_È matematico!_ (libro)
Questo libro (Anna Cerasoli, È matematico!, Emme Edizioni 2014 [2010,2011,2012,2013], pag. 255, € 14,90, ISBN 978-88-6714-316-0) raccoglie quattro opere di matematica per bambini di Anna Cerasoli: Le avventure del signor 1, illustrato da Mattia Cerato e che mostra come i numeri si trovino ovunque nel mondo; La grande invenzione di Bubal, illustrato da Desideria Guicciardini, in cui una bimba preistorica inventa i numeri (con un debriefing in cui altri bambini moderni fanno altre ipotesi su come si può imparare a contare); La geometria del Faraone, anch’esso illustrato da Desideria Guicciardini, in cui vengono presentati i primi concetti di geometria sempre seguiti da un debriefing; 10+ il genio sei tu, sotto forma di favola illustrata da Giulia Orecchia dove si mostrano esempi pratici di operazioni aritmetiche. Ho provato a leggere uno di questi racconti ai miei critici letterari (i miei gemelli seienni) senza grandi risultati apparenti: ma poi ho notato che i due sfogliavano spesso il libro, e presumo quindi che sia stato da loro molto apprezzato.

Il Canto di Natale di Dickens è una di quelle opere che tutti più o meno conoscono, ma che non so quanti abbiano letto davvero. Quest’anno l’abbiamo scelto come lettura serale per i nostri seienni, e ci siamo accorti che almeno l’edizione che abbiamo a casa (Charles Dickens,
Questo racconto lungo in formato ebook (Cristiano Micucci,
Io posso definirmi senza falsa modestia un esperto nel raccontare notiziole di tema matematico. Per ovvie ragioni guardo sempre cosa fa la concorrenza: spesso trovo delle perle, ma in questo caso (Raphael Rosen,
Questo volume (Roald Dahl,
Questi (Giuseppe Verdi,
Che senso ha fare un’analisi musicale teorica delle canzoni dei Beatles, che notoriamente non avevano alcuna cultura musicale e suonavano ad orecchio? Beh, un senso ce l’ha. Come il musicologo Wilfrid Mellers spiegò in questo vecchio libro (Wilfrid Mellers, Twilight of the Gods, Viking 1974 (1973), pag. 215, ISBN 0-670-73598-1) la teoria musicale nasce per codificare cosa si suona. Da un punto di vista armonico la musica pop, come del resto il blues e il rock, è sicuramente meno complessa della musica classica diciamo dal 1700 al 1900; ma questo non significa che le note siano affastellate a caso. Le “cadenze eolie” narrate dal critico musicale del Times riguardo a Not a second time sono per Mellers semplicemente il risultato di una sperimentazione del quartetto che ha parecchie affinità con la musica rinascimentale per l’ottima ragione che anche a quel tempo, con il passaggio dalla modalità alla tonalità, si viaggiava a vista… pardon, a udito.
Sono molto in ritardo con la lettura dei polizieschi con l’ispettore Ferraro (D’accordo, sono in ritardo con tutto). È anche vero che Per sempre giovane non mi aveva preso troppo. Stavolta però mi sono davvero goduto il libro (Gianni Biondillo,