Oggi Google festeggia con un doodle video quello che sarebbe stato il settantesimo compleanno di John Ono (già Winston) Lennon.
Ultimo aggiornamento: 2010-10-08 13:38
Oggi Google festeggia con un doodle video quello che sarebbe stato il settantesimo compleanno di John Ono (già Winston) Lennon.
Ultimo aggiornamento: 2010-10-08 13:38
Alcuni dei miei amichetti sono insigniti del titolo di Commentatore Abituale, il che significa che i loro commenti appaiono senza che io debba preventivamente approvarli.
ff (che non è FriendFeed) mi segnala che di per sé il link alla pagina di recupero password funzionava, ma mandava a una pagina dove si può indicare il proprio indirizzo email; ma il link successivo, dove si può mettere una password nuova, non aveva il pulsante di submit. Ho dato un’occhiata al codice, è una schifezza assurda, e quindi mi sono limitato a mettere una toppa; a quanto pare ora funziona. Buon cambio password :-)
Ultimo aggiornamento: 2010-10-08 07:00
In quest’epoca di ebook e in cui molti scambiano la trasmissione di Giacobbo per scienza, ha senso produrre libri di carta che parlano di scienza, e soprattutto fatti per i cittadini-che-non-leggono-ancora? Daniele Gouthier e Luciano Celi pensano di sì, tanto che hanno fondato una nuova casa editrice scientifica, Scienza Express. Leggendo il loro Manifesto, oltre a quella punta di pazzia si può notare come non pensino tanto ai best seller (anche se poi immagino sarebbero ben felici di averne in catalogo!) quanto ai long seller. I libri di scienza non hanno infatti un’esondazione di vendite che poi si blocca dopo pochi mesi, ma hanno un flusso continuo per degli anni, o almeno lo avrebbero se fossero disponibili. Ecco il perché di una struttura dove l’informatica non serve per convertire i libri in bit ma dà la possibilità di mantenere un catalogo negli anni.
Nel 2011 sono previste undici uscite: è possibile fare un – diciamo – abbonamento e averli tutti per 95 euro. E per chi non può fare a meno di FacciaLibro c’è anche la pagina relativa. Buone letture!
Ultimo aggiornamento: 2010-10-07 14:50
Grazie alla condivisione di Zar di un post di MarkCC, ho potuto deliziarmi con questo esempio di FAIL, tratto chiaramente da FailBlog. Per chi non lo conoscesse, FailBlog raccoglie immagini di cose e azioni evidentemente sbagliate, per fare quattro risate. In questo caso la risata è doppia, perché nei commenti di FailBlog sono in tanti a chiedersi “embè? che c’è di sbagliato?”
Per chi non può o non vuole vedere l’immagine qui sopra, c’è un problema (con tre stelle, quindi definito molto difficile da chi ha preparato i fogli del test) che dice “Maria ha impiegato 10 minuti per segare in due parti una tavola di legno. Se lavorerà alla stessa velocità, quanti minuti le occorreranno per segare un’altra tavola in tre parti?” Il malcapitato studente (uso il maschile perché la calligrafia mi sembra maschile, ma potrebbe benissimo essere una studentessa) ha risposto “20” e l’insegnante gli ha cassato la risposta, spiegando che se per due pezzi ci vogliono 10 minuti allora per quattro pezzi ci vorranno 20 minuti e quindi per tre pezzi bastano 15 minuti.
I miei ventun lettori sono molto intelligenti; magari a primo acchito avrebbero risposto anche loro “15 minuti” ma sapendo che c’è qualcosa sotto si saranno messi a pensarci su e avranno capito cosa c’è sotto senza continuare a leggere due righe sotto.. No, la risposta non è come quella di un commentatore di MarkCC che scherzando dice “magari la seconda tavola era larga solo il 75% della prima?”. Molto semplicemente, per segare in due parti una tavola basta un singolo taglio, e per segarla in tre ne occorrono due, quindi lo studente aveva ragione e l’insegnante torto marcio, il che non è affatto bello come esempio per le nuove generazioni.
