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_La matematica e la realtà_ (libro)

9788843077113 Ultimo libro di Israel pubblicato mentre era in vita, in realtà questo testo (Giorgio Israel, La matematica e la realtà : Capire il mondo con i numeri, Carocci 2015, pag. 155, € 15, ISBN 9788843077113) è la terza riscrittura di un suo saggio, Modelli matematici, con solo qualche aggiunta. Diciamo che cambiare titolo non è una bella cosa. Premsso questo, veniamo al testo vero e proprio. Il primo capitolo, che è anche il più vecchio, è sicuramente il più pesante come esposizione, e non mi ricorda per nulla il polemista che amavo leggere: per fortuna gli altri capitoli sono più leggeri come stile. Peccato per la forma che è più per addetti a lavori che per il grande pubblico (ehm, parlare di grande pubblico per questi temi fa un po’ ridere…), perché il suo punto di vista, vale a dire il significato di un modello, è davvero interessante oltre che probabilmente corretto. Partendo da esempi reali e introducendo il passaggio dall’equazione esponenziale alla logistica per modellare certe dinamiche della realtà, Israel rovescia il paradigma di questi ultimi decenni, vale a dire l’irragionevole efficacia della matematica. Quello che noi facciamo è semplicemente cercare i modelli più semplici possibili e verificare se c’è un accordo con la realtà, che è molto più complessa e non potremmo mai racchiudere tutta in formule matematiche già con la meccanica, e non parliamo dei sistemi biologici. Proprio perché Israel questi temi li conosceva bene, le sue critiche sono molto più valide degli sproloqui di chi parla credendo di sapere tutto solo perché ha conoscenze umanistiche che a suo dire comprendono tutto e di più.

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_Numeri : La creazione continua della matematica_ (libro)

9788833974071Di testi che raccontano di come nascono i vari tipi di numeri ne ho letti a bizzeffe, credo di aver scritto qualcosa anch’io. Però garantisco che questo libretto (Gabriele Lolli, Numeri : La creazione continua della matematica, Bollati Boringhieri, pag. 138, € 14, ISBN 9788833926056) è di gran lunga il migliore che abbia mai trovato.
Gabriele Lolli è a volte piuttosto pedante – tenete conto che lui non fa divulgazione ma scrive saggi scientifici, che sono una cosa piuttosto diversa. Ma in questo caso direi che ha trovato la giusta via per dare uno sguardo di insieme su tutti i vari tipi di numeri che i matematici si sono inventati nei millenni e soprattutto per dare una visione non solo storica ma anche strutturalista: un conto è infatti vedere come è sorto il bisogno di definire certi tipi di numeri, ma bisogna anche considerare cosa è poi successo negli ultimi cent’anni, quando i matematici si sono guardati indietro e hanno deciso di fare un po’ d’ordine in quella che era una costruzione cresciuta a spizzichi e bocconi, e senza un piano preciso. (Sì, i matematici hanno questa brutta abitudine di voler rimettere le cose tutte belle precisine, e alla fine i poveri studenti si accorgono di non riuscire nemmeno a trovare un appiglio per aggrapparsi e capire quello che hanno davanti).
Il testo richiede comunque di avere un’idea almeno di base dei concetti che vengono trattati, mi affretto a precisare: però anche in poche pagine riesce a dare delle presentazioni fulminanti. Tanto per dire, ho finalmente capito come funzionano i numeri p-adici, che pure conoscevo almeno in teoria da trent’anni ma non ero mai riuscito a visualizzare in pratica. Chiunque abbia interessi nella fondazione della matematica si troverà sicuramente a proprio agio leggendo questo libro!

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_Genius at Play_ (libro)

9781620405932Nella prefazione di questo libro (Siobhan Roberts, Genius at Play : The Curious Mind of John Horton Conway, Bloomsbury 2015, pag. 480, $ 30, ISBN 9781620405932) si spiega che John Conway ha un ego così grande che si è scelto di usare una font specifica per trascrivere le sue parole Questo dovrebbe far capire a che tipo di biografia ci troviamo davanti. Non so esattamente quanto Conway sia noto al grande pubblico italiano: forse qualcuno conosce Life, che in fin dei conti è solo stato un suo interludio giovanile e che ormai lo infastidisce anche un po’. Come biografia il libro è probabilmente troppo involuto: c’è una specie di filo conduttore ma si continua a saltare dal passato al presente, e la memoria di Conway per minuzie come i dettagli della sua vita è praticamente nulla. Diciamo che la struttura del libro assomiglia molto a quella dell’ufficio di Conway. In compenso, quasi come un documentario – probabilmente se ne tirerebbe fuori uno niente male – le interviste ad altri nomi sacri della matematica sono interessanti perché ci permettono di vedere la matematica della fine del ventesimo secolo in modo più ampio. Non preoccupatevi se non avete mai capito nulla di matematica: continuerete a non capirla. Ma se siete attenti potrete capire perché c’è gente che la ama così tanto.

