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matematto non praticante

io gioco da solo

C’è una sola cosa che mi stupisce nella bagarre di ieri tra i vertici del PD e i Radicali che non hanno votato la sfiducia al ministro Romano: che i suddetti radicali siano nel gruppo parlamentare PD.
Un qualunque osservatore, di destra o di sinistra o di centro, di sopra o di sotto, sa perfettamente qual è la linea del partito: fare quello che ritiene opportuno per farsi notare. È una situazione ancora diversa da quella della sinistra italiana (no, non sto parlando del PD), che fa di tutto per perdere le elezioni altrimenti sarebbe costretta a governare. Pannella&friends al momento delle elezioni possono allearsi con uno o con l’altro schieramento, semplicemente contando il numero di parlamentari che possono essere eletti. Posso capire il ragionamento di Uòlter tre anni fa: con una legge elettorale come il Porcellum potrei guadagnare più onorevoli “miei” imbarcando i radicali, quindi tanto vale farlo. Ma il giorno dopo le elezioni ci si saluta virilmente e ognuno a casa propria, no? No, a quanto pare.
La situazione di ieri è stata poi assolutamente comica: la pattuglia radicale si è astenuta “perché è a favore dell’amnistia”. Una bellissima battaglia di principio che si può approvare oppure no; un tema legato alla situazione impossibile delle carceri italiane (a proposito, nel programma elettorale del centrodestra non c’era la costruzione di nuove case di reclusione e la formazione di nuove guardie carcerarie? Gli stanziamenti sono stati dirottati verso il ponte sullo Stretto di Messina o sul pagamento delle multe per le quote latte?). Ma una cosa che non c’entrava una cippa con il voto di ieri, che non era per l’autorizzazione all’arresto del ministro Francesco Saverio Romano ma una mozione di sfiducia individuale. Detto in altre parole, anche se avessero votato contro lui non sarebbe comunque finito in galera, e se mai ci dovrà andare non lo sarebbe stato per questo voto.
(e poi andate a vedere i conti: la maggioranza assoluta della Camera ha votato a favore del ministro, quindi il (non)voto dei radicali è stato ininfluente. L’unico risultato del PD è stato insomma fare loro un po’ di pubblicità…)

_I segreti di Pitagora_ (libro)

[copertina] Questo libro (Guido Trombetti e Giuseppe Zollo, I segreti di Pitagora, Bruno Mondadori “Matematica e dintorni” 2010, pag. 149, € 12, ISBN 978-88-6159-495-1) è figlio di una rubrica tenuta dall’autore sul quotidiano napoletano “Il Mattino”. Non è insomma in caso che i racconti che fanno da cornice ai problemi della prima parte del libro sono tutti ambientati a Procida! Questi problemi sono esplicitamente dei classici, e viene anche specificato da dove sono tratti, cosa che trovo molto bella: si sa che i problemi matematici sono comunque riciclati da una parte e dall’altra, e in questo modo ci si può più concentrare su come è stata fatta la dematematizzazione, almeno per gli esperti del campo.
Le soluzioni ai problemi ci sono, non preoccupatevi… e sono in fondo al libro, come ovvio. La parte centrale è invece dedicata ad alcuni brevi saggi, che prendono spunto da cose di tutti i giorni per scoprire la matematica dietro di esse. Questa è la parte a mio parere più interessante, non solo per i temi trattati ma anche per il taglio che è piuttosto diverso da quello che si trova in altri libri dello stesso tipo. In definitiva, il libro può essere interessante come testo di avvicinamento a questo ripo di problemi, oppure per i “collezionisti”; altrimenti non porta grandi novità.

assemblea

Oggi c’è stata l’assemblea per la presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto telecomunicazioni. Guardiamo le cose positive: rispetto all’ultima volta la Triplice è insieme. Tre anni fa SLC-CGIL era andata per conto suo (ed era rimasta alla fine in minoranza, ma sono cose che succedono). Una cosa probabilmente altrettanto positiva, anche se non sono certo che lo sia per tutti, è che la piattaforma è smilza: quattro pagine di cui una di introduzione. Non oso pensare però a quale sarà la controproposta padronale…
Ma tutto questo penso vi interessi poco: e non molto di più vi interesserà sapere che c’è una richiesta di vietare l’outsourcing dei call center al di fuori dell’Italia “causa privacy” quando spostarli in Romania, cioè in UE, è protetto dalle leggi comunitarie. Però magari vi potrà incuriosire una chicca sullo scorso contratto, che mi è stata raccontata alla fine dell’assemblea.
Dovete sapere che tre anni fa per la prima volta il contratto è stato firmato contestualmente non solo dalla Triplice ma anche dall’UGL. Notate la scelta delle parole: se andate a leggere il testo scoprirete che ci sono due premesse distinte. Però nei contratti precedenti le altre organizzazioni firmatarie firmavano sempre qualche giorno dopo, e la loro firma finiva come appendice al contratto stesso. Bene, un grande successo per il sindacato che fu della Polverini, no? Sì. Ma lo è stato ancora di più perché, a detta del delegato che mi ha raccontato la storia, gli ugiellini non si sono mai fatti vivi durante le trattative e sono stati chiamati per la firma, mezz’ora prima della firma stessa che al solito è arrivata dopo il rito della notte dei lunghi coltelli… dall’Assotelecomunicazioni, cioè dalla Confindustria dei telecomunicazionisti.
Non so voi, ma io trovo la cosa interessante.

