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_Messa da Requiem_ (spartito)

978887592012Questi (Giuseppe Verdi, Messa da Requiem – riduzione per canto e pianoforte Ricordi 1996, pag. CXLVI+291, ISBN 978887592012) non sono semplicemente degli spartiti: ci sono più di cento pagine di introduzione, in italiano e in inglese, dove David Rosen racconta la genesi del Requiem e le sue prime rappresentazioni in Italia (a Milano, nella chiesa di San Marco e poi alla Scala), in Europa e negli Stati Uniti… che al tempo non riconoscevano il copyright e quindi copiavano a man bassa. Sono inoltre indicate le varianti tra i vari manoscritti: io ero ingenuamente convinto che a fine ‘800 la versione a stampa fosse stabile, e ho scoperto che invece ci sono decine di differenze, alcune dovute alla fretta, altre a ripensamenti di Verdi, altre ancora incomprensibili. Paradossalmente questo si riflette negli spartiti, che sono stati preparati partendo dalle fonti e indicando con una font diversa le correzioni necessarie, con un effetto a prima vista sciatto. Ci ho perso un po’ di tempo per capire che era proprio così…

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_Twilight of the Gods_ (libro)

9780571103416Che senso ha fare un’analisi musicale teorica delle canzoni dei Beatles, che notoriamente non avevano alcuna cultura musicale e suonavano ad orecchio? Beh, un senso ce l’ha. Come il musicologo Wilfrid Mellers spiegò in questo vecchio libro (Wilfrid Mellers, Twilight of the Gods, Viking 1974 (1973), pag. 215, ISBN 0-670-73598-1) la teoria musicale nasce per codificare cosa si suona. Da un punto di vista armonico la musica pop, come del resto il blues e il rock, è sicuramente meno complessa della musica classica diciamo dal 1700 al 1900; ma questo non significa che le note siano affastellate a caso. Le “cadenze eolie” narrate dal critico musicale del Times riguardo a Not a second time sono per Mellers semplicemente il risultato di una sperimentazione del quartetto che ha parecchie affinità con la musica rinascimentale per l’ottima ragione che anche a quel tempo, con il passaggio dalla modalità alla tonalità, si viaggiava a vista… pardon, a udito.
La prosa è piuttosto pesante, anche senza considerare il gergo tecnico (al termine del libro c’è un glossario, ma non fa certo le veci di un testo di teoria musicale): sicuramente il libro non è adatto al tipico fan che non avrebbe i mezzi per seguire l’esposizione, ma richiede appunto un buon background. Rispetto a quando lo lessi per la prima volta trent’anni fa, l’ho poi trovato meno interessante: non so se la ragione sia perché oggi di Beatles ne so molto di più di allora o perché in effetti i temi musicali sono solo accennati. Un’ultima curiosità: i quarant’anni del libro si notano nell’uso della parola “Negroid” in riferimento alla musica nera, che evidentemente allora non era un tabù come oggi.

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_I materiali del killer_ (libro)

9788860884121Sono molto in ritardo con la lettura dei polizieschi con l’ispettore Ferraro (D’accordo, sono in ritardo con tutto). È anche vero che Per sempre giovane non mi aveva preso troppo. Stavolta però mi sono davvero goduto il libro (Gianni Biondillo, I materiali del killer, Guanda 2011, pag. 364, € 18, ISBN 9788860884121). Come sempre c’è una doppia storia, quella del giallo vero e proprio e quella personale di Ferraro: però la seconda è ancora più milanese del solito, anche perché ci si sposta da Quarto Oggiaro e si vaga più per la periferia nord della città, forse perché Biondillo si è anch’egli trasferito come accennato nella postfazione. Probabilmente i puristi del poliziesco avranno storto un po’ il naso, perché gli stili del testo sono volutamente variegati: ma io purista non sono.

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_The Wandering Earth_ (libro)

9781489502858Si pensa sempre che la fantascienza sia anglosassone, tanto che spesso anche gli autori italiani ambientano spesso le loro storie in un mondo dove gli americani hanno il ruolo dei primattori. Ma cosa fanno invece i cinesi? Questo libro (Liu Cixin, The Wandering Earth : Classic Science Fiction Collection, CreateSpace 2013, pag. 484, $29,90, ISBN 9781489502858, trad. Holger Nahm) è un’antologia dei principali racconti del più famoso autore cinese di fantascienza, Liu Cixin. Non so se il problema sia quello della traduzione che ha appiattito lo stile oppure sia proprio il modo di scrivere di Liu (o magari dei cinesi in generale), molto didascalico con lunghe discussioni tra i personaggi dove viene spiegata la rava e la fava: il risultato è che la lettura è spesso pesante, ed è un peccato perché racconti come “Curse 5.0” e “Taking care of Gods” sono davvero divertenti e le idee di “Of Ants and Dinosaurs” sono molto diverse da quelle cui siamo abituati (ma in genere Liu ama parlare di quelle due civiltà). L’altra cosa interessante nel leggere tutti i racconti – e sopportare una certa ripetizione – è vedere che Liu pensa nei termini di una Grande Storia del Futuro, un po’ come Heinlein (più che Asimov): e il punto di vista è prettamente cinese.

