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matematto non praticante

Se quello è un blog

So già che mi prenderò dell’antisemita, ma non ritengo una profanazione il post sul blog di beppegrillo™ che riprende l’incipit di Se questo è un uomo di Primo Levi, post corredato da una fotografia photoshoppata dell’ingresso di Auschwitz dove ora campeggia la scritta “P2 macht frei”. Per me è semplicemente un segno dell’estrema povertà di idee del nume tutelare pentastellato (e naturalmente di molti dei suoi seguaci: ma quest’ultima cosa credo succeda pari pari con gli altri partiti). È triste pensare che non ha più chi gli scriva battute salaci come tanti anni fa.

Poi naturalmente c’è sempre il complottismo di chi pensa che lo strillìo odierno serva solo a nascondere le odierne beghe baresi: però onestamente non lo credo per due buoni motivi: perché quello di gridare più forte di tutti è la sua cifra stilistica anche in momenti “normali” e perché visto che tanto è lui quello che comanda non ha bisogno di nascondere quello che succede – vedi per esempio le regionali sarde, dove si è trovato quattro M1,25S e ha emanato un ukase per non far candidare nessuno.

Carnevale della Matematica #72: GOTO Popinga

Siamo ad aprile, non c’è ancora Pasqua, ma c’è già il Carnevale della Matematica, stavolta chez Popinga. Il tema di questo mese (che io come al solito non ho rispettato…) è “Matematica, magia e mistero”. Avete il coraggio di scoprire che cosa è stato scritto?

Heartbleed: come non spiegarlo

Ieri Loretta Napoleoni ha scritto un articolo sul Fatto Quotidiano a proposito del bug di Heartbleed, che ha toccato buona parte di Internet.
Ora, Loretta Napoleoni è un’economista. Leggendo il suo articolo, effettivamente l’ultima frase c’entra probabilmente con l’economia: «presto le imprese di assicurazioni faranno capolino anche nel ciberspazio e venderanno polizze contro gli attacchi degli hacker, quando succederà è probabile che faranno solidi (sic) a palate.» Non essendo io un economista, non sono in grado di stabilire la validità pratica di quella frase: ma si sa che l’economia è una scienza poco esatta.

Il guaio è che una frase era un po’ poco per fare un articolo, e così Napoleoni si è lanciata in una “spiegazione” di Heartbleed con frasi tipo «Il sistema di sicurezza SSL non è un’impresa statale ma un sistema open source, che può essere usato gratis» e «Il pattugliamento d’internet avviene spessissimo attraverso sistemi di questo tipo dal momento che non esiste una legislazione ad hoc a livello globale né forze dell’ordine specializzate nei reati cibernetici». Lo garantisco anche a quelli tra i miei ventun lettori che di informatica non sanno nulla: quelle frasi non hanno alcun senso, visto che non c’è nessun “pattugliamento” (SSL serve a creare un canale sicuro che non possa venire ascoltato, mica a cercare programmi malefici) né “sistemi di sicurezza” che sono “imprese”. Bisogna dire che i commenti sul sito del Fatto sono stati quasi unanimi nell’esprimere più o meno gentilmente il non apprezzamento dell’articolo… e qui si va verso un punto un po’ più complicato, di cui abbiamo chiacchierato sempre ieri sera su Friendfeed. Scrivere qualcosa che vada male a tutti non è così difficile, lo si vede in questo caso. Ma come si fa a spiegare qualcosa in modo che vada bene a tutti?

La mia personale opinione è che quando scrivi su un certo medium devi avere in mente il lettore medio di quel medium e tararti di conseguenza: se io dovessi scrivere sul Fatto sceglierei un taglio ben diverso da quello che userei per scrivere su Le Scienze. Certo, anche se ho scelto il taglio corretto è possibile che qualcuno mi legga su Le Scienze e non mi capisca: ma il problema è con ogni probabilità suo e non mio, proprio come il problema di uno che trova il testo sul Fatto troppo semplice e quindi sbagliato. Certo, la semplicità va a scapito della correttezza nella maggior parte dei casi: ma dovrebbe essere sempre possibile trovare la giusta quadra. Prendiamo per esempio la vignetta di xkcd a proposito di Heartbleed. Certo, è un’ipersemplificazione: però dà l’idea di cosa succede. C’è un dialogo dove il client chiede al server di mostrare che è ancora su; e il cattivo fa in modo che il server risponda con un contenuto molto maggiore del necessario, in modo da poter vedere se nel mucchio ci sono informazioni sensibili… scritte in chiaro perché quello è il contenuto della memoria RAM, non di un file.

Certo, saper fare una spiegazione semplice, comprensibile e fondamentalmente corretta non è roba da tutti, ma nemmeno scrivere sui giornali lo dovrebbe essere…

E poi dicono le coincidenze

Dopo che l’ottimo Chartitalia mi ha rincuorato, mostrandomi come i miei neuroni non fossero tutti bruciati e che il titolo della canzone che avevo sentito ieri era effettivamente “L’arcobaleno” (da non confondersi con la cover italiana di “Over the Rainbow” né con il brano di Gianni Bella portato al successo da Celentano), mi sono fatto un po’ di cultura. Ho così scoperto che:

  • Continuo a non trovare in rete la versione che conosco io, che presumo sia quella dei Senate. Ma probabilmente ce l’ho in un qualche CD a casa.
  • La versione originale inglese è dei Left Banke.
  • Esiste una versione prog (cantata in inglese) nientemeno che la Formula 3.
  • Ma quello che è più incredibile è che la versione davvero originale della canzone non è inglese ma francese, almeno secondo il libro di Bob Leszczak Who Did It First?… libro che è stato pubblicato meno di un mese fa. Secondo Leszczak, fu Sylvie Vartan a cantare Quand un amour renait.

