Qualche tempo fa mi si era rotta una lampadina. Avevo ancora la scatola, e così sono andato su Amazon cercando il modello con il codice prodotto (che è un numero, nulla di trascendentale). Amazon riconosce il codice prodotto ma mi propone un’altra lampadina, di un’altra marca, nemmeno tanto compatibile in realtà: magari sarà prodotta da qualcuno che ha pagato una tangente per finire più in alto nei risultati.
Il guaio è che ormai le ricerche, non solo attraverso Google e amici ma anche nei singoli siti, funzionano tutte così, nel senso che non funzionano. Un classico caso di enshittification: siamo costretti a vederci una quantità di pubblicità che non c’entra nulla con il nostro risultato, tanto che spesso preferisco fare una ricerca chiedendo al chatbot e sperando in bene. Almeno una volta la ricerca di base faceva già schifo, ma lavorandoci un po’ riuscivo a trovare quello che cercavo; adesso appunto una ricerca consiste nel lanciare il sasso all’LLM, valutare il risultato, vedere se si può aggiungere qualche altra informazione per raffinarlo e sperare in bene. Evidentemente non è previsto che uno debba cercare qualcosa per conto suo.
Ultimo aggiornamento:: 2026-08-03