pipponi

pipponi-2007

giornalismo italico e no

Rep.it ci racconta di un ottantatreenne multato per eccesso di velocità sulla A4: con la sua Porsche andava solo a 257 all’ora, e si è giustificato dicendo che “ha poca sensibilità al piede destro” (e anche agli occhi, immagino). Per la praivasi, non si può sapere chi sia questo sedicente “noto imprenditore”.
La BBC fa un servizio sugli effetti all’europarlamento dei pogrom contro i rumeni: dopo che Alessandra Mussolini ha detto che i rumeni sono dei delinquenti abituali, cinque deputati romeni dell’eurogruppo Identità, Tradizione, Sovranità vogliono andarsene, portando così alla chiusura del gruppo stesso che avrebbe meno dei venti deputati richiesti. Per curiosità, il gruppo è stato creato solo dopo l’allargamento a Bulgaria e Romania: come si vede, ci sono sette francesi, tre belgi (pardon, fiamminghi: hanno messo la bandiera delle Fiandre…), due italiani, un inglese e un austriaco, oltre a sei rumeni e tre bulgari.
L’articolo sul sito della BBC sembra essere piuttosto felice della cosa, anche se agli inglesi in genere importa relativamente poco dell’UE. A noi dovrebbe importare un po’ di più, ma non ho letto nulla in giro… si vede che è meglio parlare delle Porsche.

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Baby boom bolzanese

ricerca Google Stamattina la rubrica “Mi consenta…” di Metro aveva un’intervista al sindaco di Bolzano, che cercava di spiegare che la statistica ISTAT riportata da Repubblica, e in cui Bolzano ha la palma del maggior numero di assenze annue, «è basata su fondamenti errati». In pratica, secondo il sindaco, sono state erroneamente conteggiate «nel computo degli assenteisti» le assenze per maternità o «per motivi legittimi previsti dal contratto»… come se stare a casa perché malati sia illegittimo.
Naturalmente non credo proprio che le statistiche siano fatte in maniera diversa a Bolzano Bologna e Bari, quindi il ragionamento del sindaco porta all’ovvia conseguenza – rafforzata dalla frase seguente «da noi su circa 1000 dipendenti la maggior parte di loro sono donne e sono incinte» – che il Südtirol sta cercando da solo di contrastare l’invecchiamento della popolazione italiana. Giù il cappello, signore e signori! E non fatevi suggestionare dal primo risultato di una ricerca google che ho fatto con la stringa assenteismo bolzano: se provate ad andare su quel link scoprirete che a Bolzano non ci sono al momento corsi di assenteismo…

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Luxuria e i matrimoni

Dopo avere aspettato che le acque si calmassero un po’, Vladimir Luxuria ci fa sapere che non ha potuto fare da testimone al matrimonio in chiesa di sua cugina. Bontà sua, Luxuria afferma: «per quanto mi riguarda, ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico.», lasciando intendere che visto che ha fatto l’elegante si aspettava che anche il vescovo di Foggia lo facesse. Oggettivamente, non vedo affatto il parallelo prospettato da Luxuria: se mio cugino volesse sposarsi con rito celtico e il druido si rifiutasse di prendermi come testimone perché sono un matematico, non potrei fare altro che abbozzare. Insomma, il tutto si direbbe la solita cazzata. Se non che…
Se non che il matrimonio religioso ha anche effetti civili, e siamo tutti d’accordo che essere transessuale non è affatto un motivo che impedisce di fare da testimone. E da questo punto di vista (che stranamente nell’articolo non è citato… si vede che la commistione tra Stato e Chiesa è ormai così entrata nel DNA degli italiani che non ci fanno nemmeno più caso, a queste cose) Luxuria ha perfettamente ragione. Quindi? Io resto dell’idea che la soluzione più pulita sarebbe quella di modificare il Concordato per abolire la validità civile automatica dei matrimoni religiosi. Ci sarebbe anche l’interessante effetto collaterale che gli annullamenti religiosi non si tramuterebbero direttamente in divorzi… oops, dite che è per quello che nessuno lo propone?
Aggiornamento: (ore 22) A quanto pare, il vescovo di Foggia avrebbe fatto marcia indietro. Mah.

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coccodrilli marron

Michele Serra, il Delfino Designato di Eugenio Scalfari, si allena a fare coccodrilli parlando di Enzo Biagi e raccontando che «nei primi anni Novanta, quando lui era uno dei primi tre giornalisti italiani e io poco più che un pivello, mi chiese se poteva venire nella redazione di “Cuore” per intervistarmi a proposito della satira […]». Nulla di male. Però…
Però è da ieri che ho un pensiero in testa. Prima di Cuore c’era Tango, e Tango aveva gli “editoriali” in prima pagina: Michele Serra, per definizione ancora più pivello, si divertiva a scrivere nello stile dei grandi giornalisti, facendolo anche bene. Sono ragionevolmente certo che uno di quei pezzi era nello stile di Enzo Biagi, quindi assolutamente minimalista, e che tra l’altro parlava dei cappotti marron, che credo fossero il nec plus ultra dell’anonimato e quindi erano stati presi da Serra come il simbolo dello stile di scrittura del Nostro.
Ora, i casi sono due. Magari sono io che – preda di un Alzheimer incipiente – ho fatto una gran confusione, e allora abbiate pietà di me. Oppure i miei due neuroni hanno fatto un ottimo lavoro di squadra: e allora mi chiedo perché Serra non abbia anche ricordato quel suo lontano tributo. Non sarebbe stata una cattiveria, a mio parere, e sarebbe stato più sincero di tanti coccodrilli che ci siamo dovuti sorbire ieri.
P.S.: Visti da lontano è fuori catalogo da mo’. Chissà come mai.

