religione, wikipedia

Come dare scandalo (in senso cattolico)

La mia religione mi vieta di leggere cosa scrive certa gente. Purtroppo però, partecipando ai social, mi trovo amici e conoscenti che condividono cose; e se le condividono in troppi vado contro ai miei dettami. (Però continuo a non leggere i commenti se non una volta ogni mese o due, giusto per ricordarmi di com’è la gente). Così mi sono trovato questi due tweet di Mario Adinolfi.

Per la parte che riguarda Wikipedia, la risposta è molto semplice: Wikipedia non è l’anagrafe né la Gazzetta Ufficiale, quindi non può fare altro che riportare le notizie scritte da fonti autorevoli. Per amor di cronaca, una decina di minuti prima del secondo tweet di Adinolfi il luogo di morte era stato aggiunto, con relativa fonte. Vabbè, Adinolfi non sa come funziona Wikipedia. Ce ne faremo una ragione, e magari cercheremo di spiegare meglio come funziona. Ma non è quello il vero punto del mio post.

Sulle prime non avevo capito perché Adinolfi si lamentasse della mancanza del luogo della morte della Carrà, fino a che qualcuno ha scritto che probabilmente era convinto che fosse andata in Svizzera per poter avere l’eutanasia. Chiaramente dal punto di vista della dottrina della Chiesa cattolica – e Adinolfi si professa cattolico – dare scandalo è un peccato gravissimo. Quello che però Adinolfi pare non aver letto è il Catechismo della chiesa cattolica, che al §2284 recita «Lo scandalo è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male.» Ora, se Adinolfi avesse scritto qualcosa tipo “Raffaella Carrà ha voluto uccidersi e finirà tra le fiamme dell’inferno” sarebbe stata una frase di pessimo gusto come tante delle sue, ma avrebbe avuto un certo qual senso dal punto di vista di un cattolico (nemmeno del tutto, perché non possiamo sapere se in punto di morte si fosse pentita). Ma il fatto stesso che non avesse voluto rendere pubblica la sua scelta fa sì che l’ipotesi alla base dello scandalo non c’è: non ha indotto nessuno a compiere il male.

Anzi, a dirla tutta è proprio Adinolfi che con le sue insinuazioni può avere indotto qualcuno a pensare all’eutanasia. Ma probabilmente lui non si rende conto di avere dato scandalo.

obituary

Raffaella Carrà

Raffaella Carrà me la ricordo da sempre alla tv, e aveva già cominciato a lavorare nel cinema prima che io nascessi. Quando ero bimbetto non è che potessi capire il Tuca-Tuca; ed essendo io notoriamente parecchio fuori del mondo, nemmeno da più grande trovavo poi qualcosa di scandaloso se cantava “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”. Ecco, fossi stato a Bolzano magari mi sarei un po’ arrabbiato, ma non era il mio caso.

Quello che mi è sempre piaciuto di lei è stato il suo reinventarsi, andare in Sudamerica, poi fare la diva in Spagna, tornare in Italia a far contare fagioli: tutte cose che non è che a me siano mai interessate, ma che mostravano delle capacità fuori dal comune di farsi amare. D’altra parte se Gianfranco D’Angelo faceva la sua parodia con “le taumaturgiche lacrime” qualcosa sarà ben voluto dire, esattamente come il fatto che fosse un’icona LGBT decenni prima che la cosa potesse essere anche di moda, o che l’anno scorso il Guardian le avesse dedicato un lungo omaggio. (A proposito di omaggi, qui c’è quello di RaiPlay).

io, io-2021, link, wikipedia

Video: Come va Wikipedia?

La scorsa settimana Luca Martinelli (Sannita) e il sottoscritto (.mau.) siamo stati intervistati da Marco Ardemagni e Massimo Famularo di LiberiOltre a proposito dei vent’anni di Wikipedia. È uscito un video di più di un’ora. (Non ho controllato se c’è stata una postproduzione, ma credo che sia stato messo in linea direttamente senza tagli).

Non avevamo una scaletta specifica e quindi abbiamo molto divagato, ma secondo me siamo riusciti a far capire qual è la filosofia dietro a chi si prodiga per far sì che Wikipedia resti una risorsa utile per tantissima gente: fare le cose non per vantaggio nostro ma pensando ai fruitori.

giochi, giochi-2021

Quizzino della domenica: scegli la carta

Cecilia ha mischiato un mazzo di 52 carte e ne ha presa una a caso. Dopo averla guardata, mi dice “indovina che carta ho?” Io le faccio notare che ho solo una probabilità su 52 di indovinarla, e le chiedo un aiuto. Lei risponde “Hai ragione. Facciamo così: puoi farmi una domanda sulla carta, alla quale io possa rispondere solo sì oppure no. Dopo la mia risposta, potrai cercare di indovinare la carta”. Quale di queste tre domande mi conviene fare? (a) “La carta è rossa?” – (b) “La carta è l’asso di fiori?” – (c) “La carta è una figura?” (fante, donna, oppure re).