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_La matematica nel pallone_ (ebook)

9788865866498 “Rigore è quando arbitro fischia”. Immagino tutti ricordiate questa frase di Vujadin Boskov, anche se – come del resto succede a me – il calcio non è esattamente al centro dei vostri interessi. Bene: non vi siete mai accorti che quella frase non è altro che una definizione, proprio come quelle che si trovano nei libri di matematica? Ecco, Paolo Alessandrini, dopo il successo di La matematica dei Pink Floyd, stavolta ha scritto per la collana di ebook Altramatematica un librino sulla matematica nel pallone (al solito lo trovate a un euro e 99 su amazon, bookrepublic e negli altri store). Eh sì, anche nel giuoco del calcio abbiamo matematica, dalla trigonometria necessaria per capire come le azioni sulle fasce e quelle al centro del campo abbiano caratteristiche diverse agli studi per capire quali sono le caratteristiche vincenti per una squadra. Ma la cosa che mi ha più stupito è stato scoprire come il Brazuca, il pallone ufficiale per i Mondiali di calcio 2014, era fondamentalmente… un cubo! Tutta colpa del matematico ucraino Aleksei Pogorelov… ma se volete saperne di più dovete leggere il libro.

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_9 algoritmi che hanno cambiato il futuro_ (libro)

9788850331697C’è solo una cosa che non mi è piaciuta di questo libro (John McCormick, 9 algoritmi che hanno cambiato il futuro [Nine Algorithms That Changed The Future], Apogeo 2013 [2011], pag. 256, € 18, ISBN 9788850331697, trad. Virginio B. Sala): gli esempi sono così semplificati che spesso diventa difficile riuscire a capire esattamente qual è la relazione con i sistemi reali. Usare la moltiplicazione anziché l’elevamento a potenza può lasciare perplessi, perché tutti sanno fare le divisioni e non si capisce perché invece il logaritmo discreto sarebbe così difficile da calcolare. Allo stesso modo l’insistenza sui “trucchi” per trovare mi sembra un tentativo di far pensare che l’informatica sia un coacervo di metodi ad hoc. Ma questo probabilmente è un mio problema: il libro non è certo stato scritto per chi come me è nel campo e ha anche una formazione matematica, ma per avvicinare il lettore comune ai concetti informatici. È molto rivelatrice la confessione alla fine del libro, dove McCormick ammette che la sua idea iniziale era di un testo diverso – diviso in due parti, una con gli algoritmi “facili” spiegati e l’altra con una semplice presentazione degli algoritmi “difficili” – ma poi si è accorto che tutti gli algoritmi interessanti erano anche “facili”. La traduzione di Virginio B. Sala (nome che nella versione elettronica presa in prestito da MLOL non sono riuscito a trovare indicato, e ciò non è bello) è chiara e corretta.

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_La scienza della fantascienza_ (libro)

9788845278334 Saggio seminale di quasi venticinque anni fa, dopo una petizione online finalmente questo saggio (Renato Giovannoli, La scienza della fantascienza, Bompiani 2015 [1991], pag. 544, € 25, ISBN 9788845278334) è stato ristampato in edizione rivista e corretta. È davvero una bella cosa, perché mentre di saggi sulla fantascienza se ne trovano in giro tanti, questo è un unicum, perché organizza i testi secondo le teorie (più o meno…) scientifiche che vi appaiono. Chiaramente questo significa eliminare per esempio tutta la fantasy, e credo che molti apprezzeranno l’idea; ma soprattutto significa anche vedere come le nuove teorie scientifiche si sono man mano fatte strada anche nella fantascienza, e di come i vari autori hanno scelto di ovviare alle impossibilità teoriche scegliendo teorie più o meno eterodosse e riciclandole in vari modi. L’altra parte interessante che appare nel libro è una storia della fantascienza: molte idee infatti appaiono in nuce già cento e più anni fa, mentre ci sono autori come Robert Sheckley che si divertono a riprendere temi mainstram – se possiamo dare a una parte della fantascienza questa definizione – e rovesciarli come dei calzini. Sempre scienza, ma coniugata in modo diverso. Anche se le scienze dure fanno da padrone, abbiamo comunque anche alcuni capitoli dedicati alle altre scienze. Caldamente consigliato a chiunque ami la scienza e/o la fantascienza.