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Ordigni bellici

bonifichiamo! Questa è la foto di una parte del cartello che campeggia sui (pochi) lavori per la linea cinque della metropolitana milanese. A parte tutti i doverosi costi per chi deve fare i lavori veri e propri, si può notare come 24.000 euro siano stati dati a una società dal nome che è tutto un programma (S.T.R.A.G.O.) per la “bonifica di ordigni bellici”.
Ora, che siano cadute bombe su Zara-Testi non è una possibilità ma una certezza, per chiunque prenda una cartina di Milano e guardi la quantità di fabbriche che c’erano a qualche centinaio di metri in linea d’aria. E in effetti, se dovessi scavare su un’area non edificata, un controllino ce lo farei. Ma su un viale dove i buchi delle bombe hanno necessariamente dovuto essere tappati, e le vibrazioni di camion e tram avrebbero comunque fatto scoppiare di tutto, non mi sembra una cosa così utile. E poi, ventiquattromila euro? che ci fai? Se davvero ci fosse una bomba, non credo che quei soldi bastino…
Insomma, uno dei soliti misteri italiani?

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codazzi

Ieri sulla Stampa cartacea c’era un articolo su Prodi e Napolitano che si sono trovati alla camera ardente per Pietro Scoppola. L’articolo diceva che i due c’erano andati ciascuno per proprio conto, senza avvisare i media, e quindi non c’era il consueto codazzo.
A parte il nemmeno troppo velato “cicca cicca” del giornalista che c’era, mi chiedo quanti si siano accorti del vero problema: che sembri strano che una carica pubblica faccia una qualunque cosa senza farlo sapere in giro. Questo non è nemmeno berlusconismo, è oltre. Quello che io pretendo da un uomo pubblico è sì che si ricordi sempre di essere un uomo pubblico (e quindi avere più doveri di un povero scalzacani come me); ma anche che non faccia vedere di essere un uomo pubblico se non nei momenti ufficiali. C’è un’agenda diplomatica studiata apposta: quella sì che deve essere nota e pubblica, per il resto uno non solo può ma deve starsene sulle sue. Bastano già i cosiddetti reality a romperci le palle.

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Qui prodest

La Rowling ha spifferato che Albus Dumbledore (Albus Silente per chi abbia letto la saga di Harry Potter in italiano) era gay. Il Corsera arriva ad aggiungere che in tal modo «ha confermato il sospetto di molti fan». Bah. Non ne avevo mai sentito parlare, ma non sono così addentro.
Più che altro, io sono della scuola “quando un’opera letteraria è terminata, è terminata”. Se la Rowling vuole scrivere un altro libro raccontando il passato omosessuale di Dumbledore, liberissima; esattamente come sarebbe liberissima di raccontare un suo passato di latin lover o chissà cos’altro. Però aggiungere cose che non ha scritto né sono logicamente derivabili dal testo è dal mio punto di vista un peccato pari a quello di un giallista che alla fine del libro mostra chi era l’assassino tirando fuori un’informazione che non era mai stata scritta da nessuna parte. È tradire il lettore.

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O mi spieghi cosa ho scritto?

Può darsi che non ci fosse nulla da preoccuparsi per quanto riguarda il disegno di legge sul riordino dell’editoria (leggila sul sito del governo): come afferma Gabriella Bianchi, bastava iscriversi a questo benedetto Roc senza nemmeno dover pagare… anche se l’articolo 2 può tranquillamente essere applicato a un blog.
Dal punto di vista del principio, non ho problemi ad allinearmi con Luca De Biase che afferma che un blog non può essere totalmente irresponsabile – anche se in una nazione che non è mai riuscita a distinguere seriamente tra il diritto di esprimere un’opinione e la diffamazione la cosa può essere preoccupante.
Però quando leggo dal blog (!) del Ministro delle Comunicazioni stesso la seguente frase: «Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri» (e che magari lo doveva anche riguardare un po’…) non riesco a non avere in testa lo sketch con Neri Marcorè/Gasparri che dice all’intervistatrice più o meno così: “ma tu l’hai letta la mia legge? l’hai letta? Sì? e allora me la racconti, che tutte le volte che provo a leggerla mi addormento?”
P.S.: Aggiungo un illuminato commento di Bubbo Bubboni :-)

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