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I misteri del copyright

Ho scoperto via xlthlx che un giudice americano ha sentenziato che Sherlock Holmes è nel pubblico dominio, o più o meno. Da quello che ho capito leggendo l’articolo, è nel pubblico dominio la caratterizzazione dei personaggi attraverso le storie scritte da Conan Doyle prima del 1923 (cioè 90 anni fa), ma non è possibile usare le informazioni usate nei libri successici (Conan Doyle morì nel 1930).
Notate la differenza tra il copyright sui libri (che è scaduto con i settant’anni dalla morte dell’autore, almeno in Europa) e il copyright sui personaggi che – almeno per la legge americana – dovrebbe se non sbaglio durare novant’anni. Questo significa che chiunque usasse i personaggi per fare delle nuove opere doveva sganciare soldi alla Conan Doyle Estate Ltd.
Belle cose, vero? Capirei al limite che ci sia per un certo periodo di tempo la possibilità di bloccare sviluppi che vadano contro lo spirito originale dell’opera, ma qua siamo davvero oltre ogni logica :-(

giochi, giochi-2013

gioco per il dì di festa: Come Solve the Show

Come Solve the Show, creato da Plexus (ma io l’ho trovato su Smart-Kit) è un “semplice” puzzle. Nulla di troppo complicato, una volta scoperto che i pezzi si ruotano con le frecce (oppure con A e D), però qualche minuto di divertimento te lo dà.
(ah, sì: ti salva – immagino via cookie – il punto in cui sei arrivato, quindi puoi anche fermarti un attimo)

io

Altramatematica su Radio Popolare

A Natale sono tutti più buoni, anche a Radio Popolare: quindi, se tutto va bene, verso le 12:15 racconterò dai microfoni della radio come è nata la collana di epub matematici sotto mentite spoglie (o forse è il viceversa, non lo so nemmeno io) che al momento vanta il mio Matematica e infinito e Più per meno diviso di Peppe Liberti. Chissà che mi inventerò.

pipponi

Un clic vale un clic

Ne avevo sentito parlare stamattina, ma non ci avevo fatto troppo caso: poi Carlo Felice Dalla Pasqua mi ha messo con le spalle al muro :-) Che è successo? sembra che Gramellini, non avendo ultimamente copiato nulla di importante, nella sua abituale comparsata a Chetempochefa abbia parlato male del MoVimento 5 Stelle. Giustamente Grillo vuole replicare, e lo fa al suo modo usuale con un video; però il video non può essere visto da chi ha AdBlock abilitato.
Di per sé non c’è nulla di male a farsi dare un po’ di soldini in questo modo, e tanto di cappello a chi ci riesce: io non ne sono mai stato capace. Mi risulta però difficile capire quale sia il vantaggio di difendersi facendo pagare gli altri. Qualcuno me lo spiega?
(p.s.: a quelli che sono già pronti con la tiritera “M5S ridà i soldi del finanziamento ai partiti, ecc. ecc.” ricordo che questi soldi non vanno al moVimento ma direttamente a Beppe Grllo. No, per me non è affatto un problema. Però sono cose da sapere)

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Quizzino della domenica: centocinquantatré

Forse non sapete che il numero centocinquantatré ha un importante significato cabalistico. Nel vangelo di Giovanni, infatti, Gesù risorto appare agli apostoli che non avevano pescato nulla per tutta la notte, disse loro dove andare a pescare e… «Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.» (Gv 21,11).
E in effetti esiste una funzione matematica abbastanza usuale f(n) tale che, se si sommano i valori che essa ottiene per n che va da 1 a 5, la somma di questi valori è proprio 153. Beh, ce ne sono infinite, la più banale è f(n)=30,6 :-) – ma un Vero Matematico penserebbe che una simile soluzione è barare. Con f(n) = 10n arriviamo a 150; con f(n) = 2n2 a 165. Altre idee?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p143.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da The Math Entertainer.

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_Logimat_ (libro)

[copertina]I giochi Kangourou sono nati in Francia ma si sono diffusi per tutta l’Europa: sono stati studiati per avvicinare gli studenti alle varie scienze. Ho già parlato in passato dei Kangourou dell’informatica; stavolta recensisco un libro (Michel Criton, Logimat, ediz. Kangourou Italia 2012, pag. 96, € 12, ISBN 978-88-89249-24-6, trad. Angelo Lissoni) che è una raccolta di problemi “di allenamento” per i Kangourou della matematica. Più precisamente, il testo è l’unione dei primi due numeri della rivista Logimath che venner pubblicati nel 2005 in Francia.
Il libro è molto colorato, ma questo penso non vi interessi più di tanto. Quello che ho trovato davvero bello, invece, è l’approccio scelto per i problemi. Ciascuno di essi appare in tre forme diverse, a cui è associato un semaforo. La prima (semaforo verde) è completamente dematematizzata, o meglio vengono fatte varie domande che in pratica rappresentano i passi che si farebbero per risolvere il problema finale. Nella seconda forma (semaforo giallo) il problema è ancora dematematizzato, ma stavolta non ci sono più le specificazioni passo passo; la terza forma (semaforo rosso) infine è una generalizzazione del problema. In pratica, dunque, l’esercizio può essere affrontato a scelta a partire da una qualunque delle forme: i meno esperti possono essere guidati, mentre i più esperti possono partire dal semaforo rosso e al più tornare indietro se il problema risultasse troppo ostico. Devo dire che non avevo mai trovato questo approccio nei vari libri che ho letto, e ne sono rimasto deliziato: è proprio vero che la didattica della matematica in Francia è anni luce avanti (e non sto parlando di noi italiani, ma in generale del mondo anglofilo…)
Insomma, per gli appassionati è un must have!

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_Più per meno diviso_ (ebook)

[cover]Quando si diventa grandi si scopre che la matematica non è solo fatta di numeri, ma anche e soprattutto di lettere. Ma non è solo così: dove li mettete i simboli delle varie operazioni, che non sono lettere né numeri? Perché mai il più è un + e il meno un −? Non sono domande così oziose, come Peppe Liberti ci mostra in questo ebook (Peppe Liberti, Più per meno diviso, 40k Unofficial “Altramatematica” 2013, 0,99€, ISBN 9788898001446) che trovate anche in formato epub.
Leggendo il libro, scoprirete non solo che i segni per le operazioni sono relativamente recenti, e nascono ben dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili, ma soprattutto che c’è voluto un bel po’ di tempo per standardizzarli, e anzi la standardizzazione non è neppure completa: ancora oggi per la moltiplicazione si usano “×” e “·”, mentre per la divisione “:” e “/”, per non parlare degli anglofoni con il loro “÷”… che addirittura per altri autori indicava la sottrazione. In questo libro Peppe si limita alle quattro operazioni e al simbolo di uguale (ma se l’ebook avrà un successone sono certo che ha già pronto il testo per i segni più esoterici…), e ne parla non tanto da un punto di vista matematico ma storico e personale, perché scegliere un segno non è un’operazione che si fa a cuor leggero e può portare – e ha portato – a feroci diatribe. Il tutto insomma entra a pieno titolo nel filone della collana Altramatematica, #40kmate per gli amici twittanti, che la matematica la vuol vedere in modo ben diverso da quello scolastico.
Un’ultima nota di carattere personale. Come probabilmente sapete, io sono il curatore di Altramatematica e quindi ho cercato gli autori che a mio parere potevano andare bene. Bene: Peppe non è un matematico, ma un fisico. E dunque? Dunque nulla. Matematici e fisici si prendono sempre pesantemente in giro, ma è tutta una finta :-)

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