Notizie non pervenute

Mia mamma vive in un paesino di montagna abbastanza sperduto e quindi con difficoltà ad avere un prete anche a mezzo servizio: Don Meo, l’ultimo parroco, è ormai messo davvero male e non ce la fa più da qualche anno. Nelle ultime due estati è così arrivato un giovane prete etiope, don Speranza (il suo nome in tigrino è Tesfa, che appunto significa “speranza”), che se non ho capito male stava studiando in Italia. L’anno scorso non spiccicava quasi una parola in italiano, quest’estate andava un po’ meglio, a parte gli “angéli” :-)

Stamattina, al telefono, mia mamma mi fa “ti ho detto di don Speranza?” e alla mia risposta negativa mi racconta che era tornato in patria ma pare che ci sia una repressione da parte del regime locale e quindi gli hanno suggerito di scappare: è prima andato in Germania da alcuni parenti, e adesso dovrebbe essere ospitato dal parroco giù a metà della valle dove vive mia mamma. In effetti ho fatto una ricerca e ho trovato questo articolo di ottobre che parrebbe confermare la storia. Mi chiedo solo come mai non se ne sia sentito parlare…

7 comments

    • Hai ragione, la mia ignoranza non mi fa sapere dov’è esattamente il Tigrè, anche per la guerra in corso tra Etiopia ed Eritrea…

  1. Mia mamma ha passato i primi 5 anni della sua vita in Africa ad Asmara e Adì Ugri ai tempi delle colonie (tornò in Italia profuga con le navi bianche della Croce Rossa nel ‘42/‘43) e da piccola aveva imparato il tigrino, poi dimenticato. 50 anni e passa dopo, ascoltando alla radio o tv un quiz dove si doveva indovinare la lingua di una frase, ebbe “un’agnizione” e riconobbe la lingua e comprese il senso.