Poste online: adelante con juicio

Lunedì ho provato a iscrivermi al sito poste.it. Compilo tutti i campi, e mi arriva un messaggio di errore: codice fiscale già presente. Ci penso su un attimo, e mi viene in mente che nello scorso millennio avevo un conto corrente postale, il che probabilmente significa che mi ero anche iscritto al sito. Con che password? Boh. Quello che è peggio è che mi veniva detto che la password non mi sarebbe stata spedita all’indirizzo email – non avrei saputo quale, ma comunque probabilmente ce l’ho ancora a disposizione – ma al mio numero di telefono, vale a dire probabilmente tre numeri fa. Per fortuna, però, non avevo inserito il telefono e quindi mi si invitava ad andare all’ufficio postale.
Erano le 16: prendo l’app per prenotare e scopro che non c’erano più posti disponibili. Vabbè, un po’ prima delle 18 provo ad andare lo stesso nell’ufficio al Formigonio, prendo un numero, vedo che ho dodici persone davanti a me e tre sportelli aperti, ma poi vedo che qualcuno ha lasciato un numero che sta per essere chiamato: faccio finta di nulla, prendo il numero e vado allo sportello. L’impiegata in effetti trova un record a mio nome, con dati piuttosto scaduti: completa tutto (a dire il vero l’email ha dato errore, ma mi ha detto che è sempre così e comunque ho anche aggiunto la PEC), salva… e va a prendere un modulo cartaceo, spiegando che “comunque vogliono anche questo”. Notate: non ha stampato i dati per chiedermi poi di firmarli (e già qui ci sarebbe stato qualcosa da dire, visto che ho SPID livello 2): ha proprio dovuto riscrivere a mano la mia parte anagrafica.
Direi che c’è ancora qualcosa che non va.

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