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IA e informatica, old

Tablefy

Tra i tanti siti 2.0 o quel che l’è che sono spuntati in questi mesi, mi pare di non aver sentito parlare molto di Tablefy. Probabilmente frequento le compagnie sbagliate.
Ad ogni buon conto, Tablefy ti permette di costruire delle tabelle di comparazione online tra quello che ti pare. Fin qua nulla di così trascendentale, sono il primo ad ammetterlo. Però c’è il vantaggio di potere costruire la tabella, se si vuole, in maniera aperta ai contributi di tutti; e si possono prendere pezzi di tabelle in giro per il sito per costruirsi la propria. Ho fatto un veloce esperimento qui, tanto per avere un’idea, e la creazione di una tabella è stata abbastanza semplice, anche per includere immagini all’interno delle tabelle. Ci sono un po’ di problemi con il mio proxy (le pagine si direbbero cachate, e quindi mi ritrovavo connesso anche dopo avere fatto logout) e secondo me manca la possibilità di fare tabelle accessibili a un gruppo specifico di persone, ma il sito può risultare già utile a chi volesse abbellire il proprio blog con qualche confronto “colorato”!

matematica_light

Logaritmi cantati

Al giorno d’oggi i logaritmi sono uno di quegli enti matematici che sembrano nati apposta per spaventare gli studenti, che si chiedono a che diavolo servano quei numeri astrusi. Dire che doverbbero essere ancora felici che una qualunque calcolatrice tascabile da dieci euro ti permette di trovare il logaritmo di un numero schiacciando un tasto, senza dover compulsare le tavole logaritmiche (io ne avevo una: non era così difficile usarla, ma assicuro che era una palla). In effetti i logaritmi, come i regoli calcolatori, erano importanti quando non si avevano a disposizione calcolatrici e computer, ed era necessario fare dei conti complicati: se ci si accontentava di un risultato approssimato lo si poteva ottenere piuttosto facilmente, al costo di leggere un po’ di numeri sulle tavole.
Prima o poi dovrò scrivere qualcosa sui logaritmi: per il momento, se proprio non ne sapete nulla, tenete conto che le formule di base sono queste:
log(a*b) = log(a)+log(b)
log(ab) = b*log(a)
In pratica il logaritmo “abbassa di complessità” le operazioni, trasformando il prodotto in una somma e l’elevazione a potenza in un prodotto. Per calcolare ad esempio 3259*3425, posso insomma prendere i logaritmi dei due numeri, sommarli, e cercare l’antilogaritmo della somma per ottenere (un’approssimazione del) risultato.
[intervalli musicali e rapporti relativi] Storicamente i logaritmi servivano per rendere un po’ più semplici i contazzi enormi che soprattutto gli astronomi dovevano fare per calcolare le orbite degli astri. Però potrebbero essere usati anche per fare conti a mente… se non fosse per il fatto che imparare a mente i logaritmi dei principali numeri può essere piuttosto lungo, e se uno deve avere dietro le tavole dei logaritmi non gli passa più. C’è però un trucchetto che ci facilita la vita, usando… la musica! Sappiamo tutti infatti che 210 (1024) è più o meno uguale a 103 (1000), il che significa che 21/12 è più o meno uguale a 101/40. Ma 21/12 è esattamente il rapporto di frequenza tra due semitoni nel temperamento moderno! Questo significa che per trovare il logaritmo in base dieci di un numero x, basta vedere x come un rapporto, oppure il prodotto di vari rapporti; calcolare a quanti semitoni corrispondono tali rapporti; se ce n’è più di uno, sommarli; e dividere infine il risultato per 40. Viceversa, per l’antilogaritmo in base 10 di y (10y) si moltiplica y per 40, si guarda a quanti semitoni corrisponde, e da lì si ottiene il rapporto voluto. Per quanto possibile, conviene usare i rapporti che “suonano meglio” nel vero senso della parola: ottava (rapporto 2, pari a 12 semitoni), quinta (3/2, pari a 7 semitoni) e quarta (4/3, 5 semitoni).
Un esempio vale sicuramente più di mille parole: iniziamo a vedere come calcolare il logaritmo di 3. Scriviamo 3 come 2*(3/2), quindi 12+7=19 semitoni; dividendo per 40 (prima per 10 e poi due volte per 2) otteniamo 0,475 contro il valore corretto 0,47712 circa. Se volessimo calcolare il numero di risultati possibile al totocalcio, cioè 313, avremo 13*19 semitoni, cioè 247 semitoni totali. (Qui c’è un altro trucchettino matematico: 13*19 = (16*16)-(3*3), e chi ama fare conti a mente sa a memoria che 16 al quadrato è 256). Di questi semitoni, i primi 240 = 40*6 danno un milione, che è da moltiplicare per il rapporto corrispondente a 7 semitoni, cioè una quinta, cioè 3/2. Il valore approssimato è pertanto un milione e mezzo, contro il valore esatto di 1594323. Un 6% circa di errore, risultato non disprezzabile.
L’unico intero da 1 a 10 difficile da approssimare con gli intervalli musicali è 7, per cui si può prendere circa 34 semitoni, come si può vedere dalla tabella riportata nel sito da cui ho scopiazzat… ehm, mi sono ispirato: una lezione (PDF) di Sanjoy Mahajan per il suo corso al MIT denominato Street-fighting mathematics. La cosa non dovrebbe stupire chi ha studiato musica: in effetti i primi armonici del Do1, cioè i multipli interi della frequenza di base, sono Do2, Sol2, Do3, Mi3, Sol3, una nota stonata (il settimo armonico), Do4, Re4, Mi4. Torna tutto, insomma!
Occhei, probabilmente l’uso pratico di queste tabelline di conversione è un po’ improbabile, però sono carine, no?

