sempre sull’obbligo di POS
Vabbè, che il senatore Romeo (anche capogruppo) affermi che è più rispettoso della privacy pagare il taxi in contanti anziché con la carta, perché “Dove vado col taxi, saranno anche un po’ affari miei”, è un problema suo. (Comunque anche Quintarelli diceva che usava apposta uno stupidofono per evitare che i suoi spostamenti venissero tracciati). L’unica cosa che non capisco è se lui è convinto che adesso ci sia un obbligo di pagamento con strumenti elettronici, e quindi la proposta di non far pagare multe per chi non accetta pagamenti elettronici sotto i 60 euro è per lui doverosa, oppure crede che siano i suoi elettori a essere convinti della cosa.
Ah: ieri ero a Mariano Comense (non esattamente una metropoli turistica), siamo entrati in un bar, abbiamo preso due caffè, una brioche e due dolcini e pagato 7 euro e 10 con la carta, addirittura con SumUp che ha commissioni più alte. La mia sensazione sia che alla maggior parte dei commercianti non dà nessun fastidio il pagamento con carte, e ribaltino semplicemente il costo delle commissioni bancarie sui prezzi che praticano, esattamente come fanno con l’affitto dei locali. Sarebbe interessante fare controlli sui pochi che berciano…

Se avete una certa età come me vi ricorderete sicuramente il cubo di Rubik, e la frustrazione nel non riuscire a riportarlo nella posizione iniziale se non copiando le istruzioni – e ai tempi non c’era mica Internet – oppure con tecniche creative tipo togliere e rimettere gli adesivi o meglio ancora smontarlo e rimontarlo. Bene: ho scoperto che esiste
Nel suo blog, Pat Ballew