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a cosa serve davvero la privacy

Ricordate il video del disabile picchiato? E ricordate magari che un simpatico giudice italiano aveva citato a giudzio Google? Bene. Giovedì scorso Repubblica (cartacea) ha pubblicato un articolo, che il buon Mantellini ha ricopiato per i posteri. Finalmente si sa qual è stata la ragione per il “sequestro dei server” (operazione piuttosto inutile, si sa, ma la Legge è la Legge). Non ci crederete, ma è la legge sulla privacy, che “impone di informare sul trattamento dei dati che riguardano le persone”. Ora, non so come ma ho il sospetto che nel video non fossero indicati chi erano i protagonisti, il che significa che sarebbe stato piuttosto difficile informarli; però a quanto pare la cosa non ha toccato i magistrati. A questo punto avviso tutti coloro che postano foto: eliminatele subito, perché non si sa mai di chi stiate violando la privacy!

Ultimo aggiornamento: 2007-01-21 19:55

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Più cognomi per tutti

A quanto pare, la legge sui cognomi che sta faticosamente compiendo il suo iter – al momento è alla Commissione Giustizia del Senato, non chiedetemi la logica di assegnazione: forse perché è una modifica al codice civile? – sta avendo un effetto collaterale piuttosto strano: la gente sta imparando l’operazione matematica di elevamento a potenza. Leggo per ogni dove battutacce sul fatto che dopo cinque generazioni il povero neonato si troverà trentadue cognomi, e mi chiedo se sono delle battute oppure la gente ci crede davvero, senza pensare a cosa succede nei paesi di lingua spagnola che il doppio cognome ce l’hanno da mo’ oppure pensando che il nostro legislatore sia così imbecille da non pensare all’esplosione esponenziale dei cognomi… (no, così imbecille non lo è. Viene espressamente specificato che si potrà passare solo uno dei cognomi dei genitori ai figlio). Ma non è di questo che volevo parlare.
La notizia interessante è quella della Rosi Bindi che sbatte la porta (metaforicamente) perché non è passato un suo emendamento che imponeva di dare ai figli il doppio cognome, in ordine qualunque. La Bindi ha affermato che «Con questa soluzione infatti la parte più debole, quasi sempre la donna, continuerà a subire scelte altrui»: ma il vero risultato che sarebbe capitato, così ad occhio, sarebbe stato che nel caso uno dei genitori non avesse riconosciuto il figlio questi si ritroverebbe necessariamente con un solo cognome o al più con i due cognomi dell’unico genitore, e quindi sarebbe immediatamente riconoscibile come “figlio di NN”. Sono dispiaciuto di questa caduta di stile della ministra.

Ultimo aggiornamento: 2007-01-19 17:05

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Grande Fratello 7

È iniziato ieri. Me ne sono accorto dalla sfilza di articoloni (data un’opportuna definizione di “articolone”) dei giornali gratuiti. Ho persino scoperto che non mi ero affatto accorto che c’era stato il GF6: ero ancora fermo al faccino di Jonathan. Ammetto che la cosa non mi ha indotto a un tentativo di suicidio.
Più preoccupante, in un certo senso, è l’avere visto che l’edizione di quest’anno del reality è stata più o meno unanimamente indicata come da “sesso a gogò”. Non che uno si aspetti chissà cos’altro da quello che è per definizione uno spettacolo per guardoni, ma il fatto che le veline fatte evidentemente circolare da Mediaset siano così esplicite mi fa pensare che i nostri siano in grossa crisi. Tanto credo che in un paio di settimane al massimo potrò avere conferma dei miei sospetti: la free press sarà indubbiamente prodiga di informazioni a riguardo :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-01-19 10:54

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effervesciamo!

Anna e io abbiamo due idee diverse su come deve essere un’aspirina: lei la vuole effervescente, io no. Dal mio punto di vista una pastiglia infatti si inghiotte, generalmente senz’acqua. A casa ho trovato solamente aspirine effervescenti: ne ho prese due tra ieri e oggi, mi sono scocciato e mi sono detto “vabbè, tanto a pranzo vado al Fiordaliso e me ne compro una confezione”. Sbagliato. Non c’era il generico, non c’era l’aspirina, non c’era nemmeno il Bufferin.
Fortuna che di farmacie ce ne sono tante e prima o poi spero di trovarne una che non sia succuba di questo sistema sfrizzolino, ma mi domando il motivo di tanto odio verso le pastiglie (che non siano blu)…

Ultimo aggiornamento: 2007-01-16 14:51

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non solo Saddam

Nel processo che ha portato alla condanna a morte di Saddam Hussein, la massima pena è stata comminata non solo al Raiss ma anche ad altri due imputati: il fratellastro Barzan al-Tikriti e l’ex presidente del Tribunale Rivoluzionario Awad al Bandar. A quanto pare, i due non erano poi “così importanti”: sono pertanto rimasti un paio di settimane nel braccio della morte, e sono stati giustiziati stamattina, nonostante tutti gli appelli che sono stati fatti perché la pena venisse sospesa e commutata in ergastolo.
Appelli che però dalle nostre parti non mi pare di avere visto più di tanto, né sui giornali né sui blog. Probabilmente è più facile parlare di qualcuno (tristemente) famoso, o magari si pensa che tanto quegli altri non sono poi così importanti: insomma una di quelle cose che mi dà tanto fastidio. Capisco di più quelli che dicono “è giusto che certa gente sia messa a morte”… almeno sono coerenti.