recensioni

Dice Matteo (libro)

[copertina] Dopo avere riscritto per i tipi di Salani l’Antico Testamento, portandolo più vicino alle nostre conoscenze, Silvia Giacomoni ha preso in mano il Nuovo Testamento, iniziando ovviamente da Matteo: il primo dei vangeli per la tradizione cristiana, che considera come suo autore il cambiavalute Levi che fu uno dei primi discepoli del Cristo. Il risultato è questo libretto (Silvia Giacomoni, Dice Matteo, Longanesi – Il Cammeo 2007, pag. 154, € 13, ISBN 9788830424395). Il punto di vista adottato è senza dubbio filologicamente corretto. Matteo scrive infatti per una comunità di ebrei-cristiani, subito dopo la distruzione del Tempio; è quindi necessario spiegare il contesto di tutta una serie di citazioni specifiche di passi della Bibbia, oltre a quelle implicite (secondo la Giacomoni, il citare quasi solo i farisei dipende dal fatto che dopo la Diaspora l’ebraismo si sarebbe trasformato, divenendo “rabbinico” e legato appunto al seguire minuziosamente le prescrizioni legali del Pentateuco). Anche la scelta di alcuni passi dell’Antico Testamento per fare rileggere il vangelo in maniera più vicina a quanto avrebbe potuto fare un ebreo della fine del primo secolo d.C. è positiva. Però credo che la Giacomoni avrebbe potuto osare molto di più nella modernizzazione del testo, che in molti punti è praticamente identico a quanto si trova nelle edizioni “ufficiali”, o approvate che dir si voglia. In fin dei conti, se il compito di questo libro è di avvicinare la gente al testo, qualche spiegazione “tecnica” in più non avrebbe fatto male; in caso contrario, una buona Bibbia basta tranquillamente.

