Intelligenza artificiale (ebook)
È abbastanza interessante notare come in questo libro (Stefano Quintarelli et al, Intelligenza artificiale : Cos’è davvero, come funziona, che effetti avrà, Bollati Boringhieri 2020, pag. 153, € 9,99 (cartaceo € 16), ISBN 9788833935584) ci siano un nome noto, quello appunto di Quintarelli; un nome immagino noto nel mondo dei media, quello di Claudia Giulia Ferrauto che ha anche fatto la redazione del libro, e quattro giovani ricercatori: Francesco Corea, Fabio Fossa, Andrea Loreggia, Salvatore Sapienza che mi sa abbiano fatto la maggior parte del lavoro sporco. Ancora più interessante la scelta di non specificare chi ha scritto cosa… Dal mio punto di vista di anzyano che pur non avendo avuto a che fare con l’AI se l’è trovata spesso vicina il testo è troppo leggero. Per dire, il capitolo 2 è giusto un excursus storico, il 3 sui grandi temi è comunque a livello (di temi etici) estremamente alto. Anche quando nel seguito si parla di interazioni uomo-macchina ed etica, si rimane a livello molto più superficiale di quanto per esempio si può trovare in Superintelligenza di Nick Bostrom. L’unica parte che ho trovato davvero nuova è la trattazione di tipo economico, dove si mostra come il “commesso intercambiabile” dei negozi odierni ha il vantaggio per le aziende di costare di meno e quindi trasferire valore dalla persona al mercato. In definitiva, se non sapete nulla di intelligenza artificiale al di fuori dei titoloni apocalittici il libro vi sarà utile; se però avete già una qualche conoscenza potete farne a meno.

La filosofia della matematica è ancora meno studiata della filosofia della scienza, o perlomeno è meno nota al pubblico anche colto. Si sente parlare di Popper e Kuhn, se non proprio di Lakatos e Feyerabend: ma per la filosofia della matematica? Ho preso così questo libretto (Ettore Casari, La filosofia della matematica del ‘900, Sansoni 1973, pag. 95), che pur avendo ormai quasi mezzo secolo di vita permette di avere un rapido compendio dello sviluppo della materia, dai primi vagiti a inizio dell’Ottocento fino alla metà del secolo scorso. Il compendio in realtà occupa sì e no un terzo del libro, perché Casari ha scelto poi di presentare alcuni stralci delle opere dei filosofi in questione, in modo da permettere al lettore di vedere le loro parole vere e proprie (ancorché tradotte). In definitiva, il testo non è certo per il grande pubblico, ma secondo me ha ancora un suo valore.
[Il vantaggio di leggere una review copy è che lo posso recensire prima ancora che esca :-)]
Vabbè, il titolo ufficiale di questo libro (Carlo Toffalori,
Ultimo volume della raccolta dei racconti di Clarke, qui (Arthur C. Clarke, Terra e spazio vol. 4, Urania Collezione 200, pag. 373, € 6,90, trad. vari) partiamo dal 1960 in poi, stranamente non in ordine cronologico. La vena scientifica appare al massimo: pensate a Vento solare, con le navi spinte dalle vele che catturano la pressione del sole, o La creatura degli abissi, dove si propone di generare elettricità dalla differenza di temperatura tra l’acqua marina superficiale e quella dei fondali (beh, in effetti questa idea non è ancora stata proposta in pratica). Oramai la Luna conta poco, e si può andare su Marte o addirittura su Giove (“Incontro con Medusa”), se non addirittura verso le stelle (“Il continuum del filo”, non mi aspettavo un racconto così bello scritto da Clarke nel 1997). Certo che se in quarta di copertina si parla del racconto “Gli anelli di Saturano” uno può chiedersi quale possa essere la cura nella progettazione; a parte le traduzioni di Abramo Luraschi dove ogni tanto la grammatica salta, come fa Enzo Verrengia a tradurre “for each pound of payload” (presumo) con “per mezzo chilo di carico utile”? Lui compra le cose a mezzi chili?
Premessa: io amo dire di avere studiato armonia sulle canzoni dei Beatles. In realtà una quarantina abbondante di anni fa avevo letto una buona metà del Rimsky-Korsakov, senza capirci davvero molto. Insomma si può dire che sono un falso principiante. Il mio problema con questo libro (Massimo Colombo,
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al
La cosa buffa dell’edizione di questo libro (Alberto Alessi, La fabbrica dei sogni, Electa 2003 [1998], pag. 128, s.i.p.) che ho preso direttamente dallo spaccio Alessi di Omegna è che non ha un ISBN ma un EAN da prodotto vero e proprio. Se non ho capito male, dopo l’edizione hardback di Electa il signor Alessi si è fatto stampare un’edizione di dimensioni ridotte da offrire ai suoi clienti. Diciamo che il testo è molto piacione, ma oltre a vedere il catalogo Alessi dello scorso millennio si riesce anche ad avere un’idea di come pensino i designer.