Questa storia dei siti di fake news pro-M5S e pro-Lega tutti sotto la stessa manina, come da articoli di BuzzFeed e del New York Times, mi sembra stia diventando più complicata di quanto sembrasse a primo acchito.
Un punto di partenza per avere sott’occhio tutti i dati è sicuramente Valigia Blu, che riprende la storia dall’inizio e segnala tutti i legami che si sono trovati. Tra l’altro, a differenza loro io non mi preoccupo più di tanto del fatto che Facebook (un’entità privata) abbia bloccato al suo interno le pagine di DirettaNews e iNews24 secondo sue regole segrete: magari prima o poi gli utonti impareranno a non stare ad abbeverarsi da un’unica fonte. Letto tutto questo faldone, la mia ipotesi personale è che i suddetti siti siano effettivamente tutti sotto la stessa manina (di Marco Mignogna), che ha scelto quei temi semplicemente perché sono quelli che ricevono più clic e quindi gli permettevano di monetizzare di più. Evidentemente tra l’elettorato pentastellato e leghista è più facile trovare gonzi che credono a quelle notizie, oppure tra l’elettorato PD è più facile trovare gente che si crede furba e va a leggere le idiozie che si suppongono arrivare da quei partiti in modo da divertirsi. Non credo insomma a un complotto dietro le quinte; ma allo stesso tempo sono certo che i vertici dei due movimenti politici sono solo felici di avere quei siti come compagni di strada, perché fanno fare loro meno fatica.
Quello che però mi preoccupa di più è che il PD ha subito colto la palla al balzo e si è messo a tuonare contro le fake news, tanto che a quanto pare è già pronta una leggina da fare approvare al volo. Ecco, questo sì che è grave. Non solo io non credo che sia così semplice definire quali sono le notizie false (esattamente come le loro sorelle fomentanti l’odio, lo “hate speech” che viene spesso messo insieme) ma ritengo un progetto del genere altamente illiberale e pericoloso, dando la possibilità di bloccare del tutto – e non solo nel magma Facebook – voci dissenzienti. Se questo è l’inizio della prossima campagna elettorale, siamo messi davvero male.



In realtà lo sciopero sarebbe generale, con una serie di rivendicazioni che vedete qui a fianco dove manca solo la fine della fame nel mondo e la creazione di una colonia umana su Marte, ma soprattutto è stato indetto dai sindacati di base. Io ho come il sospetto che questo tipo di sciopero, a differenza di quelli di categoria, venga da loro indetto senza pensare affatto di scioperare ma solo per generare il caos con tutti gli annunci nei media. Fateci caso anche voi la prossima volta.