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io, io-2018

Ascensori e ascensoristi

L’ascensore di casa nostra è nato sfigato, e quindi si scassa piuttosto spesso. Un paio di anni fa siamo stati più di un mese senza ascensore, perché la ditta che l’aveva costruito è fallita e non si trovava un pezzo di ricambio.
Sabato mattina, tornati dalla piscina, Jacopo chiama l’ascensore, sentiamo chiudersi le porte e vediamo accendersi la freccia, poi niente. Vado giù e vedo le porte chiuse. Chiamo l’assistenza e mi metto il cuore in pace. Nel pomeriggio l’ascensore funziona di nuovo; ma poi la sera salgo con la vicina del terzo piano, dopo che lei è uscita schiaccio il pulsante del quinto, le porte si chiudono e l’ascensore rimane fermo. Vabbè, apro le porte, salgo a piedi e arrivo in contemporanea all’ascensore, che essendo probabilmente stato costruito dalla Sirius Cybernetics Corporation non voleva avermi tra i piedi.
Domenica pomeriggio citofonano. È l’ascensorista. Io guardo stupito Anna: “di domenica?” Quando dopo mezz’ora usciamo l’ascensore è senza corrente; ma dell’ascensorista non v’è traccia se non per un cartellino “fuori servizio” e l’auto parcheggiata per strada. Chissà in quale dimensione parallela si è cacciato.

io, io-2018

Siete passati in edicola oggi?

Visto che io sono una persona molto esperta nell’arte di vendermi, mi sono dimenticato di avvisarvi che oggi (e per tutta la prossima settimana) Matematica in pausa pranzo è in edicola, nella collana Hachette “Sfide matematiche”. Nove euro e 99 centesimi, meno di quanto vi costerebbe in libreria :-) e con la copertina cartonata. Di per sé, se convincete l’edicolante, in un paio di settimane ve lo recupera lo stesso.

(Che poi se questo ce l’avete già tra due settimane potete andare in libreria per comprare il mio nuovo libro ;-) )

io, io-2018

Forse ce la faccio

L’anno scorso ho prenotato (e pagato) questo telefono. Evidentemente non sono il solo a essere un nostalgico dello Psion (o anche solo dello Zaurus che devo dire regge ancora abbastanza bene, anche se piuttosto a fatica vista la sua età).
Con un paio di mesi di ritardo rispetto alla data prevista, finalmente sono arrivati alla produzione in serie… e aumenteranno di 200 dollari il prezzo per chi lo compra a partire dalla fine di questa settimana. Speriamo che il tutto funzioni bene, soprattutto meccanicamente (sulla parte elettronica ho più fiducia)

io, io-2018

Ladri di libri gratuiti (KISS Library)

Io non mi sono mai preoccupato più di tanto di sapere che ci sono siti dove si possono scaricare i libri che ho scritto. Mi limito a segnalare che se sono mesi che Scimmie digitali è “disponibile”, quando nemmeno noi autori abbiamo una copia digitale del testo, forse non c’è molto da fidarsi di parecchi di questi siti.

Però mi sono molto arrabbiato a scoprire che i bielorussi di KISS Library (avranno anche un numero di telefono americano, ma l’indirizzo è di Minsk) vendono a 5,99$ Matematica liofilizzata e Quizzini della domenica. Questo per due ragioni: i libri sono liberamente scaricabili (li potete trovare rispettivamente a http://xmau.com/mate/liof/ e http://xmau.com/bipunto/quizzini.html) e hanno una licenza CC-BY-NC, cioè non possono essere venduti.

Lo so, nessuno passerà mai da lì a comprare i libri. Però il tutto mi pare davvero vergognoso.

curiosita', io, io-2018

Come si forma il consenso

Come forse non sapete, il contratto delle telecomunicazioni è stato prorogato di tre anni e mezzo, nel senso che era scaduto tre anni fa e dopo un’impasse aziende e sindacati hanno deciso di far finta di nulla, lasciare intatta la parte normativa e dare un tozzo di pane (50 euro lordi al mese al quinto livello, non tutti assieme perché sennò saremmo andati a folleggiare, e con dieci di questi euro che non finiscono nemmeno nei minimi ma in una voce che non entra per esempio nel conteggio del TFR). Io sono un tipo pragmatico, parto dal principio che altrimenti non avremmo avuto nemmeno quel tozzo di pane e che non abbiamo perso nessun diritto, e quindi ho votato a favore, come del resto ha fatto la maggior parte dei lavoratori.

Guardando i risultati delle votazioni qui in Lombardia ho però notato che il voto era tutto tranne che univoco: c’erano sedi dove i SÌ hanno stravinto e altre dove a stravincere sono stati i NO. Per curiosità, ho chiesto al mio sindacalista di riferimento se questa differenza dipendesse dai reparti (chessò, noi impiegati eravamo a favore mentre i tecnici contro) oppure dall’orientamento dato dai rappresentanti sindacali locali; la risposta è stata “entrambe le cose”. Ecco. A pensare a come una singola persona, probabilmente nemmeno ferrata in tecniche di comunicazione e/o manipolazione, può dirigere il consenso mi sono sentito ancora più scoraggiato nel pensare alle prossime elezioni politiche.

io, io-2018

puntualità non proprio teutonica

Due mesi fa Anna era andata per lavoro a Bolzano e aveva comprato in un supermercato alcuni preparati per dolci di un’azienda tedesca, la RUF. Visto che c’erano piaciuti, avevo provato a fare una ricerca in rete per vedere se c’era qualche distributore italiano ma non li avevo trovati; scrissi allora direttamente all’azienda per avere informazioni. La risposta (negativa) è arrivata ieri.