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Ariel, la diva

[una gatta o una diva?]
Vorrei farvi notare (si vede meglio se partite da qua) la triste e dura vita della nostra Ariel. Nella prima foto, non riesce a trattenere uno sbadiglio, chiaro segno di mancanza di stimoli: nelle altre due foto si arrende alle difficoltà.
Garantisco che per scattare queste foto non è stato torturato nessun gattino.

recensioni

_Giocare con Pitagora_ (libro)

[copertina] (se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va’ su Galileo!)
Chi mi conosce sa che io amo i libri di giochini matematici, e che tendo a comprarnli tutti non appena escono, anche se temo sempre di ritrovarmi cose già viste qua e là. In questo caso, però, (Bernardo Recamán, Giocare con Pitagora, Bruno Mondadori 2008, pag. 171, € 10, ISBN 9788861590663, trad. B. Ximena Rodriguez) mi è andata bene. Il fatto che Recamán sia sudamericano probabilmente aiuta, visto che il suo modo di vedere le cose non è quello fondamentalmente statunitense a cui siamo tutti abituati. Personalmente ho trovato la prima parte del libro, quella dei problemi aritmetici, la meno interessante: fare conti non è mai stato il mio forte, in effetti. Molto meglio le sezioni successive, e soprattutto molto interessante l’idea di avere il ‘baule degli indizi”, una serie di aiutini per la maggior parte dei problemi. Io sono infatti della scuola “meglio risolvere un problema con un aiutino che non risolverlo per nulla”! Parecchi problemi hanno anche delle estensioni – senza risposta, sono puramente per chi ha voglia di andare avanti e fare vera matematica. Di nuovo, io sono della scuola “matematica è modellizzazione ed estensione; non importa se si parte da un giochino”.
La traduzione dallo spagnolo è buona, ma Bruno Mondadori, oltre a smetterla di scrivere “Pitagora” nei titoli di tutti i libri di giochi matematici da lui editi, avrebbe dovuto verificare meglio le bozze. Ci sono parecchi errori, dovuti chiaramente a disattenzione nel rivedere le figure e i testi (a parte il primo problema, per cui la soluzione è proprio sbagliata :-) ).

io

Ferie!

Bene bene. Da oggi fino a fine agosto il blog è praticamente chiuso. Fino a mercoledì ci sarà qualche post preparato in anticipo (come questo, del resto), mentre sarò a Usseglio dalla mia mamma; poi scenderò a Chiavari fino al 30, e inizieranno le due settimane di disintossicazione da Rete che faccio ormai da anni (ogni riferimento è casuale: il post l’avevo preparato prima). L’unica cosa che troverete saranno i santi del calendario, che sono stati opportunamente preparati.
Aggiungo solo che venerdì 29 saremo a Sarzana, per il Festival della Mente: sapevàtelo!

pipponi

Orwell? inutilmente complicato

Il Corsera riporta il discorso odierno di Sua Eccellenza Cav. Silvio Berlusconi. Tra le mille notizie (il congresso del PdL dove “il «reggente» sarà scelto «con regole democratiche al 100 per cento»”; la controprova dell’inutilità del Parlamento, visto che la finanziaria «Entrerà in Parlamento e ne uscirà così come è stata voluta e ragionata dal governo»; le vacanze “di lavoro”) che ci rendono felici, ce n’è una nascosta molto bene, in stile panino: il futuro di Alitalia. Cito: Berlusconi
ha spiegato che non c’è stato alcun ripensamento sullo stop ad Air France, che nei mesi scorsi si era fatto avanti per rilevare la compagnia di bandiera. «Sarebbe stata una svendita – ha detto -. E poi avevano pensato a settemila esuberi, mentre noi pensiamo che se ne possano fare molti meno».
Settemila esuberi. Avete letto bene. Il Corsera, lo scorso 28 marzo, scriveva che gli esuberi complessivi sarebbero stati 2100. Orwell pensava che il Governo dovesse farsi mandare tutte le vecchie copie dei giornali perché fossero opportunamente riscritte; Berlusconi ha dimostrato che non ce n’è bisogno, perché tanto la gente non solo si dimentica di cosa era stato detto, ma non si prende nemmeno la briga di andare a cercarle. Quell’uomo ha vinto.

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