E il tutto senza usare Wikipedia :-)

Aggiornamento: (h 19) secondo Chartitalia (e Billboard…) è Leszczak a sbagliarsi: i Left Banke hanno fatto l’originale nel febbraio 1966 e Vartan una cover a dicembre. Il mondo gira di nuovo nel verso giusto :-)

Asscomm Porta Venezia e la pista ciclabile in viale Tunisia

Se siete di Milano, forse sapete che c’è un piano del comune per costruire una nuova pista ciclabile su viale Tunisia, comesi può leggere per esempio qua. Non che io sia cosi convinto della sua utilità (in genere cerco di evitare di passare di là, preferendo passare per via San Gregorio/via Boscovich), ma mi salta la mosca al naso quando leggo falsità come quelle scritte da Luca Longo .

Nello specifico, è falso che «ad 80 metri ne è già presente un’altra dello stesso tipo», a meno che i metri di Longo siano moooolto lunghi: la pista parallela è infatti sui bastioni (tra l’altro nell’unico tratto ancora esistente, il che significa che non è in piano ma con un saliscendi), e si può controllare facilmente che la distanza è di 400 metri. Ma il vero punto è un altro. Longo si lamenta che «Inoltre, dopo la realizzazione i, già scarsi, parcheggi scompariranno.» Evidentemente non si è accorto che da anni la zona “fighetta” di Viale Tunisia, quella appunto dei negozi associati all’Asscomm Porta Venezia e che va da corso Buenos Aires a via Lazzaretto, vede un divieto di sosta su entrambe le carreggiate: divieto di sosta nato perché in mezzo alla carreggiata passa il tram sulla preferenziale. Insomma, i parcheggi non scompariranno perché non esistono già.

Mettiamola così: io sono favorevolissimo a bloccare la realizzazione di quella pista ciclabile se in cambio avessi la certezza che un paio di pattuglie di vigili urbani vadano su e giù per la via dallle 8 alle 24 e multino tutte le auto in divieto di sosta (magari con multa più cara per quelli che parcheggiano in doppia fila e quindi bloccano la carreggiata). Mi sembra un’equa proposta, che tra l’altro porterebbe anche qualche soldo nelle disastrate casse comunali. Che ne pensate?

Ho il pc posseduto

Stamattina – beh, tecnicamente era ancora stanotte, alle 5 non siamo ancora all’alba – sento degli strani suoni e mi sveglio: c’erano le note di una canzone che arrivavano da qualche parte in casa. Penso di aver per sbaglio inserito una radiosveglia, mi alzo e comincio a cercare la fonte del suono, che proveniva dal piano di sopra: salgo, e vedo che la colpa è del PC, che stava trasmettendo una canzone anni ’60 (che per me si chiama L’arcobaleno ed è la versione italiana di un brano inglese, ma non sono riuscito a trovare… ah, la vecchiaia. Dire che posso canticchiare la melodia!). Che il computer non fosse spento, ci stava. Che non avessi zittito l’audio, ci stava pure. Che – una volta partito Google Chrome – questo avesse lanciato la sua ultima finestra che era lo streaming di Radio Popolare, che alle cinque del mattino trasmette unattended musica, ci stava anche. Ma perché doveva partire Chrome? Il pc era semichiuso come al solito, quindi non posso nemmeno pensare che Ariel ci sia salita su. Mah, misteri.

#SpammiamoNoi

[perché devi avere 20000 invitati?]

Quello che vedete qui sopra è il messaggio messo in evidenza su questa pagina Facebook, che pubblicizza l’incontro pubblico torinese del M5S che si terrà il prossimo 12 aprile e che ha come hashtag #VinciamoNoi. Come faccio a sapere che c’è l’incontro? Semplice: mi è stato inoltrato l’invito. (Sì, probabilmente voi sapete che io vivo a Milano da tredici anni. Anche chi mi ha invitato lo sa, se per questo).

Come potete leggere, la grande strategia komunikativa del MoVimento Cinque Stelle Torino è “Riusciamo arrivare a 20.000 invitati?”. Io sono un’anima semplice, e pensavo che quello che fosse importante sarebbe arrivare a tot partecipanti, ma evidentemente non ho capito nulla di come funzioni la politica. Aggiungo anche che il MoVimento Cinque Stelle Torino non è molto sicuro delle competenze degli iscritti alla propria pagina facebook, considerando le istruzioni a prova di idiota che sono state indicate in quello status. Istruzioni, tra l’altro, che sono accuratamente state preparate in modo che non occorra azionare alcun neurone per chiedersi quali amici effettivamente invitare… ma già, come sono stupido. Se l’importante è arrivare a 20.000 invitati, non è che ci si possa mettere a cercare il pelo dell’uovo: lo slogan diventa «Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.» Se pensano di avvicinare la gente alla politica così, siamo messi davvero male.

(Nota per il pentastellato che volesse commentare: avrei scritto esattamente la stessa cosa per un invito arrivatomi da un qualunque altro partito accoppiato a uno status di quel genere)