Good Omens (miniserie tv)
È uscita l’anno scorso, ma Anna e io ce lo siamo guardati solo la scorsa settimana. Good Omens, miniserie su Prime Video, è… beh, è Good Omens. Io avevo comprato e letto il libro nel lontano 1991, la mia copia – ormai ingiallita – è anche autografata da Terry Pratchett, e mi sono accorto che non me lo ricordavo mica bene, tanto che ho deciso di rileggerlo. Quello che però ricordavo era una serie di battute che mi sono trovato pari pari nella serie, il che significa che Gaiman è stato molto attento nella trasposizione.
Per chi non conoscesse la storia, la Terra è arrivata ormai alla sua fine; l’Apocalisse sta entrando nel pieno dell’azione; i quattro Cavalieri (con l’Inquinamento a sostituire la Pestilenza, che si era stancata) sono in sella alle loro moto; le corporation del Paradiso e dell’Inferno sono pronte alla Battaglia Finale… ma l’angelo Azraphel e il demone Crowley (née Crawly) non sono poi così d’accordo. Dopo seimila anni insieme sulla Terra hanno instaurato ormai una specie di bromance, e poi si sta così bene sul pianeta! Michael Sheen e David Tennant nella parte dell’improbabile duo sono semplicemente favolosi, e tutta la storia scorre esattamente come ci si potrebbe aspettare dall’opera di due scrittori umoristi un po’ noir. Vale la pena di guardarla!

Se un matematico come Steinhaus parla di problemi matematici “elementari”, potete essere certi che non lo dice nel senso di “facili”. Questo vecchio libretto (Hugo Steinhaus,
[Nota: esiste la traduzione italiana di Daniele Didero,
Castelvecchi sta pubblicando una collana di instant-ebook sulla pandemia CoVid-19. Io ho letto in prestito digitale via MLOL questo libretto (Roberto e Pietro Battiston,
Come sapete, ogni tanto do uno sguardo ai libri di matematica ricreativa della metà del secolo scorso. Questo (Philip Heafford, Great Book of Math Puzzles, Sterling Pub 1993 (1959), pag. 96, ISBN 9780806988146) non è molto diverso dalla media: di ricreazioni vere e proprie ce ne sono ben poche. Trovate invece – oltre che problemi che non oserei assegnare a scuola… – molte definizioni di terminologia più o meno ancora usata al giorno d’oggi. La curiosità maggiore è forse la nomenclatura legata agli archi (quelli di pietra e mattoni, non quelli matematici!) Potete tranquillamente farne a meno.
Il colore è qualcosa che noi diamo per assodato. Ma non è sempre stato così, e soprattutto ci porta una quantità di suggestioni di cui noi ci accorgiamo nemmeno. Riccardo Falcinelli in questo bel libro (Riccardo Falcinelli,
Se siete tra coloro che non hanno ancora capito come mai tutti parlino di algoritmi senza spiegare cosa sono, probabilmente questo libro (Ennio Peres,
Devo dire che quest’ultimo libro di Anna Cerasoli (Anna Cerasoli,