A questo punto è giunto il momento di un coming out. In un compito di matematica alle medie dovevamo trovare l’area di una tovaglia che copriva un tavolo quadrato di lato un metro, sapendo che la tovaglia pendeva di 15 cm per lato. Io ho subito detto “beh, il perimetro del quadrato è 4 metri, quindi la parte che non sta sul tavolo ha un’area di 0,6 m2 e l’area totale è di 1,6 m2… Insomma, il FAIL è sempre in agguato!
Ultimo aggiornamento: 2010-10-07 09:54
Repubblica fa un articolo sulla crisi delle biblioteche italiane, cui sono tagliati i fondi e che rischiano di chiudere e/o di non poter più acquistare nuovi libri, tanto che si chiede alla gente di regalare loro i libri già letti oppure si studiano nuove possibilità di sponsorizzazione dei nuovi acquisti.
A parte stupirmi che chi ha scritto l’articolo non ha nemmeno accennato alla direttiva europea che impone un pagamento agli editori per le opere nele biblioteche (vedi Non pago di leggere) mi chiedo se chi ha scritto l’articolo si è spostato dall’isola ancora felice di Emilia e Toscana. Nella biblioteca di quartiere che io frequento relativamente spesso è vero che i nuovi acquisti sono ridotti da un pezzo al lumicino; ma è anche vero che non ci sarebbe comunque spazio per collocare altri libri, a meno di buttarne via alcuni. Il prestito interbibliotecario funziona molto bene, per fortuna, e non è mica quel problema riportato nell’articolo: se il problema è che il lettore deve sempre poter sfogliare le ultime novità prendendole dagli scaffali aperti, si può tornare al vecchio sistema delle case chiuse, dove le ragazze… pardon, le opere comprate da poco vengono ruotate da una biblioteca all’altra durante i primi mesi.
Ma poi la domanda sorge spontanea: sono davvero cresciuti gli utenti delle biblioteche che prendono libri in prestito? La nostra nazione sta finalmente tirando su una razza di italici lettori? Io inizierei da lì, e poi tornerei indietro ai problemi delle biblioteche.
Ultimo aggiornamento: 2010-10-06 14:13
Eduardo Mendoza è un giallista, potremmo dire. Ma dobbiamo dirlo con molta attenzione, visto che è forse meglio parlare di parodista. Tanto per dire, in questo libro (Eduardo Mendoza, L’incredibile viaggio di Pomponio Flato [El asombroso viaje de Pomponio Flato], Giunti 2008 [2008], pag. 192, € 12.50, ISBN 978-88-09-06159-0, trad. Francesca Lazzarato) il protagonista, un patrizio romano dell’ordine equestre che soffre pesantemente di problemi intestinali, viene ingaggiato da un ragazzino palestinese per dimostrare l’innocenza del padre Giuseppe, il falegname della cittadina di Nazaret, accusato di avere ammazzato il ricco Epulone. Come avrete intuito, il bimbo è Gesù, e la storia è piena di personaggi e brani evangelici, che in quel contesto suonano molto strani. Le abilità di Pomponio come detective ricordano quelle del dottor Watson, ma alla fine tutto si risolve per il meglio. Ottima la traduzione, che mantiene lo stile di una versione dal latino (ma la Lazzarato è la curatrice della collana, quindi immagino che se si è scelta questo libro l’aveva apprezzato); non concordo solo con la scelta del termine “inculare”, che nel contesto mi pare stridere troppo.
Ultimo aggiornamento: 2010-10-06 07:00
– Si lamentano in tanti perché Romani è stato nominato ministro dello Sviluppo Economico, dicendo che è un amichetto di Berlusconi, e che ha sempre fatto i suoi voleri, e che adesso lo strapotere di Silvio nelle televisioni aumenterà ancora di più, e che c’è un enorme conflitto di interessi. Però Romani era prima viceministro alle Comunicazioni; tutti i danni che poteva eventualmente fare li ha fatti lì. Cosa mai potrebbe fare di più all’Industria?
