Ieri nel tardo pomeriggio dovevo essere a Monza, centro città. Ho pensato a cosa sarebbe significato andare da Milano a Monza nell’ora di punta, ho pensato che non dovevo portare nulla, e così mi sono detto “Perché non andare in treno?” A quell’ora ce n’è uno ogni quarto d’ora, e in diciassette minuti vado da Porta Garibaldi a Monza.
Bene, prendo la bicicletta e la lascio in stazione. Poi vado a fare il biglietto: mi presento all’edicola e vedo che il tipo davanti a me – che voleva anche lui un biglietto per Monza – se ne va con le pive nel sacco perché sono finiti. Torno indietro alle emettitrici di biglietti: sono due, ed entrambe non possono “momentaneamente” emettere biglietti. Guardo la coda alla biglietteria, venti persone per uno sportello. Provo a cercare un’altra edicola, la trovo, chiedo un biglietto chilometrico per Monza. “Li abbiamo finiti, però le posso dare questo”, e mi dà un coso arancione della SAL s.r.l. – Lecco, “biglietto di corsa semplice – treno+bus”, autolinea Oggiono-Milano. Boh, prendo, corro al binario 15 dove sta per partire un treno per Chiasso, chiedo alla controllora “Questo treno ferma a Monza?” e alla risposta affermativa proseguo “E questo biglietto va bene?” La tipa lo guarda e dice di sì. “Bene, dove lo timbro?” “Ah, la macchinetta era nel sottopassaggio….” Alla fine, impietosita, me lo oblitera a mano.
Tutto semplice, vero?
PS: il biglietto che ho comprato costa 1.45 €. Quello del treno è da 1.50, mentre il bus Milano Centrale-Monza costa 1.40. Misteri dell’unificazione.
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Klip
Scopiazzando Gianluca Neri, ho pensato di aggiungere una Klip per queste notiziole. Per maggiori informazioni sul sistema, guardate le pagine di KlipFolio.
la “pace di Ginevra”
Per chi non ne sapesse nulla, tra qualche giorno un gruppo di intellettuali e politici (di secondo piano…) israeliani e palestinesi firmeranno – appunto a Ginevra – una proposta di pace per porre fine… alla Guerra dei Sei Giorni. Sì, in pratica si partirebbe da lì. La proposta impegnerebbe i palestinesi a rinunciare al ritorno dei profughi e a mettere fine al conflitto; Israele ad una divisione di Gerusalemme vecchia e a restituire ai palestinesi il 97% della Cisgiordania e la Spianata delle Moschee.
Ora, l’idea di mettere le cose nero su bianco è indubbiamente una Cosa Buona: ricordo che nemmeno negli accordi di Oslo c’era stato qualcosa del genere, e infatti si è visto cosa è successo. Il testo dell’accordo, almeno per quanto se ne sa, è più o meno quello che ci si può ragionevolmente aspettare, punitivo per entrambe le fazioni ma che permetterebbe di avere una pace.
Ma come si può sperare che possa mai essere messo in pratica? Resterà semplicemente un sogno. A volte mi chiedo se invece che fare le marce per la “pace astratta” non potremmo inventarci qualcosa per costringere qualcuno ben preciso a pensarci su, e a lasciare perdere i suoi pre-giudizi.
Cecità selettiva
Ieri sono andato in ufficio più tardi, verso le 10:30. Arrivato con la metro a Famagosta, sento uno che fa “compro biglietti!”. Passato con il bus intercomunale davanti al Forum di Assago, vedo un gruppetto di persone, una delle quali con un cartello con su pennellato “cerco biglietto”. Bene, dico, ci sarà qualche manifestazione. Guardo sui due giornali gratuiti cosa c’è, e non leggo nulla. Strano, penso. La sera chiedo ad Anna se sapesse chi si era esibito: lei risponde di no. Oggi, poi, mi fa “ah, ho sentito il giornale radio: ieri c’è stato Robbie Williams”.
Io sono ragionevolmente convinto che la notizia fosse presente con titoloni vari anche nei miei due giornaletti: eppure non l’ho vista. Sarà qualcosa di grave?
Calzio
Dai giornali di oggi
Oggi non ce l’ho fatta a prendere Metro, ma gli altri due quotidiani gratuiti mi hanno datto delle grosse soddisfazioni.
