I racconti del libraio (ebook)
Confesso di essere rimasto deluso da questo libro (Martin Latham, I racconti del libraio [The Bookseller’s Tale], Rizzoli 2021 [2020], pag. 408, € 9,99 (cartaceo: € 18), ISBN 9788831804110, trad. Elena Cantoni e Carlo Capararo). Tra i vari capitoli, l’unico davvero interessante è l’ultimo, dove Latham parla della sua esperienza: anche quello sui cercatori di libri è carino, la seconda parte è passabile, ma la prima parte è davvero noiosa, e la traduzione di Elena Cantoni e Carlo Capararo non mi pare abbia fatto molto per ravvivarlo. È un peccato, perché l’idea non era affatto male; ma molte delle storie mi sono sembrate un affastellamento di nomi e date senza un quadro di insieme.

All’apice della Beatlemania i Quattro di Liverpool non erano famosi solo per la loro musica ma anche per le risposte che davano durante le conferenze stampa, in tempi tra l’altro in cui non c’erano certo i social media manager a preparare il tutto in anteprima. In questo libro (Jem Roberts,
Come contraltare a Caos quotidiano che aveva tessuto le lodi della non-strtutturazione ho preso questo libretto (Stephen Few,
L’informatica come disciplina teorica ha più o meno ottant’anni di vita, ma si è già ritagliata un posto di tutto rispetto… che però è ancora poco conosciuto anche a chi studia materie scientifiche. Ben venga pertanto un libro come questo (Bruno Codenotti e Mauro Leoncini,
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al
Jean-Paul Delahaye è un matematico francese che ha tenuto per qualche decennio la rubrica di giochi matematici su Pour la Science, l’edizione francese di Scientific American. In questo libro (Jean-Paul Delahaye, Le Fascinant Nombre Pi, Pour la Science 1997, pag. 224, ISBN 9782902918256) racconta la storia di pi greco, partendo però con due capitoli iniziali sulle definizioni e le curiosità legate al numero, per non spaventare troppo i lettori, e terminando con alcune considerazioni sulla sua normalità e aleatorietà, o meglio sui concetti generali in matematica… anche perché non è che si possa applicarli in modo semplice, almeno per il momento. Ho trovato il libro piuttosto interessante, anche perché diverso dalle trattazioni che si trovano in giro.
Devo dire che speravo molto di più da questo libretto (Maria Pia Rossignaud e Derrick De Kerckhove,
Weinberger è uno dei nomi più noti per quanto riguarda l’evoluzione del nostro approcciarci con la tecnologia. Il fatto che sia filosofo di formazione lo aiuta sicuramente a evitare le trappole del tecnicismo troppo spinto e ad avere uno sguardo più ampio. Devo dire però che in questo libro (David Weinberger,