non si toglie il prelievo alla fonte, almeno per i premi maggiori, e non li si fa dichiarare nel 730? In fin dei conti la cosa favorirebbe i più poveri. (Sì, questa è una battuta. Una delle cose fondamentali dei giochi a premi è che le vincite sono anonime)

Se non puoi difendere, attacca

Non avevo intenzione di parlare della bandiera del Secondo Reich nella camerata di una caserma fiorentina dei carabinieri. Non è che ci fosse molto da dire: quella bandiera è usata da decenni dai gruppi neonazisti per ovviare al divieto di usare vessilli del Terzo Reich, e gli altri poster nella camerata danno comunque un’idea di quali siano le idee del carabiniere in questione. Diciamo che non è strano che la vita dell’esercito attiri anche persone con quelle idee: si spera che siano una piccola minoranza e che negli anni imparino un po’ di cose.

Poi però in una discussione su Facebook ho scoperto questo articolo e ho pensato che magari qualcosa da dire ce l’ho: non riguardo al carabiniere “amante della storia” ma al brigadiere Antonio Serpi, rappresentante della linea mobile del Co.Ce.R. Prima di proseguire qui, vi invito a leggere il suo testo. Fatto? Bene.

Non potendo negare il fatto, Serpi si lancia all’attacco, derubricandolo a «una mera opinione individuale che in poco tempo è diventata collettiva, senza approfondimento alcuno» (vabbè, magari non sono in molti a sapere l’inglese e leggere questi estratti, oppure il concetto di “approfondimento” si estrinseca nel vedere cosa scrivono i giornali di destra) e ricordando che «esiste l’articolo 260 del Codice Penale che vieta l’acquisizione di informazioni all’interno delle installazioni militari» (possibilmente vero, ma irrilevante rispetto all’esistenza della bandiera). Aggiungo anche che per un membro delle forze armate tenersi la bandiera di uno stato contro il quale cent’anni fa eravamo in guerra non è in genere una grande idea, neonazisti o no.

Detto in altri termini, non sarebbe stato sufficiente – se non proprio tacere – limitarsi a dire “il carabiniere ha fatto una cazzata, ma non aveva idea del significato di quel vessillo”? Perché si è invece voluto farne una questione nazionale, tenuto conto che in realtà da sinistra non si sono nemmeno filati più di tanto la cosa, anche perché c’era la molto più appassionante fondazione di Liberi e Uguali?

Aggiornamento: (22:10) Secondo il Laboratorio di Storia marittima e navale dell’Università di Genova, la bandiera in questione è la Reichkriegflagge, la bandiera da guerra dell’Impero (quello di Bismark).

Ultimo aggiornamento: 2017-12-06 22:14

I conti della pensione, rivisitati

età pensionabile ufficiale e reale nell’OCSE, da https://twitter.com/ThManfredi/status/938000839498715136/photo/1


Ricordate il post che avevo scritto sul famigerato studio UIL a proposito del tempo in cui gli italiani godono la pensione rispetto agli altri europei? Bene, è appena uscito uno studio OCSE. Non ci crederete, ma i dati non coincidono affatto con quelli UIL. O meglio: l’età pensionabile teorica italiana è in effetti tra le più alte, ma quella reale è tra le più basse.
Anticipo subito Bubboni e segnalo che l’OCSE dice che i lavoratori dovranno tutti lavorare di più e avere una pensione più bassa, ma non credo nessuno avesse dubbi in proposito; molto più interessante è notare come i ventenni italiani dovrebbero andare in pensione (sempre in teoria) ben oltre i 71 anni, mentre nel resto dell’OCSE, salvo un paio di eccezioni, l’età pensionabile dovrebbe essere intorno ai 65 anni. Al netto del fatto che stiamo parlando di un futuro ben lontano e della possibilità che in Italia continueranno a esserci mille eccezioni che abbasseranno la teoria, come è possibile questa discrepanza? Nel 2060 non ci saranno più pensionati usciti con il contributivo…

Ultimo aggiornamento: 2017-12-05 16:51