(Però devo aggiungere una cosa divertente. Io avevo scritto in inglese, cominciando però con una frase più o meno in tedesco dove mi scusavo per non scrivere in quella lingua perché la conosco troppo poco. La risposta mi è arrivata in inglese, ma cominciava con una frase in italiano dove il tipo diceva che anche il suo italiano non era il massimo quindi preferiva l’inglese)

io, io-2017

Tempi postali

Il 17 novembre scorso, mentre ero a casa perché Jacopo non stava bene, un postino ha deciso di non suonare il nostro citofono per consegnare una raccomandata ad Anna. Nel pomeriggio ho scritto un reclamo alle Poste, reclamo che la sera stessa del 17 ha generato una risposta automatica di ricezione: «desideriamo informarLa che la sua richiesta è in gestione alla funzione competente per la risoluzione della stessa. Sarà presto ricontattato dalle nostre strutture per le comunicazioni del ticket»

La risposta (ovviamente interlocutoria)

con riferimento alla Sua richiesta, La informiamo che il Suo reclamo è stato inoltrato agli uffici e alle strutture territoriali competenti, affinché provvedano a verificare e risolvere le anomalie da Lei lamentate.

La ringraziamo per la Sua segnalazione in quanto ci offre l’opportunità di conoscere eventuali criticità e di porre in essere azioni mirate a migliorare la qualità dei nostri servizi e a renderli sempre più vicini alle aspettative dei clienti.

mi è arrivata per email ieri mattina. Non c’è molto da aggiungere.

io, io-2017

Una storia italo-franco-israeliana

Io, assieme a quasi trentamila altre persone, sono in contratto di solidarietà da due anni. (In realtà in tutto sono sei anni, ma non sottilizziamo). Stiamo a casa due giorni al mese, nei quali siamo pagati come se fossimo in cassa integrazione straordinaria, il che significa molto poco: le percentuali che vedete scritte sui giornali riguardano gli operai ai livelli più bassi, ed essendo la somma uguale per tutti potete immaginare cosa significhi anche solo per un impiegato.

L’accordo di due anni fa prevedeva la possibilità di un terzo anno di solidarietà, previo accordo tra azienda e sindacato. All’inizio della settimana c’è stato un incontro tra la Triplice (che in queste settimane si è miracolosamente compattata) e l’amministratore delegato. Quest’ultimo ha detto che siamo una squadra fortissimi, ma che per continuare a esserlo bisogna fare anche il terz’anno di solidarietà, al che i sindacalisti hanno detto che non capivano come con tutti i risultati positivi tanto decantati ci fosse ancora bisogno di solidarietà, e che comunque se ne sarebbe parlato giovedì nell’incontro con Relazioni Industriali. (Io mi chiedo anche come abbiano fatto ad accedere alla solidarietà, ma questa è un’altra storia). Oggi l’azienda comunica che l’incontro di domani è annullato (rectius: “sospeso”. Le parole contano molto in questi contesti), che sospende anche l’articolo 4 della legge Fornero (l’isopensione) e in mancanza di un’intesa successiva metterà in discussione anche l’una tantum / prestito erogato. Qua occorrono forse due parole di spiegazione. L’isopensione è un prepensionamento pagato dall’azienda, che versa stipendio e contributi: uno si chiede perché un’azienda dovrebbe farlo, e quello che si è sempre saputo in via ufficiosa è che la solidarietà nasceva per far pagare a noi lavoratori meno vecchi i soldi da dare a quelli più vecchi. Quanto all’una tantum, negli accordi di solidarietà c’era scritto in maniera contorta (per aggirare la legge) che se alla fine del periodo di solidarietà fossero stati raggiunti certi livelli non formalmente definiti di produttività allora l’azienda avrebbe elargito a chi era sopravvissuto un’una tantum equivalente alla differenza tra quanto dato dall’Inps nelle giornate di solidarietà e il 60% dello stipendio, come nelle solidarietà precedenti. Addirittura permetteva ai lavoratori di chiedere un prestito aziendale a tasso zero per questa differenza, che sarebbe stato rimborsato alla fine della solidarietà… con i soldi dell’una tantum.

Che conclusioni trarre da questa storia? Nessuna che non si sapesse già. Io non avevo certo chiesto il prestito, conoscendo i miei polli, e ieri avevo scritto al mio sindacalista dopo la notizia dell’incontro con l’AD dicendo “quindi non ci daranno l’una tantum, giusto?”. Dopo tutti questi anni conosco fin troppo bene la mia azienda, tanto che sto per comprare coi miei soldi una SODIMM per aumentare la memoria al mio PC aziendale che è sempre in swap; tanto è impossibile fare un ordine di qualche decina di euro, e non ce la faccio a reggere attese sempre più lunghe. Amen.

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