A casa nostra si consumano quantità industriali di acqua gasata, soprattutto in estate. Non siamo molto schizzinosi sulla marca: ciò che importa è che ci siano tante bollicine e che la sorgente sia del nordovest, più che altro perché sono acque minimamente mineralizzate a differenza per esempio di quelle del centro Italia. Capita quindi spesso che prendiamo le bottiglie col marchio della catena di supermercati dove facciamo la spesa.
Mi è così capitato di trovarmi bottiglie da un litro e mezzo della Coop e bottigliette da mezzo litro del Carrefour. Entrambe le bottiglie sono confezionate dalla stessa azienda di Luserna San Giovanni, nello stesso stabilimento. Presumo che quindi provengano dalla stessa sorgente, il che non ha nulla di male. Però, come spero si riesca a leggere, le proprietà fisico-chimiche delle acque sono leggermente diverse. Di nuovo, nulla di strano: le analisi sono state fatte a due anni di distanza (2013 e 2015) e le variazioni possono tranquillamente essere fluttuazioni statistiche. A quanto ne so, la legge italiana prevede inopinatamente che le per le analisi complete basti un controllo ogni cinque anni, quindi tutto ok da questo punto di vista. Ma la mia domanda resta: perché non è l’imbottigliatore a richiedere le analisi, e quindi mettere lui stesso i dati? O volete farmi credere che ci siano due bocchettoni diversi dove arriva l’acqua di due sorgenti diverse?