[il mazzo di carte]
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p526.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Alex Bellos; immagine da FreeSVG.)


rec-2021, recensioni

Introduzione all’Information Literacy (ebook)

Che cos’è l’information literacy? Domanda intelligente. Il primo capitolo di questo libro (Maurizio Lana, Introduzione all’Information Literacy : Storia, modelli, pratiche, Editrice Bibliografica 2020, pag. 371, € 18,99 (cartaceo: €30), ISBN 978-88-9357-153-1) raccoglie definizioni dalle più diverse fonti ed è la parte peggiore del testo, anche perché Lana spesso ripete quanto citato… e comunque non c’è una definizione vera e propria. Se superate questo scoglio, però, sarete ricompensati. Il libro nasce dal punto di vista dei bibliotecari, però credo che possa essere utile a chiunque per imparare a trattare l’informazione, non tanto dal punto di vista informatico – anche se oggi esso fa da padrone – quanto da quello di una persona che abbia bisogno di cercare le risposte ai suoi dubbi. Questa non è una necessità dei soli studiosi; tutti noi ne abbiamo bisogno. Il punto di vista “bibliotecario” è utile per esempio quando si parla della fake news. Lana non le tratta direttamente, ma fa una verifica puntuale sui testi che ti insegnano a trovarle, mostrando che non sono poi così immediati come sembrerebbe a prima vista… In definitiva, un libro che permetterà di diventare cittadini più informati.

admin

Statistiche del sito per giugno 2021

A magio dicevo che si era toccato il fondo; a giugno allora stiamo scavando. I visitatori unici sono stati 15275 per 33990 visite; le pagine accedute sono state 106361 con 201845 hit. Domenica 27 giugno ci sono state meno di 1000 visite. SemrushBot ha usato metà della banda totale, e mi sa che devo decidermi a bloccarlo o almeno throttarlo.

Anche questo mese la Top5, a parte il solito “eupnoico”, è tutta con post scritti nel mese:

  1. Eupnoico: 1302 visite
  2. Io ci rinuncio: 351 visite
  3. Vaticano contro DDL Zan: 324 visite
  4. Disastrofilia: 289 visite
  5. Prima dose: 276 visite

Distanziamenti e quadrati ha ancora 1302 accessi. Fuori dai blog, Romanaccio ha 1281 accessi. Per questo mese, null’altro da segnalare.

wikipedia

Lo sapete che c’è anche il 2×1000?

Quando si deve pagare le tasse sappiamo da decenni dell’esistenza dell’8×1000 alle chiese che hanno stretto un accordo con lo stato italiano e del 5×1000 alle associazioni non lucrative. Se non lo sapessimo siamo comunque martellati dalla pubblicità. Wikimedia Italia – che non gestisce Wikipedia in lingua italiana ma la promuove, oltre a occuparsi della promozione della cultura libera: non smetterò mai di ripeterlo – può ottenere da anni il 5×1000, che è una parte preponderante delle nostre entrate.

Quello che non tutti sanno è che ora è possibile anche destinare il 2×1000 non solamente ai partiti politici, come una volta, ma anche alle associazioni culturali. Se quindi preferite dare il vostro 5×1000 ad altri enti ma ci volete comunque bene c’è questa nuova possibilità. Il codice fiscale da usare è 94039910156. (No, non si può dare il 2×1000 a un partito e a un’associazione culturale, dovete fare una scelta).

Per massima trasparenza, qui trovate l’elenco di tutti gli enti ammessi al 2×1000, e qui trovate sia il bilancio 2020 che il bilancio sociale 2020; quest’ultimo non era ancora obbligatorio, ma abbiamo voluto portarci avanti col lavoro.

[EDIT] Per una strana congiuntura – nel 2020 abbiamo ricevuto i fondi del 5×1000 di due anni – il bilancio solidale 2020 era obbligatorio. Non è stato comunque un grande problema, perché l’avevamo già cominciato ad approntare.

wikipedia

OpenStreetMap ha problemi di sede legale

OpenStreetMap è spesso detta “la Wikipedia delle mappe”, perché ha lo stesso approccio: creare una mappa del mondo liberamente usabile e modificabile da chiunque. In effetti Wikimedia Italia fa parte della OpenStreetMap Foundation, ma questa è stata una nostra scelta: Wikimedia Foundation e OpenStreetMap Foundation sono entità separate, e persino le licenze d’uso per i materiali contenuti in Wikipedia e OpenStreetMap, anche se entrambe libere, sono differenti. Tra l’altro WMF è americana, mentre OSMF è britannica.

A quanto pare è proprio questo un problema. Il Guardian scrive che OSMF sta pensando di spostare la sede dall’UK nell’Unione Europea. La mia personale ipotesi è che quello che preoccupa la Foundation non sono tanto le spese finanziarie per le transazioni, e neppure il fatto che non possano avere un dominio .eu (tanto sono .org…) quanto la mancata protezione della loro base dati. In UE abbiamo una direttiva (la 96/09) che dà un diritto sui generis (quindi separato dal copyright) a chi ha creato una base dati. Da quanto ho capito, anche se i singoli dati presenti nel database sono liberi non è permesso copiare tutta la base dati, o anche solo una porzione notevole. Noi di Wikimedia Italia siamo contrari a questo concetto, ma abbiamo poche speranze che anche nella revisione che sta per essere fatta la situazione migliorerà. Ma quello che conta è che essendo questa una direttiva europea, dopo Brexit gli inglesi non sono più tenuti a rispettarla…

Vivere in un mondo interconnesso non è mai una cosa semplice, insomma.

Torna in alto