Da Isabel trovo la segnalazione di questo preprint (di un fisico, ma non è che ci si possa sempre pretendere il massimo) che ha fatto alcune verifiche con modelli probabilistici su quale sia il sistema più veloce per imbarcare le persone in un aeroplano. Sorprendentemente, si vede che il sistema usato di solito, “prima quelli in fondo e poi quelli davanti”, è tra i peggiori, preceduto solo dal sistema “prima quelli davanti, poi quelli in fondo” che significa fare per forza un tappo mentre la gente mette la propria roba sulla cappelliera [*]. I metodi migliori sembrerebbero essere dividere in quattro gruppi (file pari e dispari, lato desto e sinistro) oppure in stile cipolla (prima finestrino, poi centrali, infine corridoio): il tutto naturalmente impedendo praticamente all’ultimo gruppo di trovare posto per i propri bagagli.
[*] Nell’articolo non è stato considerato l’usuale metodo italiano noto anche come grumo osmotico davanti all’ingresso.
Archivi autore: .mau.
mezzo grado
Ieri sono stato al Lidl (alla Lidl?) a comprare il lettore DVD in offerta (anche HDMI, il che non mi serve a nulla visto che la nostra tv 14 pollici avrà una dozzina d’anni: ma non si sa mai…) e già che c’ero mi sono preso a diciannoveeuroenovantotto la “stazione meteorologica” (niente link, la roba vecchia viene buttata via dal sito per fare posto a quella nuova). Di per sé ne avevo già una, sempre Lidl: però aveva il piccolo problema che il sensore esterno consumava più pile a bottone di quelle che servono a Supercar per mantenere tutte le sue lucine. Il nuovo modello funziona a pile AA, che si possono ricaricare: speremm.
Il vero problema è che ho messo vicino i due termometri, li ho lasciati per tutta la notte a riposare, e stamattina quello nuovo continua a segnare mezzo grado di temperatura in più dell’altro (ieri sera la differenza variava tra 0.4 e 0.6 gradi, quindi direi che il risultato è costante). Come tutti sanno, il modo migliore per non sapere più che ora è consiste nell’avere due orologi: in questo caso l’ora che le due stazioni indicano è la stessa – e ci credo, visto che vengono sincronizzati via radio – ma la temperatura no. Sarà un diabolico piano per (a) mostrare che effettivamente stiamo arrivando al riscaldamento globale e (b) convincere le proprie mogli/compagne che poi non sta facendo così freddo? Non so. Al limite mi preccupa di più che l’igrometro vecchio segnasse 24% di umidità e quello nuovo 38%.
randm
Sicuramente (beh, quasi) sapete che cosa è tumblr: un raccoglitore pubblico di cose trovate in rete, che assomiglia a un blog ma non è un blog. Anch’io ho un tumblr, se non ve ne foste accorti: di per sé è indicato da qualche parte qui nella pagina delle notiziole, ma forse dovrei modificare il template.
Bene: Phonkmeister segnala che è possibile ottenere automaticamente una segnalazione a caso da un tumblr, attaccandoci dietro “/random”. Quindi (quasi) chiunque cliccherà su http://mau.tumblr.com/random troverà qualcosa di diverso che in un momento della mia vita ho trovato interessante.
Due soli appunti: manca un casualizzatore “globale” su tutto il sito, e poi io avrei appunto scritto “randm” invece che “random” :-)
Certo che il pc è cool!
parole matematiche: equazione
(la lista delle parole matematiche si trova qua!)
Le equazioni, nell’uso corrente, indicano qualche cosa di astruso, il simbolo stesso dell’incomprensibilità. Se uno “parla per equazioni”, significa infatti che sta cercando di fare in modo che a nessuno sia concesso di comprendere gli alti concetti che sta esprimendo… Forse, ma proprio forse, qualche iniziato potrà avere una pallida idea, ma senza esagerare. Secondo me tutto questo è nato perché la q e la z, due lettere dal suono duro e piuttosto rare in italiano come ben sa chi gioca a Scarabeo, si coalizzano per far sì che esca fuori questo significato; senza contare naturalmente la paura che la matematica incute sempre al 97% della popolazione.