gioco della domenica: YourDoku

A dire il vero YourDoku non è un gioco vero e proprio, ma un generatore di sudoku (non standard, nel senso che non sono simmetrici, ecc. ecc.) dove la riga centrale compone una parola di nove lettere a vostra scelta. Se poi siete dei tipi romantici o amanti delle stupidaggini, potete anche comprarvi una mug con il vostro schema :-)
(via Passion for Puzzles)

tristi ipotesi

Credo di arrivare buon ultimo a segnalare il comunicato stampa di colei che ci è toccata come ministro dell’Istruzione e della Ricerca Universitaria, che si congratula per avere finanziato (non direttamente lei, ma sulla poltrona oggi è lei a starci…) nientemeno che un tunnel che unisce i laboratori del Cern con quello del Gran Sasso. Arrivo anche dopo Mantellini a osservare che anche se persino Corsera e Repubblica hanno sputtanato Mariastella il comunicato stampa oggi campeggiava ancora in bella vista nel sito del ministero, ma si sa che trovare qualcuno che lavori di sabato è sempre una bella impresa. (No, la persistenza del comunicato non è semplicemente dovuta alla sua ufficialità e pertanto intangibilità: altrimenti sarebbe comunque stata emessa una rettifica).
Una cosa che non mi è parso di trovare commentata è però la successione degli eventi che ha portato alla pubblicazione del comunicato. Se l’è scritto il ministro di suo pugno? I suoi collaboratori al ministero hanno scritto belli convinti il testo e il ministro l’ha approvato senza nemmeno leggerlo? I collaboratori di cui sopra hanno preparato apposta il testo come uno scherzo in cui il ministro è cascato in pieno? Non riesco a decidemi su quale delle ipotesi sia la più preoccupante.
P.S.: Io non faccio facili battute sul fatto che il costo per chilometro del supposto tunnel sarebbe di vari ordini di grandezza inferiore a quello delle opere per la TAV. I neutrini sono davvero minuscoli, mica serve un buco grande!
P.P.S.: mentre scrivevo questa notiziola, effettivamente il Corsera pubblica una precisazione dell’ufficio stampa del MIUR. Precisazione nella quale viene scritto «ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di venerdì, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale», perché «Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso». Oserei commentare che la Gelmini si è circondata di persone tali da far rifulgere le sue qualità intellettuali.

_C’è spazio per tutti_ (libro)

[copertina] A volte uno se lo può anche scordare, ma in fin dei conti Piergiorgio Odifreddi non solo è un matematico ma ha alle spalle una lunga carriera di divulgatore, che negli anni ha lasciato un po’ perdere perché guadagnava di più – e forse si divertiva di più – a fare in pamphlettaro. Non è perciò così strano che in questo libro (Piergiorgio Odifreddi, C’è spazio per tutti, Mondadori – Saggi 2011, pag. 267, € 22, ISBN 978-88-04-60331-3) torni al suo primo amore, vale a dire la matematica divulgativa. Il libro, oltre che rilegato, usa una carta di ottima qualità: la cosa è del resto necessaria, visto che è illustrato a colori, il che aiuta a “vedere” le affermazioni geometriche – non parlerei di dimostrazioni, come del resto è giusto in un testo di questo tipo. L’argomento può essere descritto come “Storia della geometria I”: Odifreddi parte infatti dai risultati di egizi e babilonesi e termina con la fine del periodo ellenistico, all’alba dunque del Medio Evo. I titoli dei vari capitoli sono tutti giochi di parole, persino peggio di quelli che farei io; il testo è sempre scorrevole, con il matematico impertinente che non riesce a tralasciare le proprie battutine (e a volte prendere delle cantonate: il greco periphereia non significa mica “periferia”, come scrive a pagina 169, ma “circonferenza”…) Ma oltre la scorrevolezza il libro ha il grande pregio di esporre anche temi che non vengono affatto trattati a scuola; insomma risulta interessante sia per chi è digiuno di matematica e può scoprire come funziona la geometria, sia per i più scafati che hanno la possibilità di vedere nuove relazioni.