Iniziamo da Leggo, che ha dedicato una pagina alla “Baby tech”, con l’altalena autodondolante e i passeggini ultraleggeri a tre ruote con ammortizzatore frontale e ruote gonfiabili antisdrucciolo. Purtroppo non sembra ci siano ABS e airbag. Girando pagina, si trova una statuaria fotografia di tale Alena Seredova, con didascalia che didascaleggia ricordandoci che la signorina è attrice e modella, “oltre che compagna di Edoardo Costa”. Sapessi chi è il signor Costa… La rubrica “C’è posta per Maria” con la De Filippi (mai chiamata per cognome!) è naturalmente fuori concorso.
City, però, vince incontestatamente la sfida. Iniziamo da pagina uno, con la bambola Primopuel, “il cui nome ha origini latine” nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, che può pronunciare 280 frasi “grazie a vari sensori sparsi sul suo corpo”, e che viene comprato da ragazze single (giapponesi) dai 20 ai 30 anni, “in cerca di un partner con cui divertirsi quando si sentono sole”. Scusate se penso male, ma mi chiedo come si divertano.
Scopriamo poi che dopo dieci anni in Bahrein finalmente le donne potranno guidare l’auto con lo hijab, il tradizionale velo islamico; che Ötzi, la mummia tirolese, non si è mai allontanata dall’Alto Adige, o almeno così dicono i suoi isotopi. Infine, quello che per Metro era un trafiletto, qui è diventato un articolo completo: è stata diagnosticata la Sindrome di Hogwarts che colpisce con una forte emicrania per due o tre giorni chi sta leggendo il libro. Oggi ho mal di testa anche senza leggere il libro, però.
google, link sponsorizzati, dialer
Io generalmente faccio le ricerche con il google internazionale, perché sono uno snob. Ieri sera ho usato il PC di Anna che – come tutti per default – usa la versione italiana: la chiave di ricerca è stata enigmistica cruciverba free, e mi sono arrivati tre link sponsorizzati, con queste descrizioni:
- Tutto sull’ enigmistica, quiz, rebus, cruciverba, enigmi. Dialer
- Gioca con noi, enigmi, rebus, parole crociate, ecc. Dialer
- Migliaia di cruciverba, test e parole crociate, gioca con Dialer
(il neretto è mio). Non che ci abbia cliccato su, soprattutto via modem…
Adesso avevo riprovato a fare la stessa ricerca per documentarla, e non mi sono trovato nessun link sponsorizzato. Ci ho pensato un attimo, ho usato google.it al posto di google.com, e mi sono ritrovato i miei simpatici dialer sponsorizzati (ne sto provando uno adesso, vediamo quando si accorge che sono su una linea dedicata :-)
La domanda che mi faccio non è tanto sulla differenza tra la versione italiana e quella americana, posso immaginare che sia più logico demografizzare il pubblico (anche se la chiave di ricerca era comunque formata da parole italiane, quindi solo chi comprende l’italiano l’avrebbe fatta). Non è nemmeno sul dialer in sé, ma è molto più sottile. Perché dicono tutti che sono dei dialer? È forse un modo per pararsi le spalle di Google? (il sito che ho provato non aveva nessun avviso di questo tipo al suo interno)
<em>Il segreto dell'uovo sodo</em>
Il libro (autore Len Fisher, Longanesi, 320 pagine, 17.50 €, ISBN 88-304-2023-9) ha come sottotitolo “la scienza della vita quotidiana”, e l’autore in effetti parla della fisica e della chimica di processi assolutamente normali, come ad esempio la cottura dell’uovo sodo (lo sapevate che bollendo un uovo nel metanolo il tuorlo non si rapprenderà mai?). Non poteva mancare naturalmente un capitolo sulla “fisica del sesso”, che deluderà chi sperava chissà cosa – anche se spiega come funziona il Viagra.
In generale, però, confesso che il libro mi ha un po’ deluso. L’autore cerca di parlare come il tipo della porta accanto, e riempie il testo di aneddoti più o meno curiosi, ma ogni tanto si dimentica di quello che sta facendo, e usa paroloni tecnici e no: quasi a dire “manteniamo le distanze, neh?”. Avrei preferito qualcosa sullo stile di “Scienza in casa”, per chi ricorda i primi numeri di Le Scienze