c’è qualcuno che compra Libero?
Statisticamente è possibile che tra gli affezionati lettori delle mie notiziole ci sia qualcuno che acquista il quotidiano fondato da Vittorio Feltri e attualmente diretto da Maurizio Belpietro. Oppure magari qualcuno potrà finire qua da un motore di ricerca, oppure leggermi via Facebook. Vabbè: se c’è qualcuno di lorsignori, sarebbe così gentile da spiegarmi cosa può importare loro che Piero Marrazzo sia stato fermato a un posto di blocco con un trans, ma importare così tanto da pensare che sia Una Buona Cosa metterlo come titolono a tre quarti di pagina in una giornata in cui non è che non fosse successo proprio nulla?
Che uno fosse stato candidato come governatore di una regione solo perché era un giornalista che conduceva una trasmissione di inchiesta piuttosto seguita a me è sempre sembrata una grande idiozia. Ma in questo momento – e spero che l’ipotetico acquirente di Libero lo sappia – non ha alcun incarico politico, quindi non deve rispondere nemmeno moralmente all’opinione pubblica di quello che sta facendo (per quanto riguarda la responsabilità penale, persino a Libero sono stati costretti a scrivere che il fermo è semplicemente stato fatto per un controllo di routine e non è stata imputata alcuna accusa al giornalista Rai). Quindi il solito tentativo di caciara “ma tanto sono tutti uguali” non è che funzioni così bene, almeno fino a quando anche a destra non inizieranno a lasciare la politica. Tralascio il banale fatto che i dati relativi alle preferenze sessuali di una persona sono dati sensibili e quindi non dovrebbero nemmeno essere pubblicati: se uno compra certa stampa, credo non ci faccia molto caso. Altre possibilità non è che mi vengano in mente: è proprio per questo che chiedo lumi!
