La ribellione del numero (libro)
Più di trent’anni fa io lessi questo libro (Paolo Zellini, La ribellione del numero, Adelphi 1985, pag. 274, ISBN 9788845906299) e non ci capii nulla. Ora, forte di una conoscenza un po’ migliore della storia e della filosofia della matematica, mi sono nuovamente cimentato, ma i risultati non sono stati molto migliori. Sicuramente sapevo come muovermi tra la maggior parte delle citazioni, e quasi tutti i nomi non mi erano ignoti. Però mi è restata questa sensazione di non riuscire a capire dove Zellini voleva andare a parare. Certo, ora mi è chiaro che dal suo punto di vista la “crisi dei fondamenti” non è stata affatto tale: la “libertà” completa che i matematici di fine ‘800 volevano avere non esiste e non può esistere, ma il fatto stesso che la matematica non possa essere completamente formalizzata lascia un tipo di libertà del tutto diverso e probabilmente più interessante. (Se si riuscisse a dimostrare tutto, che farebbero poi i matematici?) Ma è probabile che nel testo ci sia molta roba in più che però a me risulta irraggiungibile.

Sempre a causa delle letture estive assegnate a mio figlio, ho ripreso in mano questo secondo libro di Sherlock Holmes (Arthur Conan Doyle,
Conoscevo Ziegler per il suo LIBRO (il maiuscolo è doveroso) sulle più belle dimostrazioni matematiche. In questo caso (Günther M. Ziegler,
Secondo romanzo di Castellani, in questo libro (Tommaso Castellani,
Premessa: questo libro (William Storr, 
