costi – benefici – Toninelli

Leggendo l’analisi costi-benefici per il Terzo Valico, almeno secondo quanto riportato da Repubblica, mi sono accorto di una cosa. Toninelli spiega che i costi supererebbero i benefici per 1 miliardo e 576 milioni, compresi «per esempio i minori ricavi dei concessionari autostradali oppure 905 milioni di euro di accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio modale da strada a ferrovia». Evidentemente, quei costi sono misurabili, mentre il vantaggio di avere meno camion sulle strade no e quindi non sono valide, o almeno non sono state esplicitate dal ministro. Ma attenzione! «Il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro di soldi pubblici. Di conseguenza il Terzo Valico non può che andare avanti.» Non mi è ben chiaro come sono stati fatti i conti: probabilmente sono stati inseriti anche il «miliardo e mezzo già speso, per lavori già eseguiti, che non è contemplato nell’analisi giuridica, ma che a quel punto sarebbe speso per nulla.» Peccato che quei soldi siano comunque stati spesi, e quindi non possono entrare nel conto perché non verrebbero comunque ricuperati.

Insomma, se si leggono i numeri nudi e crudi bisognerebbe fermare l’opera, ma Toninelli dice di no, che si farà, pur con l’arrampicata sugli specchi “ma allora i binari devono arrivare fino al porto” (mah, sul sito lo dicono già, ma d’altra parte credo che i binari ci siano già). Qualcuno sa spiegarmi se non ha capito nulla lui, non ho capito nulla io oppure è giusto un po’ di fumo negli occhi?

2 comments

  1. Sul terzo valico sono impreparato quanto Toninelli, però un discorso molto simile se non uguale lo si può fare per la TAV (dove sono molto più documentato).

    Lì il problema sono le penali (delle imprese che si sono aggiudicate gli appalti relativi e che ricorrerebbero in massa) e la tenaglia europea che bloccherebbe i fondi E rivorrebbe indietro quelli erogati, con la differenza non trascurabile che li detrarrebbe dai fondi da erogare.

  2. Quindi il rapporto costi benefici tiene conto delle accise? Cioè, lo stato calcola il guadagno sul carburante consumato? Quindi una strada meno efficiente e, più probabilità ha di essere costruita?
    Tutto ciò mi sembra molto stupido…