Eppure la radice latina della parola “equazione” è la stessa di “equo”, non naturalmente nel senso di cavallo (equus) ma di “giusto” (aequus). E in effetti le prime occorrenze in italiano di “equazione”, che risalgono addirittura al XIV secolo, hanno proprio il significato di “uguaglianza, pareggiamento”. Bisogna aspettare il 1712 perché Guido Grandi si prenda la parola e la porti nel mondo della matematica, con il significato appunto di uguaglianza. In effetti, se ci pensate bene, in un’equazione c’è un segno di uguale. Ancora nel diciannovesimo secolo, quando il termine entra anche nell’ambito della chimica, rimane in quel significato; è solo col passare degli anni che l’enfasi si sposta alla risoluzione, e quindi al trovare il valore dell’incognita o delle incognite ivi presenti… fino appunto ad arrivare all’incomprensibilità di cui scrivevo all’inizio!
Instapaper
Non so voi, ma io vedo sempre pacchi di pagine web che penso essere interessanti, ma non ho tempo di leggere subito: mi salvo da qualche parte l’url, e poi mi dimentico di copiare i link da qualche parte per vedermeli a casa.
Quello che mi serviva è Instapaper. Registrazione che più minimale non si può, di per sé basta solo un nome utente (la password è facoltativa :-) ). Un bookmarklet per aggiungere la pagina web alla lista con un clic. Tutto qua: come si sa, meno roba c’è più è facile che il tutto funzioni.
Tanti kudos a Marco Arment!
memoria storica cancellata
Stavo per scrivere una notiziola di apprezzamento per la decisione del Corsera, che ha reso accessibile l’archivio testuale dal 1992 in poi.
Poi sono andato all’archivio, e ho provato a fare una ricerca: risultato, una pagina bianca. Ho provato a cambiare ricerca (qualcosa tipo “Ratzinger” nel 2005… ): niente. Ho provato a cambiare browser, prendendo un IE6 senza optional: niente.
È vero che magari la colpa è del mio proxy che potrebbe fare delle brutte cose, ma mi sa che la notizia è come minimo un po’ prematura :-)
Aggiornamento: (11:10) adesso funziona. Insomma, la notizia non era troppo prematura :-)
Ritorna il pieno apprezzamento per il Corsera!
Tornano i (quasi) perfidi ebrei?
Quando ho letto questo articolo (di Marco Tosatti, che sarebbe poi il vaticanista de La Stampa…) mi sono stupito. Ricambiano la preghiera del venerdì santo? Poi mi sono messo a leggere bene l’articolo, e ci ho capito ancora meno.
Cito direttamente la prima frase: «La nuova preghiera del venerdì santo (limitata però al rito “vecchio”, quello praticato da una limitatissima minoranza di cattolici), e reso possibile in maniera più ampia qualche mese fa da un “motu Proprio” è stata accolta con una reazione estremamente dura da parte delle autorità religiose ebraiche.» Garantisco che non sono riuscito a capire se Ratzinger ha approvato una nuova preghiera universale per il venerdì santo per il rito tridentino, o semplicemente rimane il vecchio testo, dove non si prega più pro perfidis Judaeis – quello l’aveva già tolto Roncalli – ma comunque c’erano parole non esattamente ecumeniche. Guardando in giro, sono riuscito a scoprire che la risposta giusta è purtroppo la prima: qua c’è il testo della preghiera, che riporto qui sotto in originale (nel sito c’è anche una traduzione in italiano).
« Oremus et pro Iudaeis
Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum.
Oremus. Flectamus genua. Levate.
Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen ».
Avevo già scritto a suo tempo dei miei dubbi sul tornare ad accettare come ufficiale il rito tridentino. I dubbi sono ancora maggiori con questo testo. D’accordo, questa è una preghiera della chiesa cattolica, e dal loro punto di vista è ovvio che la salvezza è in Cristo. Però c’è modo e modo di mettere le cose, e ad esempio si poteva dire qualcosa tipo “per mezzo di Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini arrivino alla salvezza”, senza che lo debbano “riconoscere” né che debbano “entrare con tutte le genti nella Tua Chiesa”. Sigh,