Good Omens (libro)
Io non ho la prima edizione rilegata, ma posseggo coumunque il paperback originale del 1991 di Good Omens acquistato al tempo, con la carta ormai ingiallita e uno sgorbio che dovrebbe essere un autografo di Pratchett: non ricordo se mi era arrivato – dall’ormai chiuso Andromeda Bookshop britannico – già autografato o se me l’ero portato quando Pterry venne a Milano nel 2007. Dopo aver visto la miniserie televisiva mi sono accorto che mi ricordavo alcune battute ma non mi ricordavo come andasse avanti la storia: è anche possibile che trent’anni fa il mio inglese fosse parecchio peggiore di quanto lo sia oggi. Ho così deciso di rileggermi il libro (Terry Pratchett e Neil Gaiman, Good Omens, Corgi 2019 [1990], pag. 412, Lst. 8,99, ISBN 9780552176453) e ho fatto alcune scoperte. Innanzitutto è vero che c’è stato un aggiornamento dei personaggi. Pepper nell’originale è rossa di capelli, con la pelle del viso che a volte spunta tra le lentiggini; Gabriele è solo nominato per caso in un punto; il finale in St. James’s Park non vede il rapimento di Aziraphale e Crowley. Ma la miniserie è stata davvero fedele all’originale, con digressioni riportate praticamente verbatim. In compenso mi ricordavo di altre digressioni non presenti nella trascrizione televisiva :-) Quello che ho notato, a parte divertirmi ancora una volta, è che il romanzo ha un punto di vista più filosofico; il concetto “noi contro loro” è trattato molto più seriamente, e credo sia il punto intorno al quale si era condensato il libro. Insomma, è valsa comunque la pena di rileggerlo!

Pensavo di saperne abbastanza sulle definizioni di “libero” nel mondo digitale, ma mi sono dovuto ricredere dopo aver letto questo libro (Carlo Piana,
Ho preso questo libro (Judea Pearl e Dana Mackenzie,
Il giudizio su questa graphic novel (Andrew e Jennifer Granville,
Nulla di male nel decidere di comporre una rapida carrellata di filosofi dall’antichità a oggi, lasciando delle pillole di ciascuno. Sicuramente poi saper disegnare e quindi fare degli schizzi dei protagonisti è un plus. Anche lo stile è divertente, e ben tradotto da Rossella Franceschini. Per esempio divide la storia dei filosofi in tre periodi e ricorda che tipicamente il filosofo «non è sposato: nell’antichità amava i ragazzi, nel Medioevo la Chiesa e nei tempi moderni il suo ego». Detto tutto questo, il libro (Helme Heine,
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al
Per primissima cosa, un plauso alla traduzione del titolo di questo libro, già pubblicato nel 2008 e ora uscito in una nuova edizione (Daniel J. Levitin,
Graphic novel scritta da Amedeo Balbi e ben disegnata da Rossano Piccioni, questo libro (Amedeo Balbi e Rossano Piccioni,