Fatti di musica (libro)
Per primissima cosa, un plauso alla traduzione del titolo di questo libro, già pubblicato nel 2008 e ora uscito in una nuova edizione (Daniel J. Levitin, Fatti di musica : la scienza di un’ossessione umana [This Is Your Brain on Music], Codice 2019² [2006, 2008], pag. 273, € 26, ISBN 9788875788162, trad. Susanna Bourlot). Il titolo originale, come spiega il testo, è un riferimento alla frase “Your brain on drugs”, perché la musica può fare un effetto sul cervello simile a quello delle droghe. Levitin racconta cosa (non) si sa su come il nostro cervello gestisce la musica, con uno stile a volte un po’ ripetitivo ma comunque apprezzabile; la traduzione di Susanna Bourlot è scorrevole, anche se io mi sono trovato un po’ a disagio con tutte le note (del redattore, non sue) che a mio parere rallentavano la lettura. Fate attenzione ad alcuni refusi, soprattutto nella parte iniziale dove Levitin fa un corso accelerato di teoria musicale: se non sapete già un po’ di cosa si parla potreste essere tratti in inganno…

Graphic novel scritta da Amedeo Balbi e ben disegnata da Rossano Piccioni, questo libro (Amedeo Balbi e Rossano Piccioni,
È naturale che sia stata Quodlibet, che ha una lunga tradizione al riguardo, a pubblicare questo libro (Stefano Tonietto,
È uscita l’anno scorso, ma Anna e io ce lo siamo guardati solo la scorsa settimana. Good Omens, miniserie su
Se un matematico come Steinhaus parla di problemi matematici “elementari”, potete essere certi che non lo dice nel senso di “facili”. Questo vecchio libretto (Hugo Steinhaus,
[Nota: esiste la traduzione italiana di Daniele Didero,
Castelvecchi sta pubblicando una collana di instant-ebook sulla pandemia CoVid-19. Io ho letto in prestito digitale via MLOL questo libretto (Roberto e Pietro Battiston,
Come sapete, ogni tanto do uno sguardo ai libri di matematica ricreativa della metà del secolo scorso. Questo (Philip Heafford, Great Book of Math Puzzles, Sterling Pub 1993 (1959), pag. 96, ISBN 9780806988146) non è molto diverso dalla media: di ricreazioni vere e proprie ce ne sono ben poche. Trovate invece – oltre che problemi che non oserei assegnare a scuola… – molte definizioni di terminologia più o meno ancora usata al giorno d’oggi. La curiosità maggiore è forse la nomenclatura legata agli archi (quelli di pietra e mattoni, non quelli matematici!) Potete tranquillamente farne a meno.