Neutrini frettolosi. Scienziati pure. Per non dir dei giornalisti…

In Italia, a parte immagino i fisici teorici, i primi ad avere avuto la notizia sono stati ieri mattina i lettori del Giornale, con un’intervista telefonata a Zichichi (che è riuscito a far credere che fosse tutto merito suo…). Poi il buon Peppe Liberti ha reso edotta gli elitisti etilisti del Frenfi, e via via tutto il mondo ha saputo che “Einstein ha sbagliato”, con gli italici media che mettono un link al preprint su arXiv, tralasciando il fatto che già l’abstract è abbastanza incomprensibile per tutti quelli che “e più importante la conoscenza umanistica che quella scientifica”, o che sono pronti a fare commenti salaci (persino un santo come Marco Cattaneo alla fine è un po’ sbottato).
Se volete capire qualcosa in più di quello che è successo, vi consiglio di leggere quelli che ne sanno: Borborigmi, Keplero, Le Scienze. Io provo a dare un riassunto per i miei lettori, ma non fidatevi troppo!
I neutrini sono particelle subatomiche – di tanti tipi diversi, tra l’altro – che sono sempre stati un mistero, per l’ottima ragione che interagiscono molto poco con il resto della materia: all’inizio si credeva che non avessero massa, poi esperimenti molto precisi hanno stabilito che hanno una massa, anche se davvero minuscola: ce ne vogliono tipo tra 100000 e un milione per raggiungere quella di un elettrone, e un margine di errore così ampio fa capire come non sia proprio facile misurarli. In questi ultimi anni c’è un esperimento congiunto tra Cern e l’INFN (l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), che cerca di verificare una teoria secondo cui i neutrini possono trasformarsi per strada. Il Cern lancia neutrini, il laboratorio sotto il Gran Sasso li cattura e li guarda per vedere se sono cambiati. In tre anni c’è stato solo un caso di possibile cambiamento, ma è abbastanza controverso che ci sia stato. In compenso si sono accorti di qualcosa di strano: i neutrini sembravano arrivare un po’ troppo presto. I fisici allora si sono rimessi a fare i conti con maggior precisione, e hanno scoperto che nei 730 km di distanza tra i due laboratori i neutrini ci mettono 60 miliardesimi di secondo in meno di quanto ci metterebbe un raggio di luce. L’errore nelle misurazioni è di 10 miliardesimi di secondo (complimenti ai cronometristi): questo significa che la probabilità che ci sia stato davvero un errore nella misurazione del tempo è infima. Più facile che ci siano degli altri errori, come ricorda xkcd; e i fisici di tutto il mondo si stanno per mettere a testa bassa a cercare questi possibili errori, il che è molto meglio che cercare il quarantaduemillesimo modello di superstringhe che non spiega assolutamente nulla di nuovo ma è così carino matematicamente parlando.
Oppure in effetti c’è qualcosa di strano: non necessariamente contro la teoria della relatività – che in effetti afferma che nessun corpo dotato di massa può raggiungere la velocità della luce nel vuoto, ma di per sé permette di avere particelle che viaggino sempre più veloci della luce – ma sicuramente contro le rappresentazioni usuali delle leggi fisiche dell’universo come ce le aspettiamo. Questo sì che sarebbe divertente :-) Per il momento, comunque, direi che possiamo tranquillamente aspettare alcuni mesi per vedere cosa succede, se l’esperimento è effettivamente riproducibile, e tutte le altre cose che caratterizzano il metodo scientifico e vengono spesso dimenticate, nella spasmodica necessità di bruciare i concorrenti ed essere i primi a dare una notizia.

intelligenza

Tre ingegneri su un’isola deserta trovano una lampada magica. La strofinano, e un genio esce. “Vi concedo un desiderio a testa”, dice.
Il primo ingegnere dice “Vorrei avere il 25% di intelligenza in più: sarei abbastanza intelligente da riuscire ad andare via dall’isola”. Detto fatto, il genio lo trasforma in un ragioniere, e lui riesce a nuotare verso la terraferma.
Il secondo ingegnere, dopo aver visto la scena, dice “Vorrei avere il 50% di intelligenza in più: sarei abbastanza intelligente da riuscire ad andare via dall’isola”. Detto fatto, il genio lo trasforma in un fisico; lui si costruisce una zattera con gli alberi dell’ísola, e riesce a navigare verso la terraferma.
Il terzo ingegnere dice “Vorrei avere il 100% di intelligenza in più: sarei abbastanza intelligente da riuscire ad andare via dall’isola”. Detto fatto, il genio la trasforma in una matematica, che subito si dirige verso il ponte che porta alla terraferma.
(da Math Jokes 4 Mathy Folks)