Invisibili!

Ieri c’è stato uno sciopero generale di otto ore del comparto telecomunicazioni, per sollecitare il riavvio delle trattative per il rinnovo del contratto scaduto alla fine dell’anno scorso. Per la cronaca, nell’aborto di trattativa avuto fino ad ora non si è nemmeno pensato a parlare di soldi, nel senso che non c’è mai stata una controproposta aziendale alla piattaforma unitaria della Triplice (o a quella dei Cobas o a quella UGL, a dirla tutta): si è ancora fermi alla richiesta di AssTel, la Confindustria delle TLC, di separare il contratto per i call center da quello di base, in modo da poter legalmente far loro guadagnare ancora di meno.
Sapevate che c’era uno sciopero? Probabilmente no. Le telefonate vanno avanti da sole, il settore è regolamentato quindi ci deve anche essere qualcuno precettato (no, non è il termine corretto: diciamo “comandato”) per andare a riparare i guasti urgenti. La mattina è stato fatto un presidio (non un corteo, che magari sarebbe stato visto da qualcuno in più) davanti alla sede di Assolombarda: saremo stati in trecento, senza non dico una telecamera ma neppure il microfono di un’internet radio. Insomma, completamente invisibili. (Ah, il numero di bandiere UGL aumenta sempre più: ce n’erano più di quelle Cisl e Uil. I risultati RSU non li premiano così tanto, ma sicuramente si fanno vedere)

Ultimo aggiornamento: 2012-09-18 12:42

5 pensieri su “Invisibili!

  1. robxyz

    Lavorando nella stessa tua azienda è quello che penso anch’io da diverso tempo, mi chiedo che risultati possano dare scioperi di questo tipo nei quali non viene creato un minimo disservizio a chiccessia. Sarà perchè viaggiando in treno mi rendo mio malgrado conto sulla mia pelle, a ritmo di quasi uno sciopero al mese, di cosa significhi creare problemi a tutti quando i macchinisti semplicemente bloccano i treni, o come succede ultimamente ritardano a bella posta il rientro in servizio a sciopero ultimato vanificando pure la fascie di garanzia. Arrivo paradossalmente a pensare che così si fa un favore all’azienda, la quale risparmia la retribuzione per quel giorno di astensione. E al momento nulla si sa circa il seguito dopo due anni di contratto di solidarietà, se mai vedremo il premio di risultato quest’anno e altre cosette del genere. Intanto mi godo le trattenute di settembre per l’ennesima legge-rapina sul fondo telefonico, come se domani dicessero: “cinque anni fa hai avuto un maglione verde nell’armadio per almeno un anno? Allora paghi cinque euro.”, la logica sembra la stessa.

  2. .mau.

    @robxyz quello di ieri era il classico sciopero “contiamoci”, uno dei riti della contrattazione sindacale (come per esempio la “ristretta”. Se uno guarda il testo dei contratti, vede che ci sono millanta persone sia da parte aziendale che sindacale, ma in realtà quando decidono che bisogna chiudere si trovano sì e no mezza dozzina per parte, e gli altri li si lascia fuori ad aspettare).
    Della grassazione avevo parlato due settimane fa: la mia analogia era “hanno deciso di fare una revisione degli estimi catastali degli anni ’80, e quindi se allora avevi una casa oggi devi pagare di più”. Bella logica, no?

  3. .mau.

    @Alessandro: che avrebbero aderito in pochissimi era nello stato delle cose, che non sapessero nemmeno dello sciopero è però un po’ peggio… (anche da parte del sindacato, non ci credo che non ci siano bacheche)

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