Ci sono bambini a zig-zag (libro)
Altro libro che mio figlio avrebbe dovuto leggere e non ha fatto (peggio per lui). Non avevo mai letto nulla di Grossman, ma devo dire che questo libro (David Grossman, Ci sono bambini a zig-zag [יש ילדים זיגזג], Mondadori 2018³ [1994], pag. 336, € 12, ISBN 9788852016578, trad. Sarah Kaminski ed Elena Loewenthal) è scritto davvero bene (ed è ben tradotto da Sarah Kaminski ed Elena Loewenthal). Il racconto – tecnicamente in flashback anche se la cosa non è importante – si svolge nell’Israele del 1970, con il protagonista Nono – figlio di un poliziotto che lavora a Gerusalemme – che viene mandato a fare un viaggio in treno come sorpresa prima del suo bar mitzvah. Solo che le cose non vanno come previsto, e c’è una sorpresa ancora maggiore, che Nono scoprirà man mano, dopo tutta una serie di sue ipotesi completamente sbagliate. D’accordo, la storia è molto improbabile, ma Grossman riesce a scriverla in modo che sembri verosimile… ammesso che qualcuno riesca a fermare un treno in corsa :-)

Nelle conclusioni del libro (Steven Strogatz afferma che era una vita che voleva raccontare la storia del calcolo infinitesimale pensando a chi matematica non ne sa né vuole saperne. Il risultato è un testo (Steven Strogatz,
Premessa per gli interessati: questa brevissima prolusione (Alessandro Padoa,
Nella mia caccia a libri sul pi greco, ho trovato anche questo (Alfred S. Posamentier e Ingmar Lehmann,
Non è che sia tutta illustrata, la teoria dei numeri spiegata in questo libro (Martin H. Weissman,
Io ho sempre apprezzato i libri di Anna Maria Testa, anche per il modo in cui scrive. In questo caso, però, (Anna Maria Testa,
Beh, di Instagram non se ne parla moltissimo in questo libro (Riccardo Falcinelli,
Se la matematica è un mistero, soprattutto per un ragazzino, perché non metterla sotto forma di giallo? Questa è l’idea che Tommaso Castellani ha preso come base per questo libro (Tommaso Castellani,