– (a Galatea che si chiede se qualcuno ha fatto una foto della faccia di Calearo, quando hanno annunciato il nome del nuovo ministro: io più che altro mi chiedo se qualcuno ha registrato il sospiro di sollievo di Uòlter Ueltroni.
– Il Corsera piange perché non si fa l’Alta Velocità tra Milano e Trieste, e fa dire al presidente della commissione infrastrutture della Confindustria veneta che «nel 2014 l’intera A4 arriverà alla saturazione e quindi spostare le merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia è necessario due volte». Che c’entra tutto questo con l’alta velocità?
– Il PdL si lamenta del Copasir: la commissione che dovrebbe controllare i servizi segreti è a loro parere squilibrata perché ci sono troppi finiani e quindi non c’è più la proporzionalità richiesta. Molto opportunamente a sinistra stanno tacendo: forse si ricordano che in questa legislatura la presidenza della commissione (che va storicamente all’opposizione) era stata data a Rutelli come premio per avere perso le elezioni al comune di Roma, ma non appena Cicciobello andò via dal PD per fondare l’API gli venne subito tolta per consegnarla a Minimo d’Alema.
– Berlusconi ha perfettamente ragione quando afferma che il Pm De Pasquale sta facendo dei giochetti contro la legge per spostare avanti la data della prescrizione per il processo Mills. Mi chiedo quanti dei suoi elettori si siano accorti che la sua è un’implicita ammissione di colpevolezza (non che potesse fare chissà cos’altro, viste le motivazioni della condanna a Mills)
Ultimo aggiornamento: 2010-10-05 12:01
Ne hanno già parlato in tanti, della sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio (detto in altro modo, ha sentenziato che il reato non c’era affatto) la condanna inflitta al direttore del sito web Merateonline che era stato denunciato dall’allora ministro Roberto Castelli e dal sindaco di Calco Giuseppe Magni per omesso controllo, visto che a loro detta nel sito sarebbe stata pubblicata una email che affermava che i due non avessero effettivamente ricevuto una lettera contenente dei proiettili come da loro affermato, ma il tutto fosse stato architettato dai due per farsi pubblicità. Il testo in questione non era presente negli archivi del sito; non sta a noi stabilire se era stato cancellato (prima o dopo la querela).
I punti che mi paiono interessanti sono vari. Il primo è che il direttore di Merateonline Claudio Brambilla era stato assolto in secondo grado… o meglio, il reato era stato dichiarato estinto per avvenuta prescrizione. Brambilla però non c’è stato, non voleva una macchia del genere, ed è stato lui a ricorrere in Cassazione… più o meno quello che fanno svariati uomini politici, no? La seconda cosa è che nella sentenza si afferma che se il direttore fosse stato d’accordo con quel testo allora il reato non sarebbe stato di omesso controllo bensì di diffamazione: questo sembrerebbe implicare che la cosa più importante da farsi è prendere immediatamente le distanze da eventuali commenti illeciti postati su una testata online. Ma il punto chiave è l’ultimo; nella sentenza si legge che la Corte ha accettato la tesi difensiva secondo cui in questi anni l’articolo 57 del codice penale (quello appunto sull’omesso soccorso) è stato più volte modificato in questi anni, ma il legislatore non ha mai inserito una clausola equiparante la stampa telematica a quella cartacea, e quindi si deve supporre che non la considera equiparabile. Naturalmente questa è una brutta notizia, perché darà una marcia in più a chi vuole rendere più difficile la possibilità di avere siti liberamente commentabili (cosa che è diversa dal diffamare, nel caso non ve ne siate accorti). State attenti.
Ultimo aggiornamento: 2010-10-04 22:41