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_Il migliore dei mondi possibili_ (libro)

“Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. Chiunque abbia letto il Candido si ricorda certamente di come Voltaire abbia messo quell’affermazione sulla bocca di Pangloss come un tormentone, per irriderla. Magari però non sa che nasceva da una polemica con lo scienziato Maupertuis. Io l’ho scoperto leggendo questo libro (Ivar Ekeland, Il migliore dei mondi possibili : Matematica e destino [Les Meilleur des mondes possibles], Bollati Boringhieri 2014 [2001, 2004], pag. 298, € 13, ISBN 978-88-339-2530-1, trad. Carlo Tatasciore) dove Ekeland parte da Galileo e Huygens per mostrare come nell’era moderna la scienza sia venuta in soccorso della filosofia antica: il principio di minima azione, definito per l’appunto da Maupertuis, porterebbe a dire che il nostro universo è fatto così perché Dio (o la Natura, o semplicemente l’autoorganizzazione delle cose) non può che scegliere la via più breve per fare le cose.
Gran parte del testo è una bellissima cavalcata tra la storia della scienza e la filosofia della scienza, e fa scoprire tantissime perle matematiche, compresi gli errori dei grandi, che non si trovano certo nei manuali scolastici. Un po’ più debole la parte finale, dove l’idea che noi viviamo nel migliore dei mondi possibili è vista attraverso la biologia (l’evoluzione delle specie), l’economia (i mercati che si regolano da soli) e l’etica (il bene comune). Ekeland risponde alla domanda in modo negativo, mostrando come i controesempi abbondano e tutt’al più possiamo immaginare di vivere in un mondo localmente migliore, il che è già meglio di nulla.
La traduzione di Carlo Tatasciore lascia alquanto a desiderare. La scelta di prendere un esperto di filosofia per la traduzione è sicuramente da apprezzare, perché altrimenti si rischiava di non riuscire a spiegare i ragionamenti dell’autore. Ma quando si trova scritto che un triangolo è isoscele sebbene i due angoli alla base sono uguali, o si confondono i poligoni coi poliedri, c’è qualcosa che non va.

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_Le menzogne del web_ (libro)

Una delle tante cose che non capisco è perché la traduzione italiana di questo libro (Charles Seife, Le menzogne del web : Internet e il lato sbagliato dell’informazione [Virtual Unreality : Just Because the Internet Told You, How Do You Know It’s True?], Bollati Boringhieri “Nuovi saggi – 30” 2015 [2014], pag. 254, € 22, ISBN 978-88-339-7423-1, trad. Susanna Bourlot) non abbia potuto mantenere l’evocativo titolo originale “Irrealtà virtuale”, sostituito con un “Le menzogne del web” che è doppiamente falso: innanzitutto perché non si parla solo del web ma anche di media cartacei e aziende ben reali, e poi perché più che di bugie si parla di manipolazioni ai nostri danni. La rete è indubbiamente un importante ampllficatore, come Seife ben spiega, ma la maggior parte delle dinamiche esistevano già in passato, almeno in nuce. Quello che è cambiato è l’interconnessione tra le persone che è accresciuta in maniera incredibile e crea così fenomeni emergenti e la duplicabilità infinita e virtualmente gratuita dei dati, che porta al paradosso che non abbiamo mai avuto a disposizione tanta informazione come oggi ma allo stesso tempo è sempre più difficile conoscere qualcosa, cioè estrarre il segnale dal rumore.
Seife, che è un docente di giornalismo ma ha un background di matematico – lo conoscevo per il suo libro sulla storia dello zero – spiega nell’introduzione che lui non è un luddista ma vuole metterci in guardia dai rischi di un uso non informato della rete, anche con alcuni approfondimenti puntuali – i capitoli “e 1/2”. Le bufale sono solo la punta dell’iceberg: molto peggiori sono i modi in cui le aziende possono condizionarci senza nemmeno che ce ne accorgiamo. Evidentemente sono rimasto parecchio indietro anch’io, perché certe tecniche di SEO, i modi cioè di portare un sito in cima ai risultati di una ricerca, mi erano sconosciute. La traduzione di Susanna Bourlot è scorrevole e non pedante, anche se in qualche punto, come per esempio quando Seife parla di link canonici e delle truffe 419, ho il sospetto che non sia stata controllata da un esperto.

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