incoerenze

Nei supermercati si trovano spesso sacchetti di plastica molto leggera che servono per frutta e verdura. Non ho bene capito come siano considerati legalmente, ci sono scritte tipo “non per asporto” che immagino siano dovute alla legge che impone sacchetti per la spesa biodegradabili, e comunque sono troppo leggeri per essere usati nella spesa.
Bene: ieri all’Esselunga fighetta di Porta Nuova ho visto che quei sacchetti erano fatti in MaterBi e quindi con la certificazione “si può gettare nell’umido” (sono sempre fragilissimi, tranquilli). Tutto bene? beh, non troppo. Finché il tagliandino con il prezzo non sarà biodegradabile, bisogna comunque staccarlo via prima di buttare il sacchetto. Ufficio complicazione affari semplici 🙂

6 comments

    • ecco, che costino meno mi pare strano. D’accordo, è tutta una questione di spessore del materiale (a parità di tenuta i materbi devono essere più spessi), ma al mercato a Chiavari continuano a usare sacchetti non biodegradabili e anche abbastanza robusti, con la foglia di fico della scritta “per solo uso interno”.

  1. Le Esselunga non sono tutte uguali. Una altra eselunga fighetta è quella di milano 2.
    Lì i prezzi sono con gli lcd da due anni, molto prima degli altri punti vendita.
    Magari stanno provando solo con la clientela locale come butta per poi vedere.

    Una coa che c’è a milano 2 ma non è filtrata per insuccesso è la cassa semiautomatica a doppio nastro (meno make perché è una schifezza)

    • Che cos’è la cassa semiautomatica a doppio nastro? Com’è fatta?

    • grazie dell’informazione!
      Dall’articolo (ma non è colpa tua…) non ho ben capito la logica del “far pagare tutti i sacchetti per punire chi cerca di aggirare la normativa”. L’aggiramento era con i sacchetti non compostabili, mica con quelli compostabili. Detto questo, cosa succede se ti metti in tasca un sacchetto di quelli leggeri? Come se ne accorgerebbe il cassiere?