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_La città dei libri sognanti_ (libro)

9788867154463Questo libro (Walter Moers, La città dei libri sognanti [Die Stadt der Träumenden Bücher], Salani 2013 [2004, 2006], pag. 509, € 9,90, ISBN 978-88-6715-446-3, trad. Umberto Gandini) è il quarto ambientato nell’immaginario continente di Zamonia: confesso di non aver (ancora) letto i primi, però posso affermare con sufficiente sicurezza che lo si può apprezzare anche da solo. La seconda cosa da sapere è che anche se il libro è stato posizionato come fantasy per ragazzi – non so se perché i primi volumi in effetti lo erano – questo è molto più apprezzabile dagli adulti, che possono godersi gli inside joke letterari ben tradotti dall’ottimo Umberto Gandini. La quantità di titoli e autori di libri presente è inredibile, e bisogna sempre stare attenti: certi nomi tra l’altro sono anagrammi di scrittori realmente esistiti, da Goethe a Shakespeare. Il protagonista, dall’improbabile nome di Ildefonso de’ Sventramitis, è un dinosauro scrittore, come quelli della sua specie, e nel continente di Zamonia ci sono tantissime specie diverse. Ma dopo un centinaio di pagine un po’ poco mosse con l’arrivo del protagonista a Librandia inizia la vera avventura nelle catacombe sotto la città, con un caleidoscopio di avventure incredibili ma avvincenti. Sottotraccia poi c’è tutto un discorso sulla letteratura, e quella di Zamonia non è poi così diversa da quella del nostro universo. Il libro è poi impreziosito dalle immagini dello stesso Moers, che nasce in effetti come fumettista. Erano anni che non leggevo un libro di narrativa così avvincente: lo consiglio a tutti.

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_Alfabeto matematico_ (ebook)

9788865866511Tanto per cambiare, ho scritto un altro ebook: al solito lo trovate a un euro e 99 su amazon, bookrepublic e gli altri store.

Ho rubato il titolo Alfabeto matematico a Maddmaths!, per la precisione la rubrica di Corrado Mascia. Ma il contenuto, pur essendo matematico, è del tutto diverso! In questo librino infatti io non sono interessato ai concetti matematici, ma proprio alle parole stesse, o meglio alla loro etimologia. La storia delle parole riserva spesso molte sorprese: la prima è forse il fatto che la matematica prende parole comuni e dà loro un significato completamente diverso, come commentava già Goethe. Ma spesso si fa il percorso diverso: qualcuno prende un concetto matematico e lo ricicla nella vita reale, chiaramente con un significato completamente diverso :-)

Alcune di queste parole sono presenti in forma ridotta sul mio minisito dedicato, ma la maggior parte sono nuove. Garantisco che leggendole scoprirete tante cose, anche se non posso garantire quanto vi saranno utili!

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_Giocando alla matematica_ (libro)

9788811924210Le scuole più famose di giochi matematici sono sicuramente quella britannica sorta con Dudeney (tralasciamo Lewis Carroll) e statunitense, più per merito di Martin Gardner che di Sam Loyd: ma non si può dimenticare il contributo dei francesi, sin dai tempi di Edouard Lucas. Questo libro (Pierre Berloquin, Giocando alla matematica : una raccolta di enigmi e passatempi matematici [Jeux mathématiques du Monde], Vallardi 1981 [1978], pag. 162, ISBN 9788811924210, trad. Maddalena Santini) raccoglie vari problemi matematici apparsi su Le Monde nella seconda metà degli anni 1970 e presentati da Pierre Berloquin, il divulgatore matematico francese per eccellenza. I problemi come sempre non sono generalmente originali: in questo caso è interessante vedere le risposte modificate e migliorate dai lettori del quotidiano francese. Buona la traduzione di Maddalena Santini.

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_Il museo dei numeri_ (libro)

9788858675700Parlare dell’uso dei singoli numeri nel mondo reale (nel senso di “dove si usa il tre?”) è un tema abbastanza comune nella saggistica soprattutto in lingua inglese; ma il campo è abbastanza ampio da permettere di scrivere ancora al riguardo. Devo però dire di essere rimasto abbastanza deluso da questo libro (Piergiorgio Odifreddi, Il museo dei numeri : Da zero verso l’infinito, storie dal mondo della matematica, Rizzoli 2014, pag. 428, € 22, ISBN 9788858675700). A parte i capitoli per così dire generalisti dove si parla di sistemi di numerazione e della nascita dei numeri, il corpo principale del testo è almeno a mio parere una semplice raccolta di fattoidi sui numeri, senza un vero filo conduttore ma al massimo con una raccolta fatta per grandi temi, a volte anche tirando parecchio per i capelli gli esempi. Qualcosa più vicino a un giochino a quiz che a una trattazione, o se preferite rimanere sulla metafora del titolo un museo secondo la concezione ottocentesca di raccolta di reperti anziché quella contemporanea di racconto di una o più storie. Paradossalmente la lettura diventa più interessante andando più avanti e trovando i numeri “grandi”, perché di proprietà tipicamente ne hanno una sola e quindi Odifreddi può dilungarsi un po’ di più. Sono davvero belle le tantissime immagini a corredo del testo, anche se chi come me ha preso la versione elettronica via MLOL si è così ritrovato con 123 megabyte di file…

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