_La matematica e la realtà_ (libro)
Ultimo libro di Israel pubblicato mentre era in vita, in realtà questo testo (Giorgio Israel, La matematica e la realtà : Capire il mondo con i numeri, Carocci 2015, pag. 155, € 15, ISBN 9788843077113) è la terza riscrittura di un suo saggio, Modelli matematici, con solo qualche aggiunta. Diciamo che cambiare titolo non è una bella cosa. Premsso questo, veniamo al testo vero e proprio. Il primo capitolo, che è anche il più vecchio, è sicuramente il più pesante come esposizione, e non mi ricorda per nulla il polemista che amavo leggere: per fortuna gli altri capitoli sono più leggeri come stile. Peccato per la forma che è più per addetti a lavori che per il grande pubblico (ehm, parlare di grande pubblico per questi temi fa un po’ ridere…), perché il suo punto di vista, vale a dire il significato di un modello, è davvero interessante oltre che probabilmente corretto. Partendo da esempi reali e introducendo il passaggio dall’equazione esponenziale alla logistica per modellare certe dinamiche della realtà, Israel rovescia il paradigma di questi ultimi decenni, vale a dire l’irragionevole efficacia della matematica. Quello che noi facciamo è semplicemente cercare i modelli più semplici possibili e verificare se c’è un accordo con la realtà, che è molto più complessa e non potremmo mai racchiudere tutta in formule matematiche già con la meccanica, e non parliamo dei sistemi biologici. Proprio perché Israel questi temi li conosceva bene, le sue critiche sono molto più valide degli sproloqui di chi parla credendo di sapere tutto solo perché ha conoscenze umanistiche che a suo dire comprendono tutto e di più.

Di testi che raccontano di come nascono i vari tipi di numeri ne ho letti a bizzeffe, credo di aver scritto qualcosa anch’io. Però garantisco che questo libretto (Gabriele Lolli,
Nella prefazione di questo libro (Siobhan Roberts,
“Rigore è quando arbitro fischia”. Immagino tutti ricordiate questa frase di Vujadin Boskov, anche se – come del resto succede a me – il calcio non è esattamente al centro dei vostri interessi. Bene: non vi siete mai accorti che quella frase non è altro che una definizione, proprio come quelle che si trovano nei libri di matematica? Ecco, Paolo Alessandrini, dopo il successo di
C’è solo una cosa che non mi è piaciuta di questo libro (John McCormick,
Saggio seminale di quasi venticinque anni fa, dopo una petizione online finalmente questo saggio (Renato Giovannoli,
“Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. Chiunque abbia letto il Candido si ricorda certamente di come Voltaire abbia messo quell’affermazione sulla bocca di Pangloss come un tormentone, per irriderla. Magari però non sa che nasceva da una polemica con lo scienziato Maupertuis. Io l’ho scoperto leggendo questo libro (Ivar Ekeland,
Una delle tante cose che non capisco è perché la traduzione italiana di questo libro (Charles Seife,