Non ho più la mano con i santi
Domenica ho fatto una passeggiata con Anna nei dintorni di Foppolo, e siamo passati nella frazione di Tegge, lontano dalla provinciale e quindi praticamente sconosciuta ai turisti. Sulla facciata della chiesetta della frazione c’era un affresco del Seicento rimasto miracolosamente quasi intatto: l’ampia sporgenza del tetto lo ha probabilmente protetto da intemperie e raggi del sole.
Quando eravamo più giovani e non avevamo figli, ci divertivamo a indovinare i santi che vedevamo raffigurati: di solito c’è un particolare che li fa riconoscere facilmente. Stavolta abbiamo fallito miseramente. L’unico che abbiamo riconosciuto è san Carlo Borromeo a sinistra, ma qui avevamo il vantaggio di avere scoperto che si era fatto anche un giro in alta val Brembana e quindi la cosa era immaginabile. E gli altri? Riuscite a indovinarli prima di continuare a leggere?
A destra c’è sant’Antonio abate, che avremmo dovuto riconoscere dall’uccellino vicino a lui: prima di san Francesco era lui che era raffigurato con gli animali, anche se l’ho sempre associato ad asini e vacche. La Madonna, essendo nera, è quella di Loreto; infine a destra la gamba con la piaga avrebbe dovuto farci subito pensare a san Rocco, altro personaggio molto venerato nelle montagne. Lì ammetto di essere rimasto spiazzato dal suo essere vestito da laico (del Seicento, ma questo è normale). Mi sa che devo rimettermi a studiare.







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