Big Data, Big Dupe (libro)
Come contraltare a Caos quotidiano che aveva tessuto le lodi della non-strtutturazione ho preso questo libretto (Stephen Few, Big Data, Big Dupe : A Little Book About a Big Bunch of Nonsense, Analytics Pr 2018, pag. 84, € 13,20, ISBN 9781938377105) che ha una tesi completamente diversa: i Big Data non sono altro che l’abbindolamento che ci fa chi vende hardware e servizi di rete. Per amor di completezza, Few con i dati ci lavora; la sua tesi però – esposta in capitoli dai titoli esplicativi “Big Data, Big Whoop”, “Big Data, Big Confusion”, “Big Data, Big Illusion”, “Big Data, Big Ruse”, “Big Data, Big Distraction”, “Big Data, Big Regression”, è che in realtà non c’è nulla di davvero nuovo, nemmeno la grandezza relativa dei dati in questione; quello di cui abbiamo bisogno è avere persone in grado di comprendere i dati, e non credere che le macchine possano fare tutto da sole. Quello che funziona in realtà non sono i Big Data, ma per esempio il machine learning. Generalmente io sono d’accordo con Fry, anche se non arrivo alle sue posizioni talebane di un movimento Slow Data. D’altra parte, il penultimo capitolo “Big Data, Big Brother” dimostra che questi dati vengono usati eccome…
Ultimo aggiornamento: 2021-09-22 22:14

L’informatica come disciplina teorica ha più o meno ottant’anni di vita, ma si è già ritagliata un posto di tutto rispetto… che però è ancora poco conosciuto anche a chi studia materie scientifiche. Ben venga pertanto un libro come questo (Bruno Codenotti e Mauro Leoncini,
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al
Jean-Paul Delahaye è un matematico francese che ha tenuto per qualche decennio la rubrica di giochi matematici su Pour la Science, l’edizione francese di Scientific American. In questo libro (Jean-Paul Delahaye, Le Fascinant Nombre Pi, Pour la Science 1997, pag. 224, ISBN 9782902918256) racconta la storia di pi greco, partendo però con due capitoli iniziali sulle definizioni e le curiosità legate al numero, per non spaventare troppo i lettori, e terminando con alcune considerazioni sulla sua normalità e aleatorietà, o meglio sui concetti generali in matematica… anche perché non è che si possa applicarli in modo semplice, almeno per il momento. Ho trovato il libro piuttosto interessante, anche perché diverso dalle trattazioni che si trovano in giro.
Devo dire che speravo molto di più da questo libretto (Maria Pia Rossignaud e Derrick De Kerckhove,
Weinberger è uno dei nomi più noti per quanto riguarda l’evoluzione del nostro approcciarci con la tecnologia. Il fatto che sia filosofo di formazione lo aiuta sicuramente a evitare le trappole del tecnicismo troppo spinto e ad avere uno sguardo più ampio. Devo dire però che in questo libro (David Weinberger,
Togliamoci subito il dente: questo mini-ebook (Rossella Panarese,
Che cos’è l’information literacy? Domanda intelligente. Il primo capitolo di questo libro (Maurizio Lana,