Ultimo aggiornamento: 2007-01-15 13:46

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Pirandello e l’orizzonte degli eventi

Leggo da Mantellini che zitti zitti quei benemeritoni della SIAE hanno prolungato (leggete in fretta, che questi link non sono permanenti) il copyright sulle opere di Pirandello di sei anni e otto mesi. Perché proprio sei anni e otto mesi? Non perché in decimale si parla di 6.66 anni :-), ma perché questa è stata la durata della seconda guerra mondiale. In realtà con il trattato di pace del 1947 furono i paesi vincitori della guerra che decisero di prolungarsi i diritti, per rimunerare gli autori che si videro comprare meno copie delle loro opere perché la gente acquistava i buoni di guerra. Ma noi la guerra non l’avevamo persa? O forse siamo stati cobelligeranti? No, non è mica così semplice. Ben nascosto sul sito SIAE, e datata 27 dicembre 2006 (giusto in tempo…) c’è la spiegazione. Infatti «il cosiddetto accordo Trips stipulato, nel 1994, dalla maggior parte dei Paesi del mondo, ha eliminato ogni discriminazione tra Paesi vincitori e Paesi che hanno perduto la guerra». Che fortuna.
Naturalmente il fatto che i diritti di Pirandello siano detenuti da Mondadori, quindi dal principale editore italiano, è sicuramente casuale. Il bello – si fa per dire – è che già una volta, nel 1995, la durata della tutela del diritto d’autore era stata prorogata da 50 a 70 anni, e già allora si diceva che era stato fatto tutto per Pirandello: solo che quella volta non erano stati sufficientemente rapidi, e per qualche anno chiunque poté pubblicarne le opere. Stavolta sono stati un po’ più accorti, ma cosa succederà a settembre 2012? Si sposterà ancora un po’ più in là? Sembra davvero di trovarci di fronte a un’applicazione pratica della teoria della relatività: l’orizzonte degli eventi, vale a dire il punto più lontano che si può vedere per colpa della velocità finita della luce.

Ultimo aggiornamento: 2007-01-11 17:44

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ancora sul deficit

Ieri su lavoce.info è uscito un commento di Tito Boeri sul calo del fabbisogno statale nel 2006, di cui avevo parlato la settimana scorsa.
Consiglio di leggerlo, perché spiega in maniera semplice molte cose. Dal mio punto di vista, sono abbastanza felice perché ci avevo azzeccato abbastanza, come il fatto che il deficit 2006 sarà molto più alto del 2.7% del fabbisogno: mi mancavano però alcuni punti. A quanto pare, la forbice tra il 2005 e il 2006 è stata quasi tutta ottenuta nel secondo trimestre, e da un lato è frutto delle una tantum del governo Berlusconi III che erano state sottostimate, mentre dall’altro deriva dall’aumento del gettito Iva, che è cresciuto più della crescita dell’economia mentre negli anni scorsi capitava l’opposto. Questa seconda parte può effettivamente dipendere, anche se non ci sono certezze, dal fatto che il governo dell’Unione ha già detto che non farà condoni. Per il resto, le misure Bersani hanno dato poco gettito – ma tanto lo sapevamo che erano più di principio che altro – e soprattutto negli ultimi tre mesi di quest’anno la forbice si è leggermente ridotta, il che non è affatto bello e in un certo senso si può leggere come una delusione per quanto (non) è stato fatto.
Chissà se di tutte queste cose a Caserta ne stanno parlando… ma sono pessimista.

Ultimo aggiornamento: 2007-01-11 16:35

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Codacons vs. Facci: la saga continua

Ricordate la notiziola sul numero telefonico Codacons a (caro) pagamento e la ripresa di Filippo Facci sul Giornale? Bene: mentre stavo a divertirmi a Berlino, la cosa sembra essere andata avanti, come si può leggere su Macchianera. Il Codacons ha infatti chiesto la radiazione dall’albo dei giornalisti di Facci, perché «si è reso protagonista di clamorosi errori e falsi che da una parte arrecano ingente danno alla scrivente, rappresentando una diffamazione aggravata e continuata della quale egli dovrà rispondere in altra sede, dall’altra gettano discredito sull’intera categoria dei giornalisti». L’escalation è arrivata al punto di vedere un commento (si suppone) del presidente stesso di Codacons, il che non è affatto male se ci pensate.
Naturalmente l’idea della radiazione di Facci, mentre ad esempio la “fonte Betulla” aka Renato Farina ha avuto un anno di sospensione, è piuttosto ridicola. Come ridicolo – anzi no, dolorosamente triste – è il fatto che invece che iniziare a chiedere una rettifica dell’articolo siano andati a presentare subito la richiesta di radiazione. D’altra parte, l’unico punto su cui fare una ritrattazione è il fatto che sono ragionevolmente certo che la tariffazione della chiamata all’892-007 parta dopo il messaggio registrato con la presentazione dei costi, e non alla risposta. Resta infine il secondo filone della saga, quello che fa notare come il Codacons si sia presentato alle elezioni l’anno scorso, ottenendo un unico senatore (Pietro Fuda. Il nome ricorda nulla?). Qui però non entro nel merito, anche perché Il Giornale è politicamente schierato dalla parte opposta a Fuda e quindi si rischia di trovarsi la solita campagna di slogan e lasciar ben nascosti i fatti.
Ad ogni modo, piena solidarietà al compagno Facci ingiustamente accusato.
P.S.: qualche risultato comunque c’è stato: nel sito Codacons lo stile testoMoltoPiccoloMaroon che indica i prezzi è stato sostituito con testoPiccoloMaroon. La notizia della querela però non l’ho trovata, si vede che non la ritengono importante.

Ultimo aggiornamento: 2007-01-08 14:49

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